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Elezioni, l'appello dei vescovi contro l'astensionismo

In vista del prossimo appuntamento elettorale i vescovo italiani rivolgono un duplice e unanime appello: «Agli elettori, perché superino senza esitazione ogni tentazione di astensionismo; ai candidati, perché avvertano la necessità di un cammino formativo e la responsabilità di mantenere per tutta la durata del mandato un vero rapporto con la ‘base’».

Elezioni, l'appello dei vescovi contro l'astensionismo

 È quanto si legge nel comunicato finale – diffuso oggi – del Consiglio permanente della Cei, nel quale si sottolinea che “entrambe sono condizioni essenziali per conoscere da vicino e, quindi, affrontare i problemi che toccano la vita reale della gente”. I vescovi “non hanno esitato a dare un nome anche alle divisioni e alle paure che agitano il tessuto sociale e che possono alimentare forme di chiusura e di razzismo”, prosegue il comunicato. Nell’analisi dei vescovi, “questo sfondo rende ancora più significativa la generosità di tante famiglie e comunità in cui ci si spende per un’accoglienza che sia inclusione sociale”. Nel corso dei lavori “è stata riaffermata la comune volontà di contribuire nei fatti a rasserenare e ricucire, chiedendo nel contempo che pure la politica faccia la propria parte per gestire al meglio fenomeni che richiedono lucidità di analisi e continuità di impegno”.

I vescovi italiani, si legge ancora nel comunicato, rimarcano “come un lavoro degno rimanga per il Paese priorità assoluta”. “Le molteplici aspettative suscitate dalla 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani – svoltasi a Cagliari a fine ottobre, al culmine di un significativo percorso di preparazione – hanno trovato nei membri del Consiglio permanente riscontro attento e piena disponibilità”, viene sottolineato nel comunicato.

La Legge relativa al consenso informato e alle disposizioni anticipate di trattamento (Dat) è “ideologica e controversa, specie nel suo definire come terapia sanitaria l’idratazione e la nutrizione artificiale o nel non prevedere la possibilità di obiezione di coscienza da parte del medico”. Questo il giudizio dei vescovi italiani. Nel corso dei lavori, come si legge nel comunicato finale, “nel riaffermare la centralità dell’alleanza tra medico e paziente, il Consiglio permanente ha ribadito l’impegno culturale della Chiesa nel servizio alla vita come pure nella prossimità alla persona esposta alla massima fragilità”.

I membri del Consiglio permanente hanno condiviso alcune considerazioni sulle caratteristiche della certificazione dell’idoneità diocesana degli insegnanti di religione cattolica, in vista di un Concorso nazionale, che nell’anno in corso dovrebbe essere svolto su base regionale e poi articolato secondo i numeri necessari in ciascuna diocesi.

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