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DECRETO IMMIGRAZIONE: CIR, «PUNITIVO E INEFFICACE»

Parole chiave: immigrati (728), cie (6), cir (29), profughi (189), governo (250)

“Rivedere integralmente la scheda del decreto legge e procedere finalmente a una vera e giusta applicazione della direttiva comunitaria sul ritorno per la quale il governo è già 6 mesi in ritardo”. E la richiesta del Cir (Consiglio italiano per i rifugiati) al governo, all'indomani del ddl sui Cie. Inn una nota, il Cir spoiega che “nessuno degli aspetti menzionati” nella scheda del ddl ha le caratteristiche di straordinaria necessità e urgenza. Pertanto “il provvedimento, semmai fosse formalizzato, sarebbe in contrasto con l'articolo 77 della Costituzione e con le norme della legge 400 del 1998 che limitano la facoltà del governo di emanare decreti legge esclusivamente per circostanze che richiedono necessariamente interventi di urgenza”. Per il Cir, inoltre, “il prolungamento del trattenimmento nei Cie dagli attuali 6 mesi ai 18 mesi rappresenta più una misura punitiva nei confronti dei cittadini stranieri irregolarmente presenti che una misura per rendere efficace l'espulsione”. La direttiva comunitaria sul ritorno, ricorda ancora il Cir, “prevede il trattenimento sino a 18 mesi solo in casi estremi e, comunque, tale direttiva fin qui non è stata recepita dall'Italia”. Senza contare che “anche i richiedenti asilo possono essere trattenuti nei Cie, e quindi in base al ddl devono “essere rinchiusi fino a un anno e mezzo senza aver commesso alcun reato”.
Sir

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