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CRISI DI GOVERNO, NAPOLITANO SCIOGLIE LE CAMERE; AL VOTO IL 13-14 APRILE

"La decisione di sciogliere le Camere, sentiti i loro presidenti - ha detto oggi il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nello studio Alla Vetrata del Quirinale, dopo aver firmato il decreto di scioglimento della XV legislatura - è divenuta obbligata visto l'esito negativo degli sforzi che ho diversamente compiuto nella convinzione che elezioni così fortemente anticipate costituiscano un'anomalia rispetto al normale succedersi delle legislature parlamentari, non senza conseguenze sulla governabilità del paese". Il presidente ha espresso tutto "il suo rammarico" per una "scelta obbligata". Proprio quando si era giunti ad un passo dall'accordo tra le forze politiche sulle riforme da fare, è stato costretto invece a considerare definitivamente chiusa l'esperienza del governo Prodi. "Già nel febbraio dello scorso anno, rinviando in Parlamento il governo dimissionario - ha ricordato il presidente - avevo ricavato dalle consultazioni da me svolte, la 'necessità prioritaria di una modificazione del sistema elettorale vigente'. Ma, nelle discussioni che su tale materia sono da allora seguite, anche e soprattutto in sede parlamentare, hanno a lungo negativamente pesato incertezze e divisioni tra le forze politiche". "Si era tuttavia giunti nelle ultime settimane, sulla soglia di una possibile conclusione: di qui il mio auspicio ed appello, dopo le dimissioni del governo Prodi, perché si finisse quella riforma come primo passo verso una più complessiva revisione delle regole, della competizione politica e del funzionamento delle istituzioni e di qui oggi - spiega Napolitano - il mio rammarico per dover chiamare nuovamente gli elettori alle urne, senza che quella riforma sia stata approvata". "Ho sempre e solo avuto di mira l'interesse comune ad una maggiore linearità, stabilità ed efficienza del sistema politico istituzionale. Il dialogo su questi temi, ora interrottisi, resta un'esigenza ineludibile per il futuro del paese. Mi auguro perciò - ha continuato Napolitano - che la prossima campagna elettorale si svolga in un clima rispondente a quell'esigenza, da molti ribadita anche in questi giorni". "E' il momento - conclude il presidente della Repubblica - per tutte le forze politiche di dar prova del senso di responsabilità richiesto dalle complesse prove cui l'Italia è chiamata a far fronte". Il Consiglio dei ministri, convocato per questa mattina, a Palazzo Chigi, ha stabilito che il voto si tenga il 13 e 14 aprile prossimi, mentre non è stata presa ancora una decisione definitiva sull'election day (cioè l'accorpamento delle politiche con le eventuali amministrative).

CRISI DI GOVERNO, NAPOLITANO SCIOGLIE LE CAMERE; AL VOTO IL 13-14 APRILE
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