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Don Patriciello e don Di Noto a Mattarella, “il Parlamento torni a essere luogo di discussione e di confronto civile e democratico”

"Gli italiani, signor presidente, son ben lieti di chiamare ‘onorevoli’ i parlamentari democraticamente eletti, ma pretendono che galantuomini lo siano davvero. Quando, invece, si esprimono e si comportano in Aula come se fossero in una bettola di loro proprietà, suscitano in noi tanta tristezza e tanta preoccupazione". Lo scrivono don Maurizio Patriciello e don Fortunato Di Noto in una lettera al presidente della Repubblica

Don Patriciello e don Di Noto

“È con il cuore pesante che questa mattina ci permettiamo di bussare alla sua porta. Lo facciamo perché siamo convinti che l’Italia – che amiamo e, da preti, tentiamo di servire – non meriti di fare davanti al mondo una figura tanto grama, penosa e meschina come quella fatta giovedì scorso nell’Aula di Montecitorio. Gli italiani, signor presidente, son ben lieti di chiamare ‘onorevoli’ i parlamentari democraticamente eletti, ma pretendono che galantuomini lo siano davvero. Quando, invece, si esprimono e si comportano in Aula come se fossero in una bettola di loro proprietà, suscitano in noi tanta tristezza e tanta preoccupazione”. Lo scrivono don Maurizio Patriciello, parroco a Caivano e noto per il suo impegno nella Terra dei fuochi, e don Fortunato Di Noto, parroco ad Avola e fondatore di Meter, in una lettera al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per la bagarre ieri alla Camera dei deputati.

“Papa Paolo VI amava ricordare che ‘la politica è la più alta forma di carità’. Noi continuiamo a crederci, anche se, non le nascondiamo, che a volte è veramente difficile”, osservano i due sacerdoti, che si appellano a Mattarella “perché le aule parlamentari tornino a essere luoghi di discussione e di confronto civile e democratico. In quanto educatori, conosciamo per esperienza l’immane fatica che occorre perché i fanciulli e i giovani continuino a credere nelle istituzioni”. E aggiungono: “Nel momento in cui proprio dal cuore del nostro Paese, il Parlamento, arrivano spettacoli indegni di persone civili, siamo seriamente preoccupati. I giovani hanno bisogno di modelli. Nei quartieri a rischio di tante nostre città, il modello è rappresentato dal camorrista o dal mafioso con la moto ultimo modello e le tasche strapiene di denaro illecitamente usurpato. Non una volta sola ci siamo sentiti dire da chi vive nell’illegalità, ma anche dalle persone semplici, che ‘il marcio sta a Roma’. Non possiamo permettere che questa assurdità continui a circolare. Il male che produce, soprattutto nelle nuove generazioni, è incalcolabile. Bisogna correre ai ripari”.

Per don Patriciello e don Di Noto, “bisogna evitare a tutti i costi che i nostri ragazzi vengano diseducati da chi siede in Parlamento. Avrà notato, signor presidente, che non siamo entrati nel merito della discussione politica in atto. In questo momento non ci interessa. Ci interessa, invece, che, dopo tanta sofferenza, tanta paura, tanta povertà dovuta alla pandemia, gli italiani non vengano ulteriormente umiliati e disorientati da chi dovrebbe rappresentarli. Gli italiani hanno tanta fiducia in Lei, signor presidente. Li aiuti a non perdere la speranza”.

Fonte: Sir
Don Patriciello e don Di Noto a Mattarella, “il Parlamento torni a essere luogo di discussione e di confronto civile e democratico”
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