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“Nella pandemia del Covid-19 gli anziani sono in pericolo in molti Paesi europei come altrove”. Inizia così l’appello per “ri-umanizzare le nostre società” e dire “no a una sanità selettiva”, nato da una preoccupazione della Comunità di Sant’Egidio sul futuro delle nostre società, emersa in questi giorni durante la crisi causata dal coronavirus. 

La Presidenza della Conferenza episcopale italiana torna a “rilanciare la forte preoccupazione espressa in queste settimane da genitori, alunni e docenti delle scuole paritarie, a fronte di una situazione economica che ne sta ponendo a rischio la stessa sopravvivenza”. Lo si legge in una nota della Presidenza della Cei, nella quale si precisa che “le paritarie svolgono un servizio pubblico, caratterizzato da un progetto educativo e da un programma formativo perseguiti con dedizione e professionalità”.

Un gesto simbolico che vuole provocare un “rumore educativo”, e un “rumore costruttivo”. Con questa motivazione per la prima volta le scuole pubbliche paritarie annunciano un’astensione dalle attività scolastiche per il 19 e 20 maggio. È il grido d’allarme che gli oltre 300 superiori/e maggiori, in qualità di primi responsabili delle loro scuole, hanno lanciato al termine di una tavola rotonda organizzata dalle presidenze nazionali dell’Usmi e della Cism. Due ore di confronto sulla situazione delle tante scuole paritarie che non ce la fanno più a pagare gli stipendi dei docenti e del personale amministrativo.

«Si inizia a vedere la luce in fondo al tunnel sotto il profilo dell’emergenza sanitaria. Però poi dovrà arrivare il momento della riflessione sul nostro paese che è stato in balìa degli eventi». Stefano Mugnai, vicecaprogruppo alla Camera di Forza Italia e coordinatore per la Toscana del partito, lancia l’accusa al governo su come è stata gestita la fase acuta della pandemia. 

La necessità di riparare oggetti ed elementi vari riguarda tutti perché le cose, presto o tardi, si rompono. Una considerazione quasi superflua, che però ci permette di pensare a tutti quei casi in cui il semplice utilizzo di colla ed olio di gomito non sia in alcun modo sufficiente. 

Soddisfazione da parte del Terzo settore per il decreto Rilancio, approvato ieri, mercoledì 13 maggio, dal Consiglio dei ministri. Previsti il rifinanziamento per 100 milioni di euro del fondo per le attività delle associazioni, un fondo specifico per aiutare nel post emergenza il Terzo settore del Mezzogiorno, ulteriori risorse per interventi di contrasto alla povertà educativa nelle Regioni del Sud.

“Il presidente del Consiglio Conte non aveva ancora finito di rispondere alle domande post-conferenza stampa sul ‘dl Rilancio’ e già avevamo ricevuto centinaia di messaggi di famiglie preoccupate e stanche. Non è così che si rilancia il futuro del Paese, evidentemente il Governo non ha ascoltato il grido di dolore dei nuclei familiari, specie quelli con figli. Ma restare sordi a questi bisogni vuol dire non rendersi conto della gravità della situazione”: così il presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, Gigi De Palo, commentando i contenuti del Decreto Rilancio presentato ieri sera dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Dopo poco più di due ore di riunione, il Cdm ha dato il via libera al Decreto Rilancio da 55 miliardi di euro per far fronte all’emergenza economica provocata dal coronavirus. "C'è un Paese in grande difficoltà, è la manovra per fronteggiare questa fase che contiene delle premesse perché questa fase di ripartenza possa concretizzare una prospettiva di ripresa economica e sociale", ha dichiarato il premier Conte.