Italia

FECONDAZIONE ASSISTITA, PRIMO SI’ AI DIRITTI DEL CONCEPITO

La prima giornata dell’esame della legge sulla fecondazione assistita alla Camera è stata segnata dal compromesso: prima è stato raggiunto un accordo sulla formulazione di alcuni articoli che potevano essere interpretati come un grimaldello da usare per scardinare la legge sull’interruzione di gravidanza; poi è stato approvato un emendamento che sancisce i diritti del concepito, ma senza riferimenti espliciti al diritto a nascere. L’emendamento, presentato dall’Udc, è stato approvato a scrutinio segreto con 247 voti favorevoli, 177 contrari, due astensioni. Sia la Casa delle libertà sia l’opposizione di centrosinistra si sono divise al di là delle appartenenze. Tanto che molte forze politiche, a cominciare da Forza Italia e dai Ds, hanno lasciato libertà di coscienza ai propri deputati. Sulla base dell’emendamento approvato dalla Camera, “la procreazione assistita medicalmente assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito”. E’ tuttavia scomparsa dal testo l’assicurazione al diritto a nascere del concepito che aveva suscitato la reazione dei “laici” della maggioranza e dell’opposizione, secondo i quali avrebbe rappresentato uno strumento utilizzabile contro la legge sull’aborto. La Camera ha inoltre approvato un emendamento del governo che esclude dal Sistema sanitario nazionale la fecondazione artificiale. I punti della legge che suscitano maggiori contrasti sono a questo punto la cosiddetta fecondazione eterologa (cioè con seme o ovulo esterno alla coppia) e il destino degli embrioni che non vengono impiantati.