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A Camadoli si riflette su De Gasperi: «Amicizia tra cristianesimo e democrazia»

«Riflettere su De Gasperi oggi offre l’indicazione di uno stile: un’amicizia connaturale tra il cristianesimo la democrazia. Per questo i cristiani non possono non prendersi cura della qualità della democrazia». Così il vicepresidente del Meic Stefano Biancu riassume il senso della giornata di studio che il movimento degli intellettuali cattolici ha voluto dedicare allo statista trentino nel quadro della Settimana teologica in corso al monastero di Camaldoli.

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Camaldoli Meic

“Riflettere su De Gasperi oggi probabilmente non offre forse indicazioni pratiche su come affrontare le sfide del nostro tempo, a livello nazionale e internazionale. Offre però l’indicazione di uno stile: uno stile plasmato dalla consapevolezza del darsi di un’amicizia connaturale tra il cristianesimo – portatore di un annuncio di libertà e di uguaglianza – e la democrazia. Per questo i cristiani non possono non prendersi cura della qualità della democrazia”. Così il vicepresidente del Meic Stefano Biancu riassume il senso della giornata di studio che il movimento degli intellettuali cattolici ha voluto dedicare allo statista trentino nel quadro della Settimana teologica in corso al monastero di Camaldoli.
Nel corso del convegno il filosofo Michele Nicoletti ha messo in fila le principali lezioni degasperiane utili per l’attuale momento politico: “La prima è la sua schiena dritta, la disponibilità a pagare di persona pur di rimanere fedele ai propri principi. La seconda è la passione per i valori universali come la dignità della persona e la sua insopprimibile libertà, e per l’Europa come custode di questi valori”.
Lo storico Giuseppe Tognon ha definito quella di De Gasperi una “democrazia della pazienza”: “Ha avuto sempre una grande avversione verso tutte le accelerazioni della storia. Radicava la sua idea dell’uomo in una tensione prudente tra il bene e il male. Così facendo De Gasperi costruisce la Repubblica e la guida per un decennio con l’orizzonte di una soluzione duratura, che incidesse nel profondo del costume del popolo italiano”. Nel corso del convegno, organizzato in collaborazione con la Fondazione Trentina Alcide De Gasperi e con la Fondazione Camaldoli Cultura, è intervenuto anche il rettore della Lumsa, Francesco Bonini: “De Gasperi ci consegna tre parole chiave: l’Europa, o più esattamente il quadro europeo e occidentale in cui la soggettività dell’Italia deve imporsi; il realismo, che configura il governo come un’indicazione di rotta precisa anche in scenari complessi; infine, la qualità morale: la stoffa dei governanti è il segreto per rendere un Paese prospero”.

Fonte: Sir
A Camadoli si riflette su De Gasperi: «Amicizia tra cristianesimo e democrazia»
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