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200 milioni di euro per contribuire a far fronte alle conseguenze sanitarie, economiche e sociali provocate dal Covid-19. È l’aiuto straordinario della Chiesa italiana per sostenere persone e famiglie in situazioni di povertà o di necessità, enti e associazioni che operano per il superamento dell’emergenza provocata dalla pandemia, enti ecclesiastici in situazioni di difficoltà. 

“Siamo consapevoli del grande sacrificio che stiamo chiedendo ai fedeli e ai pastori, costretti a celebrare sine populo i riti della Settimana Santa” e “capisco il rammarico che l’intera comunità di fedeli prova nel vivere una Pasqua diversa, lontani dal calore e dall’affetto dei propri cari, impossibilitati a partecipare alle celebrazioni del Triduo, culmine e centro dell’anno liturgico, a cui il nostro popolo è così legato”. Così il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, in un’intervista a L’Osservatore Romano e a Vatican News

«Quello che avverrà dopo dipende dalla nostra durezza di cervice. Noi italiani abbiamo la caratteristica che superata la fase critica poi si tende a tornare a fare come sempre si è fatto. Questa volta sono più ottimista. La botta è stata molto forte e quindi lascerà il segno». A parlare è l’economista Stefano Zamagni. Il tema dell’intervista quello che accadrà dopo lo tzunami del coronavirus in Italia.

"La Chiesa, senza rumore e megafono, continua a sostenere in maniera corresponsabile medici, operatori sanitari e malati". Lo afferma mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, in un'intervista sul contributo che la Chiesa italiana sta offrendo al Paese per l'emergenza Coronavirus

Si chiama “Irini”, come la dea greca della pace, l’operazione Ue “per contribuire alla pace e alla stabilità in Libia”. Nata ufficialmente il 19 gennaio scorso alla conferenza di Berlino tra i leader dell’Ue, l’operazione intende “garantire azioni urgenti e concrete” per far tornare la Libia alla stabilità, aiutando i “libici a creare le condizioni per un cessate il fuoco duraturo”.