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Consumi: Istat, cresce la spesa delle famiglie e cala la propensione al risparmio

«Nel 2017 le famiglie hanno aumentato la spesa per consumi finali (+2,5% in termini nominali) in misura superiore rispetto all'incremento del reddito disponibile (+1,7%); di conseguenza, la propensione al risparmio delle famiglie scende al 7,8% (-0,7 punti percentuali rispetto al 2016)». Sono dati diffusi oggi dall'Istat, presentando i Conti nazionali per settore istituzionale per gli anni 2015-2017.

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Per effetto dell'aumento dell'1,2% del deflatore dei consumi privati, rileva l'Istat, «la crescita del reddito disponibile corrisponde a un incremento del potere di acquisto delle famiglie dello 0,6%, in rallentamento rispetto alle tendenze registrate nel biennio precedente».

Inoltre, «il tasso di profitto delle società non finanziarie nel 2017 scende al 41,7% (-0,7 punti percentuali rispetto al 2016) ed il tasso di investimento cresce al 21,1% (+0,9 punti percentuali)». Le società finanziarie registrano «una riduzione del valore aggiunto ai prezzi base (-1,4%)».

Nel 2017, prosegue l'Istat, «il prelievo fiscale dovuto alle imposte sulla produzione e a quelle correnti e in conto capitale ha inciso sul reddito disponibile delle famiglie per il 16,2%, su quello delle società non finanziarie per il 23,8% e su quello delle società finanziarie per il 18,6%. L'incidenza delle imposte sul reddito disponibile è diminuita per famiglie e società non finanziarie, mentre è aumentata per le società finanziarie».

Ancora, «le società finanziarie registrano un miglioramento dell'accreditamento di 14 miliardi di euro rispetto al 2016, mentre per le società non finanziarie e per le famiglie risulta un peggioramento pari a, rispettivamente, 3 e 4 miliardi di euro. L'indebitamento delle amministrazioni pubbliche si riduce di 1,9 miliardi di euro, con un saldo pari a -39,7 miliardi di euro».

Per l'anno 2015 «si propone una rappresentazione delle relazioni che intercorrono fra i settori istituzionali e sottendono alla formazione del loro reddito primario e di quello disponibile». Inoltre, «per le famiglie, si analizza la composizione dei flussi economici connessi alla struttura del portafoglio finanziario fra il 2011 ed il 2016».

«Dopo cinque anni di segno negativo torna a crescere in maniera significativa la spesa degli italiani in alimentari e bevande (+3,2%)». È quanto emerge dalle analisi della Coldiretti in occasione della diffusione dei dati Istat sui conti economici nazionali. «Ad aumentare - sottolinea la Coldiretti - sono sia gli acquisti di bevande con un +4,6% (acqua imbottigliata, birra, spumanti e vino) sia quelli di prodotti alimentari (+3%)». Tra le tendenze «si registra una decisa svolta salutista sulle tavole degli italiani dove, dopo anni di abbandono, torna prepotentemente la dieta mediterranea con un aumento record dei consumi che va dal +7% per il pesce fresco fino alla crescita del 4,3 per la frutta fresca», secondo le elaborazioni su dati Ismea. «L'attenzione verso i segmenti ‘naturale e benessere' è confermata - precisa la Coldiretti - dalla forte crescita di alimenti come la frutta secca (+7,9%), la pasta di semola integrale (+16%) o il riso integrale che mette a segno addirittura un aumento del 20% rispetto all'anno precedente». «La spesa alimentare - afferma la Coldiretti - è la principale componente del budget delle famiglie dopo l'abitazione con un importo complessivo di 215 miliardi ed è, quindi, un importante indicatore dello stato dell'economia». «Il cambiamento - conclude la Coldiretti - deve ora trasferirsi alle imprese agricole con una adeguata remunerazione dei prodotti che in molti casi si trovano tuttora al di sotto dei costi di produzione».

Fonte: Sir
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