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Asma: e se fosse la sindrome di Churg Strauss?

L’asma è un disturbo molto comune, che, secondo i dati del Boston Scientific, colpisce circa 300 mila persone in tutto il mondo e rappresenta la quinta malattia cronica più frequente, assieme a cardiopatia, ictus, cancro e diabete.

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Sindrome - Crediti immagine: Wikimedia Commons

Inoltre, va considerato che circa il 18% delle persone colpite dall’asma ne presenta sintomi definiti gravi, ovvero sintomi che si presentano tutti i giorni e quasi tutte le notti, mentre nel 20% si tratta di sintomi non controllati.

Sebbene nella maggior parte dei casi si possa convivere con l’asma, quando non viene diagnosticata e trattata adeguatamente la qualità della vita può essere seriamente compromessa e può peggiorare i tassi di morbilità e di mortalità.

Quando si riconoscono i sintomi di un peggioramento serio della propria asma, è indispensabile fare attenzione, perché potrebbe nascondersi un disturbo noto come sindrome di Churg Strauss.  

La sindrome di Churg Strauss

Come viene spiegato in questo video di approfondimento sulla sindrome di Churg Strauss, è una malattia piuttosto rara che si presenta sotto forma di vasculite e può colpire diversi organi del corpo. Viene chiamata anche granulomatosi eosinofila con poliangioite (EGPA), ed è una malattia autoimmune sistemica. Il sospetto di essere affetti da questa sindrome talvolta viene sollecitato proprio nel momento in cui, in età adulta, vi è un peggioramento delle condizioni di salute legate a disfunzioni respiratorie.

In particolare, spesso si associa a disturbi che compaiono sotto forma di rinite allergica, poliposi nasale, sinusite. Inoltre, talvolta il cosiddetto campanello d’allarme è dato da un netto peggioramento dell’asma.

Sebbene sia piuttosto chiara la sintomatologia di questa malattia, ad oggi, come spesso avviene per le malattie autoimmuni, non sono ancora ancora note le cause né i meccanismi alla base.

Come si presenta la sindrome di Churg Strauss

Gli studi sulla granulomatosi eosinofila con poliangioite hanno prodotto una stima secondo la quale sarebbero circa 3 milioni le persone affette da questa malattia.

In genere, l’insorgenza avviene in età adulta, mediamente attorno ai 48 anni. Di solito, l’esordio si presenta con tre disturbi tipici: asma, rinite allergica, poliposi nasale, che possono presentarsi anche in contemporanea. 

Sebbene l’eziologia sia sconosciuta, si pensa che ci possa essere un meccanismo allergico a causa del quale vengono danneggiati i tessuti. Si instaura una vasculite che colpisce le arterie minori, di piccole e medie dimensioni. Poiché si tratta di una patologia sistemica, tutti gli organi possono essere colpiti, sebbene di solito le aree più interessate siano quelle legate alla funzione respiratoria, come polmoni e seni paranasali, ma anche reni, sistema nervoso, pelle, intestino e articolazioni.

Le fasi della sindrome di Churg Strauss

In genere, si possono riconoscere tre fasi, che però in alcuni casi possono anche presentarsi in contemporanea:

  • Fase prodromica: può trattarsi anche di un lungo periodo di tempo, durante il quale i pazienti sono interessati da disturbi come rinite allergica, poliposi nasale e asma. Non sempre in questa fase ci si accorge della malattia, in quanto non sempre si pensa che sia alla base dei disturbi.
  • 2° fase: la sindrome provoca l’aumento degli eosinofili nel sangue periferico e nei tessuti. Si possono verificare patologie come la polmonite eosinofila cronica e la gastroenterite eosinofile.
  • 3° fase: in questa fase ha luogo la vasculite che, se non trattata correttamente, può causare danni molto gravi e mettere in pericolo la vita stessa del paziente. Tra i sintomi, vi possono essere disfunzioni degli organi e sintomi generalizzati come febbre, stanchezza cronica, perdita di peso.

Diagnosticare questa malattia non è semplice né immediato. I sintomi più indicativi sono la presenza di asma e di sinusite paranasale, eosinofilia nel sangue periferico, evidenza istologica di vasculite.

Sebbene siano necessari esami del sangue e RX, non sono sufficienti per una diagnosi. Di solito, vengono prescritti anche esami sierologici che dovrebbero rilevare la presenza di anticorpi citoplasmatici antineutrofili. Inoltre, se possibile, è necessario eseguire una biopsia del tessuto interessato dalla malattia. 

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