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Ddl Zan: non ci manca un Parlamento di influencer

Il Ddl Zan, il dibattito in Parlamento, le dichiarazioni di Fedez al Primo Maggio: il commento del direttore di Toscana Oggi Domenico Mugnaini

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Siamo già pronti ad accogliere un nuovo partito/movimento/associazione guidata da un signore che da tempo non perde occasione per insegnare ai politici cosa fare in Parlamento e a chi lo segue sui social come vestirsi o cosa comprare? Il signor Fedez non sarebbe il primo personaggio dello spettacolo, e non pensiamo solo a Beppe Grillo né guardiamo solo nei confini della nostra Italia, ad avviare una carriera politica. Almeno questa medaglia lui non potrà aggiungerla ai tanti tatuaggi che gli coprono il corpo. Ha però una carta importante da giocare: tutti i grandi politici del passato hanno sempre avuto una grande donna, o un grande uomo, accanto. Lui ha Chiara Ferragni , sicuramente più influencer di lui visti i numeri, come dimostrato anche all’ultimo Festival di Sanremo.
Non ci interessa un’analisi delle parole da lui pronunciate sul palco il Primo maggio (dove si dovrebbe difendere il diritto al lavoro e forse non altro), e non è la prima volta che un personaggio dello spettacolo mette in crisi «mamma Rai» (Tortora, Celentano, per citarne due tra i più noti ma la lista è molto lunga). Non c’è stata una legislatura della nostra Repubblica che non abbia visto la Rai al centro di polemiche tra i partiti che, da sempre e tutti, si dicono pronti a togliere la loro influenza nell’ente radio televisivo. Salvo poi non fare assolutamente niente e lasciare le cose come stanno perché fa comodo a tutti.
Non rimpiangiamo certo la censura, e anche da giornalisti ci piacerebbe che nessuno pensasse mai di mettere un bavaglio ad altri. Quando si parla davanti a milioni di persone dalla televisione pubblica, però, sarebbe bene che ci fosse quanto meno un contraddittorio e si riportassero le posizioni di tutti. Per questo noi abbiamo chiesto a un giurista (e lo trovate in questa pagina) di spiegare cosa davvero c’è nella proposta del deputato del Pd Zan.
Ci preoccupa, invece, e non poco, che i politici (in questo caso di centrosinistra altre volte è successa la stessa cosa con il centrodestra) siano sempre pronti a salire sul carro del personaggio di turno. Loro lo sanno, o dovrebbero saperlo, che la politica non può essere spettacolo, che lavorare per i cittadini comporta pure scelte difficili. Sarebbe tanto meglio che da una parte non si volesse «sfruttare» il signor Fedez e dall’altra non si rischiasse di farlo diventare un «martire». Solo per rinfrescare la memoria a qualcuno: la signora Ferragni, non più tardi di 3 anni fa, era al centro di una polemica per la pubblicità di un’acqua che veniva venduta a 8 euro. La polemica è finita qualche mese dopo ma intanto le casse di casa Fedez/Ferragni (e pure quelle dell’azienda in questione) si sono riempite di euro. Ora sempre la stessa signora è entrata – non crediamo gratis - anche nel Cda delle aziende di Della Valle, a cui tutto si potrà dire (e i tifosi della Fiorentina ne vorrebbero dire tante) meno che non sanno sfruttare le occasioni. Più lui fa polemica più probabilmente lei incassa. Una coppia perfetta, ma ci chiediamo se lo sia per il Paese.
Domenico Mugnaini

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