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È stato firmato ieri al Viminale il nuovo protocollo per far entrare in Italia, in due anni, 600 richiedenti asilo dai campi profughi in Etiopia, Giordania e Niger, tramite corridoi umanitari tra Cei, Comunità di Sant’Egidio, ministero dell’Interno e ministero degli Esteri. Conversando con i giornalisti mons. Russo ha replicato alle accuse alla Caritas da parte di Matteo Salvini, che non era presente alla firma.

Venerdì 3 maggio, alle 17.30, verrà firmato al Viminale un nuovo protocollo per l'arrivo, in due anni, di 600 richiedenti asilo da Etiopia, Niger e Giordania. Si tratta di persone vulnerabili (famiglie con bambini, malati, donne a rischio di tratta), che vivono attualmente in campi profughi e altre sistemazioni precarie, appartenenti per lo più a nazionalità del Corno d'Africa, dell'Africa sub sahariana e anche della Siria.

«Senza lavoro rimane incompiuto il diritto stesso di cittadinanza, la dignità dell’individuo ne rimane mortificata, la solidarietà sociale e la stessa possibilità di sviluppo della società ne rimangono compromesse». Lo ha detto questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la cerimonia per la Festa del Lavoro con i nuovi Maestri del Lavoro del Lazio. 

I presidenti della Comunità di Sant'Egidio, Marco Impagliazzo, e della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, Luca Maria Negro, hanno scritto al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per avanzare la proposta di un «corridoio umanitario europeo» e dichiarare la loro pronta disponibilità a collaborare alla sua realizzazione sulla base dell'esperienza realizzata in Italia negli ultimi tre anni.

Una legge di «natura propagandistica» che «alimenta la paura». Così il coordinatore nazionale di Pax Christi, don Renato Sacco, commenta la legge sulla Legittima difesa, recentemente promulgata dal presidente della Repubblica, in un articolo pubblicato sul numero di maggio di Vita pastorale, anticipato al Sir. 

«La storia insegna che quando i popoli barattano la propria libertà in cambio di promesse di ordine e di tutela, gli avvenimenti prendono sempre una piega tragica e distruttiva». Lo ha detto il capo dello Stato, Sergio Mattarella, nel suo intervento a Vittorio Veneto per le celebrazioni del 25 aprile.

«In Italia, la popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale è pari al 28,9% (circa 17 milioni e 407 mila individui), in diminuzione rispetto al 30% toccato nell'anno precedente». È uno dei dati contenuti nel «Rapporto SDGs 2019. Informazioni statistiche per l'Agenda 2030 in Italia» diffuso oggi dall'Istat.

«Il Def appena licenziato dal Governo non prevede risorse tali che possano rilanciare l'economia del Paese ma solo l'amara constatazione che la crescita è vicina allo zero». Lo affermano le Acli in una nota nella quale rilevano che «anche la flat tax per le classi medie è ora solo una promessa elettorale di improbabile realizzazione anche per i fondati dubbi di costituzionalità».