Festa per i 35 anni di Toscana Oggi
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Settimanali cattolici, ponti di carta per avvicinare cielo e terra

I settimanali cattolici sono giornali con una storia gloriosa fondati sulla capacità di relazione di cui parla incessantemente Papa Francesco. «Toscana Oggi», quando nacque, 35 anni fa, rappresentò, per il suo grande territorio carico di storia, una frizzante ventata di modernità ecclesiale. E tutt'ora è un unicum giornalistico ed ecclesiale.

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Le edizioni di Toscana Oggi

Chi fa il mestiere di giornalista sa cosa vuol dire, nel nostro gergo, il termine «mazzetta». E soprattutto quanto peso abbia avuto, la «mazzetta», nella vita di ciascuno di noi. Per essere chiari, era quella pila di quotidiani cartacei che ci attendeva in redazione al mattino e che dovevamo scorrere in gran fretta prima della mitica riunione in cui ogni direttore recitava la sua «messa cantata». Ecco, la mazzetta dei giornali (comprendeva anche i principali settimanali e qualche rivista specialistica) segnava la carriera. Da poche testate riservate al capo servizio, si saliva di numero e di importanza. Su su, da caporedattore a vicedirettore. E poi per qualcuno fra noi più fortunato (e forse anche bravo…) la mitica mazzetta del direttore. Quella che da giovani cronisti noi tutti sognavamo. Perché era uno status symbol: c’era chi non la abbandonava mai, neppure quando andava in spiaggia.

Cose d’altri tempi… impensabili nel mondo digitale di oggi che ha dato l’assalto al castello di carta. E ha fatto sparire anche le mazzette…. Ma l’immagine della mazzetta dei giornali è quanto mai utile per una suggestione. Immaginate che una mattina vi venga consegnata la mazzetta con tutti i settimanali cattolici stampati in Italia. Con ogni probabilità, fra settimanali corposissimi e fogli esili, la mazzetta sarebbe alta sicuramente oltre un metro. E in questo pilastro di carta composto da oltre 110 mattoncini, uno corposissimo, forse il più alto, sarebbe proprio quello di «Toscana Oggi», con il suo dorso regionale e i suoi 15 dorsi diocesani. Roba forte, per atleti del giornalismo e lettori accaniti.

Ecco, quando abbiamo la fortuna di sfogliare «Toscana Oggi», forse non abbiamo la percezione di quale mondo il nostro settimanale faccia parte. Di quale posto occupi in quella storia straordinaria dell’informazione cattolica che è stata costruita dai nostri padri, da vescovi e preti lungimiranti, da orgogliose comunità di credenti, da intellettuali e semplici lettori, in ogni angolo d’Italia.

Forse non riusciamo a percepire sino in fondo il valore di questa storia che in alcuni casi, soprattutto nel Nord del Paese, è centenaria. E dunque affonda le radici nel Movimento sociale cattolico tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. Una storia gloriosa che si intreccia innanzitutto con l’Unità d’Italia e che vede i cattolici sempre protagonisti, sia nei panni degli intransigenti (con il Papa e contro gli anticlericali) sia in quelli dei liberali  (più dialogici e possibilisti). Una storia che attraversa le due Guerre mondiali e vive tutte le drammatiche e profetiche stagioni della Chiesa italiana. E in quella storia i settimanali cattolici hanno sempre avuto un ruolo decisivo nella formazione dell’opinione pubblica nei territori in cui venivano diffusi. Ma hanno anche accompagnato i credenti, sia illuminando la vita civile sia rafforzando l’identità cattolica e l’appartenenza alle singole Chiese diocesane. Per giungere poi al Concilio Vaticano II che, con la sua attenzione al mondo delle comunicazioni sociali (attraverso il decreto conciliare Inter mirifica), segna il fiorire della primavera nel rapporto tra la Chiesa e l’universo dei media.

Sull’onda di quella stagione nacque, contando sulla eredità delle precedenti testate diocesane, «Toscana Oggi». Il nuovo settimanale rappresentò, per il suo grande territorio carico di storia, una frizzante ventata di modernità ecclesiale. Uno sforzo senza precedenti, in campo mediatico, di pensare insieme, di raccontare insieme, di camminare insieme, di crescere insieme. Una forma di Chiesa in cammino attraverso i media che ha saputo profeticamente precedere, di molti anni, quell’invito alla sinodalità che oggi ci viene sempre più riproposto, nella sua urgenza, da Papa Francesco. Infatti solo uno spirito veramente sinodale, fatto anche di fiducia reciproca, poteva consentire la nascita prima, e la crescita poi, di un settimanale come «Toscana Oggi». Senza alcuna prevaricazione di una voce sull’altra, di una comunità sull’altra, di una diocesi sull’altra. Un unicum giornalistico ed ecclesiale (non ci sono casi analoghi nelle altre regioni d’Italia) che forse solo una terra dai forti contrasti (sociali, culturali e politici) ma dalla solida e generosa apertura al dialogo poteva garantire.

Dunque, leggere «Toscana Oggi», ci fa cittadini di questo mondo più grande della stampa e dell’informazione cattolica. Un mondo che non conta solo il quotidiano cattolico nazionale «Avvenire», «L’Osservatore Romano» e il settimanale nazionale «Famiglia Cristiana», ma anche un quotidiano locale diffusissimo nel suo territorio come il «Cittadino» di Lodi, oltre cento settimanali (molti dei quali leader informativi nei rispettivi territori) e alcune decine di  mensili. Per non parlare della sfida digitale che è stata accettata e giocata sino in fondo, con la nascita di una foresta di siti, figli legittimi di questi giornali. Siti preziosi che hanno ottimizzato e valorizzato i contenuti prodotti. E poi ancora Tv2000 e tante tv locali raccolte nel circuito del Corallo. E le decine di radio locali consorziate nel circuito di RadioinBlu. Senza dimenticare il ruolo di supporto strategico e professionale garantito dall’Agenzia Sir (Servizio informazione religiosa) nei confronti dei settimanali, anche nelle versioni digitali, con offerta di servizi e commenti. Di sicuro avremo dimenticato qualcuno e qualche testata, perciò ci scusiamo preventivamente.

Un dato recente stimava la diffusione dei settimanali e periodici aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) attorno alle 800mila copie per settimana. Davvero una bocca di fuoco impressionante che non ha mai fatto mancare l’adesione agli inviti del Papa e alle sollecitazione dei rispettivi vescovi diocesani. Con intelligenza e professionalità, come conviene a chi ha un potere e una responsabilità grandi. Ma anche con l’umiltà di chi sa di servire un popolo con le sue comunità e i suoi territori. E con una solida e impegnativa fedeltà a Dio e all’uomo. Questa è la sostanza del giornalismo fondato sulla capacità di relazione di cui ci parla incessantemente Papa Francesco. 

Dunque, è questo il miglior augurio che si possa fare a tutti quelli che contribuiscono all’offerta informativa di Toscana Oggi e al grande pubblico dei suoi lettori: continuare a costruire ponti e ad avvicinare cielo e terra.

Settimanali cattolici, ponti di carta per avvicinare cielo e terra
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