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Fondo per il pluralismo: Fisc, «Conte non ci ha ascoltati. Ora avviare Tavolo di confronto»

A niente sono valsi gli appelli ripetuti in questi giorni e neanche i continui richiami del Capo dello Stato. La maggioranza gialloverde, pur non avendo incluso questa misura nel «contratto di governo», ha deciso di cancellare il Fondo per il pluralismo che sarebbe entrato in vigore proprio adesso. Una decisione grave che avrà pesanti conseguenze occupazionali, ma che soprattutto restringe ulteriormente il pluralismo dell'informazione.

Il premier Conte al Senato (Foto Sir)

L'ultimo appello al premier Giuseppe Conte era stato lanciato lo scorso 15 dicembre. Si chiedeva al capo del governo di bloccare l'emendamento presentato al Senato dal capogruppo del Movimento 5 Stelle Stefano Patuanelli, che prevede la progressiva riduzione dei contributi previsti dal Fondo per il pluralismo dell'informazione, fino alla loro totale soppressione nel 2022. Inutili anche i ripetuti richiami (almeno otto) lanciati in quest'ultimo mese dal Capo dello Stato, che lo aveva ripetuto anche il 20 dicembre nell'incontro per gli auguri natalizi con le massime cariche dello Stato. «Il pluralismo nella libertà riconosciuta al mondo dell’informazione e alle molteplici voci che ne costituiscono espressione», aveva rimarcato in quell'occasione solenne Sergio Mattarella, è «da salvaguardare perché rappresentano un presidio irrinunciabile dello Stato democratico». Federazione nazionale della Stampa e Ordine dei giornalisti, così come tutte le associazioni di categoria (tra cui la Fisc, Federazione italiana settimanali cattolici) chiedevano di non includere questo provvedimento nella manovra di bilancio, ma di aprire un tavolo e di arrivare ad una riforma condivisa. Così viene invece cancellata una legge -(dl 15 maggio 2017, n.70) – che era stata faticosamente approvata dal parlamento e che ancora non aveva esplicato i suoi effetti. La misura non era presente nel «contratto di governo» ma è sempre stata un cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle. «Da marinai» si sono rivelate le promesse del responsabile per l'editoria della Lega, Alessandro Morelli che più volte aveva rassicurato ­ anche in un incontro con i vertici della Fisc – che il suo partito non avrebbe avallato un simile provvedimento ma iniziato un processo di riforma della legge Lotti condiviso con le parti.

Sulla decisione di Lega e M5Stelle di approvare l'emendamento Patuanelli si è espressa oggi la Fisc con un comunicato che pubblichiamo integralmente:

Con rammarico dobbiamo constatare che il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, non ha ritenuto di prendere in considerazione il nostro appello di un ripensamento sui tagli indiscriminati al Fondo per il Pluralismo e l’innovazione tecnologica.

Riteniamo che il Governo e lo Stato debbano essere parte attiva e vigile per la promozione e  la tutela del fondamentale diritto ad un informazione plurale, in coerenza con l’art.21 della Costituzione, e non mortificare il pluralismo con tagli pesanti e repentini.

Chiediamo dunque che a breve  sia avviato un Tavolo di confronto con tutte le categorie impegnate nella filiera editoriale dell’informazione per ricercare, a partire dalla Legislazione attuale, ogni possibile miglioramento sul terreno del rigore, della trasparenza e dell’innovazione.

Fondo per il pluralismo: Fisc, «Conte non ci ha ascoltati. Ora avviare Tavolo di confronto»
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