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Dal n. 3 del 20 settembre 2002

Criminalità, in aumento rapine ed estorsioni

Diminuiscono gli omicidi, aumentano di numero rapine ed estorsioni, in netta diminuzione la criminalità minorile, qualche allarme sul fronte dell'eversione politica, anche se non c'è stato alcun atto terroristico eclatante. Questi i dati di fondo del quadro della criminalità in Toscana nell'ultimo anno delinato dalla relazione del procuratore generale Ennio Maria Fortuna all'inaugurazione dell'anno giudiziario.%%Le sofferenze della giustiziatra malanni vecchi e nuovi
Nelle procure toscane84 mila procedimenti inevasi

Diminuiscono gli omicidi, aumentano di numero rapine ed estorsioni, in netta diminuzione la criminalità minorile, qualche allarme sul fronte dell'eversione politica, anche se non c'è stato alcun atto terroristico eclatante. Questi i dati di fondo del quadro della criminalità in Toscana nell'ultimo anno delinato dalla relazione del procuratore generale Ennio Maria Fortuna all'inaugurazione dell'anno giudiziario. Sul fronte degli omicidi (33 in tutta la Toscana), sono quasi dimezzati quelli che si sono registrati a Firenze, sette contro i 17 dell'anno precedente, mentre sempre nel circondario di Firenze le rapine sono passate da 588 a 715 e le estorsioni da 50 a 85. Stesso trend anche negli altri circondari «a dimostrazione ha spiegato il pg della diffusione di un fenomeno criminoso di sicura gravità».

Sensibilmente diminuiti (da 3.055 a 1.946) i procedimenti penali minorili e il numero dei reati denunciati (da 2.018 a 1.890), cosa che conferma la tendenza già registrata negli anni scorsi. Sul fronte politico «hanno destato inquietudine» numerosi episodi, apparentemente di poco spessore, ascrivibili secondo il pg ad «ambienti anarcoinsurrezionalisti, cioé al filone del cosiddetto “ecoterrorismo”».

In particolare, ha ricordato il magistrato, gli attentati a un ripetitore della Rai, quelli ai cantieri dell'alta velocità e quelli contro varie banche fiorentine, soprattutto la Banca Toscana. I reati che però destano maggior allarme sociale, secondo il magistrato, restano i furti nelle abitazioni. La diminuzione del numero delle denunce potrebbe essere solo un fenomeno statistico, ha rilevato, dovuto alla sensazione di «scarsa fermezza della repressione». Per il pg, insomma, il problema di fondo, pur essendo state inasprite le pene, rimane «quello di sempre: l'effettività della pena».

Diminuiscono, 30 rispetto a 37, le morti per infortuni sul lavoro, mentre crescono i reati ambientali: a Prato, per esempio, sono passati da 38 a 55 le denunce per inquinamento, con 217 casi di violazione urbanistiche e sei di inquinamento idrico.
In diminuzione anche la «litigiosità civile», con una notevole diminuzione delle pendenze, tranne che a Grosseto e a Prato dove l'incremento delle pendenze è dell'8,7%. Intenso il lavoro dei giudici di pace, anche se l'aumento delle loro competenze ha portato a un incremento dei procedimenti pendenti. Complessivamente però solo il 3% delle quasi 50.000 sentenze emesse (l'anno scorso erano state 13.704) sono state impugnate e pochissimi sono i ricorsi per Cassazione.

Infine, sul piano dell'organizzazione del processo penale, la struttura di maggior sofferenza è quella dei Gip, il cui lavoro è stato fortemente aumentato dalla legge Carotti. A Firenze nei primi sei mesi del 2001 sono affluiti al gip 10.350 procedimenti e ne sono stati definiti solo 6.125. Segno che, ha rilevato il pg, «la situazione è da affrontare con assoluta urgenza».

Magistrati e avvocati, almeno a Firenze, sono d'accordo: dalla cerimonia nell'aula bunker di Santa Verdiana, è venuto un appello congiunto a cancellare il «clima di rissa» che avvelena il rapporto fra magistratura e mondo della politica. «Il clima di scontro, di vera e propria rissa che caratterizza oggi la giustizia e il suo ambiente – ha detto il pg Fortuna – non favorisce certo il dialogo costruttivo, ostacola le riforme, rende più difficile, se non addirittura impossibile, il nostro lavoro». I magistrati, ha aggiunto, «non devono essere né della maggioranza né dell'opposizione, non devono essere spinti, anzi spintonati, di qua o di là, a seconda di chi parla e della convenienza del momento». E soprattutto, ha rilevato, «non dovrebbero essere né accusati né difesi pregiudizialmente dalle forze politiche, secondo una logica di precostituito schieramento politico».

Dal presidente dell'Ordine degli avvocati, Roberto Russo, è venuta «piena solidarietà ai magistrati» e un invito a tutti «a fare un passo indietro». Pur criticando alcuni atteggiamenti di chiusura e di «retroguardia» da parte dei giudici, il legale ha invocato la centralità della separazione e della indipendenza dei poteri. Solo una magistratura «libera, indipendente ma rispettosa delle leggi ha spiegato costituisce la garanzia della nostra libertà». Russo ha stigmatizzato «l'atteggiamento di certi colleghi che, ricoprendo incarichi parlamentari, o, peggio, di governo, assumono difese svolgendo il proprio ministero “come avvocati e come parlamentari”», col rischio di mettere in atto «un pressing intimidatorio inammissibile». Di «profonda inquitudine» ha parlato l'avvocato Eriberto Rosso, presidente dei penalisti fiorentini, denunciando il «clima di rissa che sta contrassegnando il rapporto fra magistratura e politica». Anche da Mario Serio, componente del Consiglio superiore della magistratura e aderente a Forza Italia, è venuto un invito a smorzare i toni e a ragionare con pacatezza.

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