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Caro spesa: Coldiretti, 4 italiani su 10 chiedono la doggy bag al ristorante. Prandini, “intervenire su costi energetici o è rischio crack nazionale”

Con il caro spesa determinato dai rincari energetici e la necessità di ridurre gli sprechi salgono a quasi 4 su 10 (39%) gli italiani che portano a casa gli avanzi del ristorante con la cosiddetta doggy bag. E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixe’ che fotografa come la crisi causata dai rincari energetici stia cambiando le abitudini dei cittadini. 

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Una svolta evidente con il numero delle persone che non lascia gli avanzi nel piatto quando va a mangiare fuori è, infatti, praticamente raddoppiato nel giro di meno di dieci anni. La doggy bag è spinta anche da una nuova sensibilità verso la riduzione degli sprechi alimentari. Di fronte a questa nuova esigenza – riferisce Coldiretti – la ristorazione si attrezza nonostante i incari che deve affrontare dall’energia alla carta da asporto con le buste per il confezionamento e la conservazione degli alimenti che cominciano addirittura a mancare.
Con oltre 1/3 della spesa alimentare degli italiani destinato ai consumi fuori casa le difficoltà della ristorazione si trasferiscono a cascata sull’intera filiera. A rischio, secondo Coldiretti, un sistema che dai campi alla tavola vale 575 miliardi di euro, quasi un quarto del Pil nazionale, e vede impegnati 4 milioni di lavoratori in 740mila imprese agricole, 70mila industrie alimentari, oltre 330mila realtà della ristorazione e 230mila punti vendita al dettaglio. Per Coldiretti, oltre il 10% delle imprese sono a rischio di chiusura per rincari diretti e indiretti determinati dall’energia che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio nelle campagne mentre il vetro che costa oltre il 30% in più rispetto allo scorso anno, ma si registra un incremento del 15% per il tetrapack, del 35% per le etichette, del 45% per il cartone, del 60% per i barattoli di banda stagnata, fino ad arrivare al 70% per la plastica, secondo Coldiretti.
“Come per il gas anche e soprattutto nell’alimentare l’Italia deve intervenire sui costi energetici per difendere la propria sovranità alimentare tagliando i costi energetici per salvare aziende e stalle e scongiurare il rischio concreto di un crack nazionale” conclude il presidente Coldiretti Ettore Prandini.

Fonte: Sir
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