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FAMIGLIA: EURISPES, IN ITALIA QUASI 5 MILIONI DI NUCLEI FAMILIARI POVERI O A RISCHIO POVERTÀ

In Italia, oltre alle tradizionali 2.500.000 famiglie povere (pari a circa 8 milioni di persone) contabilizzate dalla statistica ufficiale, esistono altri 2.4000.000 nuclei familiari “a rischio povertà”, corrispondenti a 7 milioni e mezzo di persone. E’ quanto risulta dal dossier dell’Eurispes, “Le famiglie italiane tra crisi, bisogni e nuove tendenze demografiche”, presentato oggi a Torino. Tra le famiglie povere – è un altro dato allarmante del rapporto – nel 2002, il 33,3% delle famiglie monogenitoriali, il 21,1% delle coppie con due figli, il 33,9% delle coppie con 3 o più figli, non hanno avuto, spesso o qualche volta, i soldi per comprare cibo necessario, per pagare le bollette (luce, gas, telefono…) o per sostenere spese per cure mediche. “Lo spettro della povertà – ha spiegato Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes – si sta allargando e le cause sono molteplici: lo smantellamento progressivo del welfare, la caduta verticale della qualità dei servizi – dalla sanità ai trasporti -, la trasformazione del mercato del lavoro che impone un nuovo darwinismo sociale, l’impoverimento dei ceti medi costretti, per la prima volta dopo decenni, a difendersi dal pericolo di una incalzante proletarizzazione”. Il dossier dell’Eurispes evidenzia che l’Italia dedica appena lo 0,9% della ricchezza nazionale alle politiche familiari. Seguono (in ordine crescente): Irlanda 1,9%, Grecia 2,1%, Regno Unito 2,4%, Belgio 2,6%, Austria 2,9%, Francia e Germania 3%, Lussemburgo e Finlandia 3,4%, Svezia 3,5%, Danimarca 3,8%. L’Italia, stando al rapporto, è quindi abbondantemente al di sotto della media dell’Unione Europea, che è pari al 2,3%: solo la Spagna sta peggio di noi, con lo o,4% del Pil.Sir