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Crisi di governo, le posizioni di FdI, Pd e Forza Italia

Proseguono a ritmo serrato le consultazioni del Capo dello Stato per la crisi politica. Stamani ha incontrato i tre principali partiti d'opposizione al governo Conte: FdI, Pd e FI. Ecco le dichiarazioni dei segretari all'uscita dai colloqui con Mattarella.

Le dichiarazioni di Zingaretti all'uscita dalle consultazione con il Capo dello Stato (Foto Sir)

«Le elezioni sono oggi l’unico esito possibile, rispettoso dell’Italia, dei suoi interessi, del suo popolo e della Costituzione». Lo ha detto la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ricevuta con la delegazione del partito al Quirinale dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per le consultazioni. «Diciamo ‘no’ a un governo che ha la maggioranza in Parlamento ma non tra i cittadini: sarebbe irrispettoso della volontà popolare e della nostra democrazia – ha aggiunto -. L’unico modo che abbiamo per un governo stabile è andare a votare: tutto il resto durerà solo qualche mese: gente che fino a ieri si insultava oggi non può andare d’accordo». Meloni riferisce di aver sentito il leader della Lega, Matteo Salvini, e «penso che se si andasse al voto ci sarebbe una compagine formata da Fdi e Lega sicuramente, vedremo cosa fa Forza Italia, e sicuramente sarebbe già maggioritaria».

«Abbiamo manifestato al presidente della Repubblica la disponibilità a verificare la formazione diversa maggioranza e l’avvio di una fase politica nuova e un governo nel segno della discontinuità politica e programmatica», ha detto il segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, al termine del colloquio con Mattarella. «Non un governo a qualsiasi costo: serve un governo di svolta, alternativo alle destre, con un programma nuovo, solido, una ampia base parlamentare e ridia una speranza agli italiani. Se non dovessero esistere queste condizioni, tutte da verificare, lo sbocco naturale della crisi sono nuove elezioni anticipate alle quali il Pd è pronto». Il Pd reputa che sia «utile» provare a costituire un «governo di svolta» per il quale «abbiamo indicato i primi non negoziabili principi«: primo tra tutti la riconferma della «vocazione europeista» dell’Italia.

«L’esperienza appena conclusa dimostra che i progetti di governo si fanno con i tempi e con le idee compatibili, non dopo il voto ma prima. Quindi un governo non può nascere in laboratorio, se basato solo su un contratto». Lo ha detto il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, al termine delle consultazioni. «Forza Italia ha condotto un’opposizione seria e coerente in parlamento cercando di correggere molti errori e migliorare provvedimenti del governo con lo stesso senso di responsabilità dimostrato finora, e che è stato molto oneroso in termini politici per il nostro partito. Ma oggi mettiamo in guardia da un governo frutto di una maggioranza tra diversi e improvvisata», è stato il monito del leader forzista. Che ha poi messo in guardia da una contraddizione: «Una maggioranza che non rispecchia la maggioranza degli elettori è una mera coincidenza di forze che si sono contrastate, non può essere la base per un esecutivo stabile e credibile ma solo una presa in giro degli elettori e un tradimento delle loro volontà». «Un governo sbilanciato a sinistra sarebbe pericoloso per le imprese, lo sviluppo, la sicurezza», ha aggiunto. «In nessun caso Forza Italia è disponibile ad alleanze con chi abbiamo contrastato in campagna elettorale e che esprimono una visione del Paese diversa e opposta». «Un governo fortemente sbilanciato a sinistra – ha concluso Berlusconi – sarebbe pericoloso per le imprese e per le garanzie di libertà dei cittadini» con il rischio che «messo di fronte alle difficoltà ricorra ad una patrimoniale che comprometterebbe definitivamente le prospettive di crescita». La via indicata da Berlusconi è quella di «realizzare in Parlamento una maggioranza di centrodestra che corrisponda al sentire degli italiani». «Qualora non sia possibile realizzarla, la strada maestra è quella di elezioni anticipate».

Stasera le consultazioni con le delegazioni di Lega e Movimento 5 Stelle.

Fonte: Sir
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