Italia

ELEZIONI: ACLI, UNA CONVENZIONE COSTITUENTE PER RIFORMARE IL PAESE

“Una Convenzione costituente per riformare il Paese subito dopo il voto, indipendentemente dall’esito finale; una commissione “che coinvolga non solo le forze politiche ma anche quelle sociali – le organizzazioni di categoria e il Terzo Settore – coniugando competenza e rappresentanza”. E’ la proposta delle Acli, ad un mese esatto dall’appuntamento elettorale del 13 e 14 aprile, che chiedono un impegno preciso ai leader dei partiti e delle coalizioni candidati alla guida del Paese. “L’Italia ha bisogno di coesione e di speranza – afferma il presidente nazionale Andrea Olivero – Non vuole una scelta di parte ma una scelta per il bene comune. La politica da sola non ce la fa. Per questo è necessario mettere insieme le forze, le competenze e le energie migliori del Paese, un po’ come è stato fatto per l’accordo di luglio sul welfare, per affrontare le questioni più urgenti: l’ordinamento dello stato, la suddivisione dei poteri, la sussidiarietà e il federalismo, il ripensamento della pubblica amministrazione. Un’Attali all’italiana che proponga un pacchetto di riforme per modernizzare l’Italia e renderla più efficiente”. La presidenza nazionale delle Acli ha predisposto un documento che indica priorità e proposte per “sostenere la speranza” del Paese. “Non diamo indicazioni di voto, come è nostro costume, ma invitiamo tutti ad andare a votare” afferma Olivero.

Tra le proposte, quella di modificare la contrattazione collettiva “per conciliare tempi di vita ed esigenze di produttività”. Le Acli dicono sì al compenso minimo legale e alla formazione permanente “come protezione sociale”. Centrale il tema della famiglia, “da sostenere e promuovere riconoscendola come soggetto sociale autonomo, a partire dal sistema fiscale. Di qui la preferenza per “il sistema delle deduzioni rispetto a quello delle detrazioni” e l’importanza dell’introduzione del quoziente familiare. Ulteriore proposta, “un’alleanza per lo sviluppo del Mezzogiorno”. “E’ necessario, spiega Olivero, “un programma di valide ed essenziali infrastrutture”, ma “la più grande, necessaria e importante opera pubblica per il Sud è la costruzione, il sostegno e lo sviluppo della società civile, il fare società”. Superare la Bossi-Fini è la priorità delle Acli sul terreno dell’immigrazione, “facilitando la permanenza degli immigrati regolari in Italia e i ricongiungimenti familiari”, e riconoscendo lo jus soli ai bambini che nascono in Italia e il diritto di voto amministrativo agli immigrati stabilmente residenti”. Le Acli chiedono infine al futuro governo di sostenere il ruolo di mediatore di pace dell’Unione europea e promuovere contemporaneamente la cooperazione”.

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