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«Preoccupazioni e contrarietà dei sindaci, di ogni schieramento politico, le avevamo previste ben prima dell'approvazione del Decreto sicurezza. I sindaci sono preoccupati per la coesione sociale e la sicurezza delle proprie comunità, e per questo hanno il dovere di difendere i diritti di tutti e di garantire che tutte le persone presenti sul proprio territorio vivano nei canali della legalità». Lo dichiara Matteo Biffoni, sindaco di Prato e delegato Anci per l'Immigrazione e l'integrazione, riguardo alla polemica sollevata da alcuni sindaci che non vogliono applicare le norme del Decreto sicurezza che riguardano i migranti.

«Da sindaco e da presidente dell'Anci, non ho alcun interesse ad alimentare una polemica con il ministro dell'Interno. Non credo sia il caso di polarizzare uno scontro tra posizioni politiche differenti. Faccio solo notare che le nuove norme mettono noi sindaci in una oggettiva difficoltà». Lo dichiara il presidente dell'Anci, Antonio Decaro, a proposito della polemica sull'applicazione della legge 113/2018 su sicurezza e immigrazione, e sulle ricadute per chi amministra le città.

Nell'anno scolastico 2017-2018 sono stati 272.167 gli alunni con sostegno (il 3,1% del totale degli iscritti) a frequentare i corsi in 56.690 scuole sul territorio nazionale. Gli insegnanti per il sostegno sono circa 156mila (dato Miur), con un rapporto di 1,5 alunni per insegnante. Sono alcuni dei dati contenuti nel report «L'inclusione scolastica: accessibilità, qualità dell'offerta e caratteristiche degli alunni con sostegno», diffuso oggi dall'Istat e relativo all'anno scolastico 2017-2018.

«La morte, in una sola giornata, di due senza dimora, a Roma e Milano, invita tutti a non restare indifferenti nel tentativo di evitare che l’ondata di freddo prevista – e il clima rigido che ci attende fino alla fine dell’inverno – provochi nuove vittime. Ognuno può intervenire, aiutando in diversi modi». Così la Comunità di Sant’Egidio lancia «un appello urgente per portare coperte, cappelli di lana, sacchi a pelo ed altri generi di conforto utili ad affrontare il gelo notturno o anche per aggiungersi ai volontari che già effettuano le loro visite itineranti ai senza dimora».

Nel suo quarto messaggio di fine anno, in diretta tv dallo studio del Quirinale, Sergio Mattarella ha iniziato con l'invito a «sentirsi «comunità», ovvero condividere valori, prospettive, diritti e doveri, «pensarsi» dentro un futuro comune, da costruire insieme». Ma poi ha toccato i temi caldi, dall'aumento dell'Ires al terzo settore ai tempi compressi dell'approvazione della legge di bilancio.

Nella tradizionale conferenza di fine anno il premier Giuseppe Conte ha difeso la sua manovra anche dall'accusa di essere stata scritta a Bruxelles. Conferma i tagli all'editoria, assicura che non aumenteranno le tasse e si assume la responsabilità dell'errore sull'Ires raddoppiata al no profit.

Dopo le proteste di tutto il mondo del volontariato, dell'Anci e dello stesso presidente della Cei che si era appellato al vicepremier Matteo Salvini, stasera il governo ha fatto marcia indietro promettendo di intervenire quanto prima per correggere l'errore fatto nella manovra, con il raddoppio della tassazione Ires per gli enti noprofit. Fiaschi (Forum Terzo settore), «prendiamo atto dietro-front Governo. Attendiamo incontro per trovare correzioni».

«L’aumento dell’Ires per gli enti del Terzo settore previsto nella manovra finanziaria preoccupa molto i Comuni italiani per le inevitabili ricadute che ci saranno sui territori». Lo afferma Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia e delegato Anci al welfare, commentando il provvedimento contenuto nella Legge di bilancio approvata dal Senato e ora in discussione alla Camera dei deputati.