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FIRENZE, ARRESTATO SACERDOTE ACCUSATO GENOCIDIO IN RWANDA; LA DIOCESI: SPERIAMO SI FACCIA LUCE SUI FATTI

Parole chiave: rwanda (6), diocesi di firenze (110)

Don Emmanuel Uwayezu, 47 anni, sacerdote di etnia hutu, vice parroco a Ponzano, nel comune di Empoli (Firenze), è stato arrestato dai Carabinieri di Firenze che gli hanno notificato un mandato di cattura internazionale emesso dalla magistratura del Rwanda, con richiesta di estradizione. Il sacerdote è accusato di essere implicato nel genocidio dei tutsi perpetrato dagli hutu durante la guerra civile in Rwanda. Coinvolgimento che il religioso ha sempre respinto. Per African rights, la Ong che lo aveva messo sotto accusa, don Emmanuel sarebbe implicato nel massacro, avvenuto il 7 maggio 1994, di più di 80 alunni, fra i 12 e i 20 anni, del complesso scolastico Misericordia di Maria di Kibeho, sud Ruanda, di cui era l'allora direttore. Gli studenti furono accerchiati "da un gran numero di miliziani". Padre Uwayezu, ha sostenuto l'ong, "era là" e "i gendarmi che aveva piazzato" per garantire la sicurezza dei ragazzi spararono "in aria invece di disperdere gli attaccanti. A eccezione di un pugno di sopravissuti, gli studenti in maggioranza morirono, uccisi dai fucili o dalle granate dei gendarmi o dalle lance, le accette e i machete dei miliziani" hutu.
"Sono il primo a volere che su questa vicenda venga aperto un regolare processo affinché sia stabilita la realtà dei fatti. Io non ho partecipato a nessun genocidio. Anzi col vescovo tentammo di salvare i giovani massacrati" spiegò il prete dopo le accuse dell'ong. "Con la guerra civile - così raccontò - la zona di Kibeho si riempì di miliziani, hutu e tutsi, e la situazione diventò rapidamente pericolosa, finché un giorno venni a sapere che alcuni miliziani hutu avevano l'intenzione di uccidere i ragazzi tutsi della mia scuola i quali, nel frattempo, si erano spostati in un altro istituto, gestito da suore, a 800 metri. Con due gendarmi ingaggiati dalla diocesi andammo dal vescovo per avvertirlo del pericolo e subito fu organizzata un'autocolonna per la mattina successiva. Volevamo portarli via. Invece, quando stavamo per partire, arrivò la notizia che il massacro era stato già compiuto. Il ricordo di quei ragazzi è sempre con me". L'Arcidiocesi di Firenze, in una nota, spiega che "confida nel corso della giustizia e spera in un lavoro rapido e sereno dei giudici che possa presto far luce sulla verità dei fatti. Nel frattempo si attiene al fatto che don Emmanuel ha sempre dichiarato la sua estraneità alle vicende in questione e lo accompagna fiduciosa nella preghiera".

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