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Governo. La crisi siriana accelera le trattative dei partiti

Ora o mai più. Il secondo giro di consultazioni al Quirinale potrebbe essere quello decisivo, anche perché la crisi siriana incombe. È un nuovo tentativo dopo la fumata nera della scorsa settimana e la pausa di riflessione a cavallo del week end.

Quirinale (Foto Sir)

L'obiettivo del Quirinale è avere un esecutivo nel pieno delle sue funzioni il più presto possibile, capace di affrontare un eventuale peggioramento dello scenario internazionale. Non a caso al termine degli incontri al Colle tutti i leader politici hanno sottolineato il peso della crisi siriana sulle scelte italiane. A divergere sono però gli orientamenti espressi per la soluzione della crisi. Tutti ribadiscono la fedeltà alla Nato, ma M5s e Lega si schierano per il “no” netto a ogni soluzione militare.

PARTITO DEMOCRATICO, MAURIZIO MARTINA: «Non possiamo non esprimere la nostra preoccupazione per una vicenda come quella della crisi siriana, una crisi molto impegnativa la nostra preoccupazione è forte. La nostra preoccupazione anche per certe reazioni a quella vicenda che anche alcune forze che hanno prevalso il 4 marzo hanno espresso. Se qualcuno intende cambiare il quadro delle alleanze che l'Italia ha sempre avuto deve dirlo con grande chiarezza».

LEU, PIETRO GRASSO: «Abbiamo espresso al capo dello Stato le nostre preoccupazione per la grave crisi in Siria. Abbiamo anche detto che la situazione internazionale e nazionale non ci consente di valutare l'utilizzo di missili o bombe. Credo che la crisi renda necessaria una accelerazione per trovare una soluzione allo stallo di governo, senza attendere le elezioni regionali in Molise e Friuli Venezia-Giulia».

+ EUROPA, EMMA BONINO: «L'Italia deve rimanere nel quadro delle alleanze euroatlantiche e, in quella sede, partecipare senza ondeggiamenti pericolosi a discussioni sul se, come e quando intervenire, magari utilizzando gli strumenti del diritto internazionale».

CIVICA POPOLARE, BEATRICE LORENZIN: «Staremo all'opposizione ma saremo costruttivi nei prossimi passaggi che interesseranno il Paese a livello internazionale».

GRUPPO PER LE AUTONOMIE DEL SENATO, JULIAN UNTERBERGER: «Il capo del capo dello Stato è preoccupato per la crisi siriana ma anche per le reazioni delle forze politiche, abbiamo sottolineato a Mattarella che secondo noi è importante che l'Italia abbia un governo che rispetti i contratti internazionali ed europei».

MOVIMENTO CINQUE STELLE, LUIGI DI MAIO: «L'escalation in Siria insieme alle richieste che vengono dai cittadini impongono alle forze politiche una accelerazione per la formazione del governo. Non possiamo più perdere altro tempo. Abbiamo espresso al presidente della Repubblica tutta la nostra preoccupazione sull'escalation siriana». «Crediamo si debba fare il massimo di chiarezza sull'attacco di Douma ma al tempo stesso pensiamo che qualsiasi tipo di uso di armi chimiche sia intollerabile. Il M5s vuole restare al fianco dei nostri alleati e consigliarli in un'ottica di pace. è chiaro che la fine del conflitto in Siria non sarà determinato dalle vittorie militari ma dalla diplomazia e da una soluzione politica».

LEGA-FORZA ITALIA-FRATELLI D'ITALIA, MATTEO SALVINI: «Pur confermando la nostra lealtà all'Alleanza Atlantica, siamo fermamente contrari a qualsiasi azione unilaterale. La via maestra è quella di Pratica di Mare. Restiamo convinti che la via maestra per la soluzione della crisi sia quella dello spirito di Pratica di Mare con riferimento allo storico riavvicinamento tra Russia e Alleanza Atlantica grazie all'impegno dell'Italia».

Fonte: Agenzia Dire
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