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IMMIGRAZIONE: FONDAZIONE MIGRANTES, «UN GIORNO PER LE VITTIME DEL MARE»

“Nella celebrazione eucaristica, nella visita al cimitero, nella preghiera domestica conclusiva della giornata del 2 novembre includere fra i nostri ‘cari' defunti anche le vittime del mare”. E' la proposta della Fondazione Migrantes della Cei in una nota che apparirà sul numero dell'agenzia settimanale “Migranti-press” a proposito dei recenti naufragi sulle coste della Calabria e della Sicilia che hanno causato 19 morti e diversi dispersi. “La preghiera è certamente benefica per loro – si legge nella nota - e alimenterà in noi la voglia di mobilitazione perché cessi questa vergogna della nostra società, che presume di chiamarsi civile”. “Naufragio dopo naufragio, siamo ormai assuefatti, purtroppo – prosegue Migrantes - a queste lugubri notizie, cui magari la Tv dà contorni spettacolari; ci sembrano calamità ineluttabili e forse ci rassegniamo a darle per scontate anche per domani. Non si è di fronte al semplice ripetersi di una situazione già tragica, ma al suo aggravarsi di giorno in giorno, con la minaccia che prima o poi diventi esplosiva su vari fronti”. Secondo “Migranti-press” “c'è da augurarsi che diventi esplosiva anzitutto nelle nostre coscienze di europei e di italiani, di cittadini e di cristiani”. Migrantes ricorda che nel 2007 si sono registrate oltre 500 vittime del mare, mentre per l'intero 2006 erano state 302: “si teme un crescendo di disperati che si avventurano, anche in questa stagione proibitiva, nella traversata e un crescendo di spregiudicata ferocia in questi trafficanti di carne umana che stanno inventando nuove rotte e nuovi espedienti”. Per la Migrantes “non bastano” le parole “sia pure con sincerità”, di personalità istituzionali “per smuovere la complicata macchina politica in Italia e tanto più in Europa; non bastano per tirare le logiche conseguenze, quella soprattutto di far qualcosa di più per sollevare dalla spaventosa depressione i Paesi da cui fugge in massa questa gente e di aprire qualche varco più ragionevole per una immigrazione regolare e regolata. La società civile si sente disarmata; ma sarà proprio del tutto impotente a dire la sua parola, a premere con tutti i mezzi democratici sui potenti della terra, sulla classe politica perché vada un po' oltre il logorio di parole? E' encomiabile l'iniziativa da tempo invalsa di dedicare un giorno alle vittime della strada, perché non proporre un giorno per le vittime del mare?”
Sir

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