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Caritas Italiana: 40 anni di obiezione di coscienza e di servizio civile

In una nota Caritas Italiana ricorda come il 10 giugno di 40 anni firmasse la convenzione con il Ministero della Difesa per la gestione dei suoi primi obiettori di coscienza al servizio militare. Da allora sono stati circa 100 mila i giovani «obiettori» ai quali si aggiungono, dal 2001, quelli impegnati nel servizio civile nazionale.

Giovani in servizio civile (Foto Sir)

«Il 10 giugno 1977, 40 anni fa, Caritas Italiana firmava la convenzione con il Ministero della Difesa per la gestione dei suoi primi obiettori di coscienza al servizio militare, che entreranno in servizio il successivo 15 settembre. Tra i primi due Alfredo Remedi, della Caritas diocesana di Genova. Da allora sono stati quasi 100.000 i giovani obiettori in servizio civile nelle Caritas diocesane, cui si aggiungono dal 2001 oltre 10.000 ragazzi e ragazze del nuovo servizio civile nazionale». Lo ricorda una nota odierna di Caritas Italiana. Mons. Giuseppe Pasini, dal 1986 al 1996 direttore di Caritas Italiana, raccontava in un articolo, ricordato nella nota di Caritas Italiana, che «fu nella Presidenza del 14 gennaio 1976 che si parlò per la prima volta in Caritas Italiana di obiezione di coscienza. Nei mesi successivi giunsero alla Caritas Italiana varie sollecitazioni dal sottosegretario della Cei, mons. Gaetano Bonicelli, per assumere questo impegno nell’ambito della Chiesa, anche per evitare che il fenomeno restasse un’esclusiva delle forze ‘laiche'».

Nella nota la Caritas Italiana riporta tutti i passi che hanno portato il 10 giugno 1977 alla stipula della Convenzione per i primi due obiettori: l’atto formale reca la firma del vice-direttore generale della Leva, M. Pizzullo, e del vice-presidente della Caritas Italiana, mons. Giovanni Nervo. La convenzione era dunque era avviata. La formazione degli obiettori fu la prima preoccupazione di Caritas Italiana: «Gli obiettori dovevano essere considerati non ‘manovali’ per servizi ai poveri, ma giovani impegnati a rafforzare la propria personalità umana e cristiana, attraverso il servizio, l’interiorizzazione del valore della pace. Nel tempo, questo importante aspetto si è andato progressivamente meglio articolando: dai convegni e corsi nazionali di formazione si è passati a quelli regionali e diocesani, sia per il numero obiettori che man mano aumentava sia perché le stesse Caritas diocesane venivano investite in pieno anche di questa dimensione formativa dell’esperienza. In questo ambito, rientrano pure le numerose pubblicazioni e i sussidi specifici che la Caritas Italiana e le Caritas diocesane hanno prodotto in questi anni, così come i convegni e le altre occasioni di studio e approfondimento, nonché la pubblicazione, a partire dal 1980, di una rivista bimestrale particolarmente dedicata agli obiettori Caritas», concludeva nel suo articolo mons. Pasini. Info: www.caritas.it 

Fonte: Sir
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