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Europee, quattro i toscani uscenti

Parole chiave: ue (389), elezioni (367), parlamento europeo (78)

I cambi «in corsa». Dall'inizio della legislatura, nel luglio 2004, sono 35 gli eletti a livello nazionale che hanno rinunciato al seggio al Parlamento europeo per ricoprire incarichi europei, nazionali o locali incompatibili oppure per dedicarsi ad un'altra attività. La maggior parte delle rinunce è coincisa con le elezioni politiche e amministrative del 2006 e del 2008. Vediamo nel dettaglio come è cambiata la presenza degli europarlamentari toscani negli ultimi quattro anni e mezzo. Nella consultazione del 2004 sono eletti nella lista «Uniti per l'Ulivo» Lapo Pistelli (Margherita) e Guido Sacconi (Ds). Nella lista di An viene eletto anche Altero Matteoli che rinuncia per incompatibilità con la carica di governo perché ministro dell'Ambiente nel governo Berlusconi, ed è sostituito da Alessandro Foglietta di Roma. Nel 2006 Carlo Casini, primo dei non eletti nell'Udc, sostituisce Armando Dionisi di Roma, mentre Paolo Bartolozzi prende il testimone da Antonio Tajani, nominato commissario europeo ai trasporti. Nel 2008 lascia Lapo Pistelli, eletto al Parlamento nazionale, sarà sostituito dall'umbra Catiuscia Marini. Lo scorso ottobre la toscana Monica Giuntini subentra a Lilli Gruber, tornata alla professione giornalistica. Oggi dei quattro deputati toscani al Parlamento europeo, due aderiscono al gruppo del Partito popolare europeo (Democratici cristiani) e dei Democratici europei – Bartolozzi e Casini – gli altri due – Giuntini e Sacconi – al gruppo socialista.
Le incompatibilità «nazionali». A livello nazionale, il mandato europeo è incompatibile con l'ufficio di deputato e di senatore, con la carica di componente del governo di uno Stato membro e con l'incarico di presidente di Regione o assessore regionale. Una legge del 2004 ha introdotto le ulteriori incompatibilità con le cariche di consigliere regionale, presidente di provincia e sindaco di comune con popolazione superiore a 15 mila abitanti. Riguardo al mandato di sindaco e di presidente di provincia, tuttavia, la legge italiana prevede una norma transitoria che consente agli eletti al Parlamento europeo nel 2004 di continuare a ricoprire le loro cariche nei rispettivi enti locali fino alla conclusione del mandato nazionale.
Le incompatibilità «europee». La carica di membro del Parlamento europeo è incompatibile con molte altre funzioni a livello comunitario.
Stipendio uguale per tutti. Un'altra novità del post elezioni europee è che si applicherà il nuovo statuto dei deputati europei che riguarda l'indennità parlamentare (stipendio), l'assicurazione sanitaria, il regime previdenziale. Il nuovo statuto eliminerà, infatti, le differenze di remunerazione tra i deputati prevedendo un'indennità pari a circa 7.665 euro lordi per ognuno di essi, che sarà pagata dal bilancio Ue. Attualmente, infatti, non vi è una regola comune sulle indennità che sono erogate dai bilanci nazionali, creando notevoli disparità tra i rappresentanti dei vari Paesi.

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