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Diritti umani: Marchesi (Amnesty), «+20% morti in mare e 10.000 migranti rinchiusi in Libia, Italia complice di costi umani altissimi»

Antonio Marchesi, presidente di Amnesty international Italia, durante la presentazione del rapporto annuale su «La situazione dei diritti umani nel mondo», ha denunciato l'aumento di mortalità nel Mediterraneo tra quanti cercano di emigrare e l'aumento di quanti sono reclusi nei centri di detenzione in Libia, accusando il governo italiano di essere «complice non solo moralmente ma anche dal punto di vista del diritto internazionale».

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Antonio Marchesi, presidente di Amnesty international Italia (Foto Sir)

«Le tendenze globali di costante degrado dei diritti umani investono anche l'Italia, a cominciare dall'idea che i diritti umani non spettano a tutti ma sono privilegi da meritare. Si tratta di uno stravolgimento totale della nozione contenuta nella Dichiarazione universale»: lo ha affermato oggi a Roma Antonio Marchesi, presidente di Amnesty international Italia, durante la presentazione del rapporto annuale su «La situazione dei diritti umani nel mondo. Il 2018 e le prospettive per il 2019». «Quest'anno sarà ricordato come l'anno della Diciotti - ha detto - il punto culminante della spettacolarizzazione della politica contro gli sbarchi, con il ruolo dei ‘cattivi' assegnato alle Ong, colpevoli di interferire nei pattugliamenti della guardia costiera libica nel Mediterraneo centrale. Anche se non è ancora emersa evidenza di reati, le Ong sono state infangate e messe in condizione di non proseguire il loro lavoro. La rinuncia della nave Aquarius è una notizia triste per i diritti umani: la strategia dei porti chiusi, purtroppo, ha avuto successo».

«Ma il trionfalismo dei dati è fuori luogo - ha precisato - perché nasconde costi umani altissimi: in un anno c'è stato un aumento della mortalità in mare del 20% e nei centri di detenzione in Libia sono trattenute 10.000 persone, l'anno precedente erano 4.400. L'Italia è complice non solo moralmente ma anche dal punto di vista del diritto internazionale perché continua a fornire aiuti e attrezzature alla Libia». Amnesty ha anche monitorato i discorsi d'odio durante la campagna elettorale italiana e sono pronti a fare lo stesso durante le prossime elezioni europee.

«C'è un aspetto del Decreto sicurezza che ci preoccupa molto ed è il destino dei minori migranti non accompagnati. Tanti arrivano dal mare ma tornano anche da altri Paesi come la Francia e la Svizzera. Al compimento del 18° anno il loro destino rischia di essere la strada, l'invisibilità, l'ingresso nella piccola criminalità. Dubito che si riesca ad avere la sicurezza della maggioranza rendendo insicura la vita della minoranza». Così Riccardo Noury, portavoce di Amnesty international, commenta al Sir gli effetti del Decreto sicurezza e immigrazione sui minori stranieri non accompagnati (Msna). «E' un decreto che, in nome di una percezione della sicurezza toglie diritti ai migranti, togliendo opportunità di accoglienza e integrazione, lasciando in strada persone. Il tempo ci dirà se dovremo chiamarlo decreto sicurezza o piuttosto decreto insicurezza», precisa Noury. Il rapporto critica apertamente la «gestione repressiva del fenomeno migratorio in Italia», compresi «gli accordi con la Libia, la criminalizzazione delle Ong e la chiusura dei porti». «E' di oggi la notizia dell'ulteriore sgombero a Roma - aggiunge -. C'è un problema di diritto all'abitazione che riguarda nella capitale italiani e non. Questi gesti senza soluzioni di lungo periodo costringono le persone a spostarsi qualche metro più avanti in attesa dell'ennesimo sgombero».

Fonte: Sir
Diritti umani: Amnesty, «+20% morti in mare e 10.000 migranti rinchiusi in Libia»
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