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50° Sant’Egidio: Mattarella, «ha accompagnato il nostro Paese lenendo ferite»

«La Comunità di Sant’Egidio ha attraversato il tempo, affrontando e curando le varie forme di povertà e di emarginazione. Ma mi viene anche da aggiungere che ha anche superato lo spazio e i luoghi perché è andata incontro alle condizioni di sofferenza, di emarginazione e di povertà anche lontano, in una dimensione mondiale». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ieri sera ha visitato la sede della Comunità, a Roma, in occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione.

Sergio Mattarella alla Comunità di Sant'Egidio (Foto Sir)

Ricordando il primo impegno dei volontari, ha aggiunto che «allora il campo di azione erano le periferie di Roma con le sue grandi emarginazioni, con la povertà, con l’esclusione che caratterizzava tante persone che erano estranee a quello sviluppo economico che era già cominciato nel nostro Paese». «Il nostro Paese è cambiato, non vi è più quella condizione – ha aggiunto -. Le periferie sono cambiate, e a partire dagli anni ‘60 vi è stato un accesso diffuso e ampio all’istruzione, alla sanità, ai servizi, all’occupazione, ma i poveri non sono molti meno, l’emarginazione non è scomparsa». Il presidente della Repubblica ha poi sottolineato che «vi sono altre tipologie di povertà e di emarginazione che nel corso del tempo si sono manifestate e continuano a presentarsi». Quindi, Mattarella ha indicato tutti i fronti della povertà nei quali la Comunità è impegnata. «Poveri per tante ragioni: per difficoltà di sopravvivenza, per difficoltà dei mezzi per vivere, per difficoltà della malattia, per l’isolamento, per l’abbandono, per l’emarginazione sociale. Vi è una quantità di povertà diverse che vanno affrontate, e questa Comunità nel corso di questi decenni ha accompagnato il nostro Paese lenendo ferite, intervenendo attivamente per sollevare quelle condizioni, per operare concretamente». «È come se la Comunità avesse varcato i confini di tempo e di spazio, sempre individuando, per affrontarle e curarle, le condizioni di debolezza e di emarginazione».

«Potremmo definire il movimento di Sant’Egidio – ha proseguito Mattarella -  come ‘glocal’. Io cerco di non usare mai parole che non siano della nostra lingua, che non siano italiane; però non dire ‘glocale’ non renderebbe l’idea. In effetti ‘glocal’ secondo l’enciclopedia Treccani viene definita come l’attitudine a occuparsi contemporaneamente della dimensione locale e di quella mondiale». A suo avviso, «consente la speranza nel mondo comprendere che non c’è una separazione e che né il rimedio alla povertà, né il diritto alla libertà sono divisibili per territori: o tutti possono utilizzarli e fruirne o, in realtà, nessuno ne fruisce davvero appieno. Questa è la dimensione importante che la Comunità ha raggiunto». Secondo Mattarella, la Comunità di Sant’Egidio ha saputo mantenere il passo dei cambiamenti del mondo. «Non è che sia diventato piccolo, è più raccolto di prima e quindi richiede impegni come quelli che la Comunità ha assunto, con le sue iniziative».

Poi il Capo dello Stato ha ricordato l’impegno dei volontari «per l’amicizia tra popoli e religioni», «le iniziative per la pace, le iniziative contro la povertà, contro la pena di morte: una quantità di iniziative che hanno conferito alla Comunità di Sant’Egidio, sul piano internazionale, credibilità e autorevolezza». E, ancora, «l’accordo di pace per il Mozambico», «episodio più emblematico di maggiore evidenza internazionale; ma è come la punta di un iceberg di un’attività ampia, diffusa che vi è in tante parti del mondo».

«L’attività di Sant’Egidio è nata, come sappiamo, da un’ispirazione religiosa molto profonda; ma a me, come presidente della Repubblica, interessa sottolineare che questa è stata anche un’iniziativa di pedagogia, di impegno e di convivenza civile di grande importanza. Lo è nel mondo, lo è nel nostro Paese – ha concluso – che ha bisogno di solidarietà e di ritrovarsi come comunità, di avvertire i vincoli che tengono insieme e non quelli che separano e fanno guardare con diffidenza o con ostilità».

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