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ASIA BIBI: MANIFESTAZIONE A ROMA PER LA GRAZIA E ABOLIZIONE LEGGE BLASFEMIA

“Chiediamo al presidente del Pakistan Zardari la grazia per Asia Bibi, l’abolizione della legge sulla blasfemia e il rispetto della libertà religiosa, della dignità e dei diritti di tutti i cittadini del Pakistan, a qualunque religione appartengano”: è un coro di voci diverse che unisce associazioni, politici e realtà di diversa appartenenza culturale e religiosa (cristiani, ebrei, sikh, musulmani moderati), che ha organizzato per il 26 gennaio prossimo a Roma, in piazza Montecitorio (ore 11.30), la manifestazione “L’Italia per Asia Bibi: libertà, giustizia, diritti umani”. Tra i promotori, anche Tv2000, che ha preso a cuore il caso di Asia Bibi, la donna cristiana, madre di cinque figli, condannata a morte in Pakistan a causa della legge sulla blasfemia. Qualche mese fa è sorta anche una Associazione parlamentari amici del Pakistan, che riunisce un centinaio di parlamentari di tutti i partiti. “Vogliamo dire che le istituzioni devono farsi carico di una presa di posizione chiara a favore dei perseguitati di tutte le religioni”, ha detto oggi durante una conferenza stampa a Montecitorio la parlamentare Luisa Santolini: “Il nostro è un gesto di solidarietà e di amicizia con il popolo pakistano ed il presidente Zardari. A lui ci rivolgiamo per chiedere la grazia per Asia Bibi, dopo che l’Alta Corte di Latore si sarà pronunciata, tra qualche settimana”. Continueremo questa battaglia – ha aggiunto – anche dopo la manifestazione”.“Non manifesteremo per condannare il governo pakistano – ha precisato padre Eric Rossani, dell’Associazione pakistani cristiani in Italia -. Vogliamo solo esprimere solidarietà e, come cristiani, dimostrare la nostra volontà di pace nel mondo”. Anche la sezione italiana di Amnesty international ha aderito all’iniziativa, “perché in questi casi le mobilitazioni della società civile servono – ha spiegato il portavoce Riccardo Noury -. Perché è un atto di attenzione agli attivisti per i diritti umani in Pakistan; per salvare la vita di Asia Bibi e abolire la legge sulla blasfemia, o almeno riportarla agli standard di rispetto dei diritti umani. Ricordiamo che la legge è stata varata nel 1986 dal regime militare ed ha un testo che si presta a qualsiasi tipo di abuso ed arbitrarietà. Dobbiamo usare la manifestazione del 26 per ricordare la libertà religiosa è un diritto inviolabile ed intoccabile”. Dal 1986 ad oggi la legge sulla blasfemia ha causato l’incriminazione di 993 persone, tra cui 479 musulmani, 340 ahmadi (una setta musulmana non riconosciuta dal governo), 120 cristiani, 14 indù e 10 di altre religioni. L’immediata sospensione della sentenza di pena di morte per Asia Bibi è stata chiesta anche da Mario Giro, della Comunità di S.Egidio, il quale ha ricordato che la legge sulla blasfemia “crea problemi e frizioni tra le religioni e non ha niente a che vedere con la questione del vilipendio”. Secondo Luigi De Salvia, di Religions for peace, “la blasfemia è un fatto grave quando si offende e banalizza il contenuto di una fede. Ma è sproporzionato e incoerente sanzionare con la prigione e la morte. Per vivere bene insieme non basta la tolleranza tra religioni: è necessario l’apprezzamento reciproco”. Tra le tante sigle che parteciperanno alla manifestazione del 26 gennaio, anche Cisl, Umanitaria Padana onlus, Zapping (Radio Rai1), Lettera22, Vis, Coro della scuola germanica di Roma, Campagna italiana contro le mine, ecc.Sir