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Dal n. 10 del 13 marzo 2005

Giuliana salvata due volte. E l'Italia scopre un eroe

Una brillante operazione di intelligence finita in tragedia. Quando ormai l'Italia aveva cominciato a festeggiare la liberazione di Giuliana Sgrena, la giornalista del Manifesto rapita all'Università di Baghdad il 4 febbraio, è arrivata la doccia fredda. A poche centinaia di metri dall'aeroporto di Baghdad, dove un aereo era pronto per riportare in Italia la giornalista e i suoi liberatori, una pattuglia americana ha aperto il fuoco, ferendo in modo non grave la giornalista e un agente del Sismi e uccidendo Nicola Calipari, 51 anni, che per i nostri servizi segreti aveva condotto la trattativa.
Il cordoglio del Papa per la morte di Calipari e la soddisfazione per la liberazione di Giuliana | Polemiche e ricostruzioni alternative sulla sparatoria | I funerali di Calipari | Uccisione Calipari, l'intervento di Fini alla Camera

Giuliana salvata due volte. E l'Italia scopre un eroe

Una brillante operazione di intelligence finita in tragedia. Quando ormai l'Italia aveva cominciato a festeggiare la liberazione di Giuliana Sgrena, la giornalista del Manifesto rapita all'Università di Baghdad il 4 febbraio, è arrivata la doccia fredda. A poche centinaia di metri dall'aeroporto di Baghdad, dove un aereo era pronto per riportare in Italia la giornalista e i suoi liberatori, una pattuglia americana ha aperto il fuoco, ferendo in modo non grave la giornalista e un agente del Sismi e uccidendo Nicola Calipari, 51 anni, che per i nostri servizi segreti aveva condotto la trattativa. Nicola è stato raggiunto da un solo colpo mortale alla testa mentre con il suo corpo cercava di proteggere Giuliana. Un gesto eroico «suscitato da senso del dovere e da sentimenti di cristiana virtù», come ha scritto il Papa in un telegramma inviato al fratello dell'agente ucciso don Maurizio Calipari.

Sullo stesso tono l'omelia dell'ordinario militare mons. Angelo Bagnasco, durante i solenni funerali di stato, lunedì 7 marzo in Santa Maria degli Angeli, a Roma. «Fare scudo con il proprio corpo a quello dell'ostaggio appena liberato nel tentativo di sottrarlo all'inatteso pericolo, – ha detto mons. Bagnasco – fa intravedere quello che Nicola ha sempre vissuto e mai ostentato: la grandezza dell'anima. Quella grandezza spirituale e morale che ha appreso nell'educazione in famiglia e che ha coltivato come l'eredità più cara. Questa nobiltà interiore, insieme alla riconosciuta e fruttuosa professionalità, lo ha condotto fino alla vetta del massimo altruismo: il dono di sé, la sua vita per salvarne un'altra».

Rivolgendosi, poi, ai familiari del funzionario del Sismi, mons. Bagnasco ha aggiunto: «Come cristiani, crediamo fermamente che la morte non conclude il peregrinare dell'uomo. Non azzera gli affetti e i legami, perché non è l'ultima parola. In Cristo Gesù si rivela che il destino vero dell'uomo è la vita nella sua pienezza, è la luce senza tramonto, è Dio. In lui, tutto il bene operato, ogni frammento di generosità, trova purificazione e compimento; gli affetti si riconoscono e si ricongiungono per sempre. Nel Signore Gesù, il mistero della morte, le nostre incerte luci sulla vita e sul dolore trovano esito e risposta; si dilatano in una luce più grande, quella della Pasqua».

La morte di Nicola Calipari, che ha lasciato la moglie e due figli, ha commosso l'intero paese. Il presidente Ciampi, oltre a chiedere con forza di fare chiarezza sul tragico incidente, ha già annunciato di conferire all'agente ucciso la medaglia d'oro al valor militare.
Il cordoglio del Papa per la morte di Calipari e la soddisfazione per la liberazione di Giuliana | Polemiche e ricostruzioni alternative sulla sparatoria | I funerali di Calipari | Il commosso addio a Nicola Calipari | Uccisione Calipari, l'intervento di Fini alla Camera

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