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Il nuovo anno come il gioco dell'oca. Senza obbligo vaccinale si va indietro

Abbiamo iniziato il nuovo anno senza sapere quando finirà la pandemia. Non tanto quando potremo toglierci le mascherine dal volto, questo abbiamo capito non accadrà presto. E neppure quando potremo tornare ad abbracciarci o stringerci la mano. Anche questi per ora restano ricordi. 

vaccino

No, molto più banalmente ci saremmo accontentati di poter sentire numeri diversi nella diffusione del virus. Nei mesi scorsi abbiamo sperato che l’arrivo dei vaccini avrebbe permesso di tornare alla normalità. Quando questo obiettivo è sembrato più vicino, è arrivata la variante di turno e tutto torna alla partenza, un po’ come nel gioco dell’oca.
Qualcuno ci chiede di chi sia la colpa. Probabilmente non di una sola categoria.

In testa non possiamo non individuare i novax, quelli che decidono di mettere in gioco la loro vita ma soprattutto quella degli altri. Sono quelli che urlano, che nelle piazze sono convinti di avere ragione, di essere immuni dal virus. E invece i morti e gli ospedali in questi giorni ci dicono l’esatto contrario con l’aggravante che loro il virus lo diffondono. Per non parlare dell’informazione, come spesso accade è di parte e poco affidabile.

Altre colpe le hanno i componenti del Comitato scientifico e i nostri governanti. I primi continuano a essere ondivaghi sull’obbligo vaccinale e cambiano troppo spesso opinione. Persino sui test rapidi, fino a qualche settimana fa assolutamente incapaci di dare un risultato certo e oggi usati quasi al pari dei test molecolari. I politici perchè ancora una volta non riescono a prendere una decisione che sempre più persone chiedono.

Se i vaccini sono sicuri, e ormai questo sembra un dato certo, nonostante i novax o gli esperti di turno, perchè non mettere l’obbligo com’è per un’altra decina di patologie? «Elementare», direbbe un noto detective inglese: molti partiti pensano di trarre qualche beneficio a non appoggiare scelte che una parte di italiani (ma quanti sono i no vax lo vorremmo davvero sapere!) non accettano. Per fortuna nel dopoguerra i governanti di allora non ci pensarono troppo a decidere che tutti dovevano vaccinarsi contro il vaiolo come, qualche anno più tardi, tutti si sarebbero vaccinati contro la polio.

Davvero qualcuno pensa che i vaccini contro il Covid-19 siano meno sicuri dei primi vaccini contro la poliomelite? Qui non si tratta di illusioni ma di vera e propria malafede.
I politici, poi, hanno un’altra colpa, quella di non farsi mai trovare pronti. Quando partì la pandemia si scoprì che la politica di chiudere i piccoli ospedali, di abolire un certo numero di posti letto, o persino di mettere il numero chiuso a medicina, erano state scelte sbagliate. Tutti annunciavano di voler correre ai ripari, di rimediare agli errori del passato. Quando la situazione è migliorata quelle promesse sono finite in un cassetto. Non appena tutto è peggiorato è ripartita la caccia alle streghe: le Regioni, anche la Toscana di Eugenio Giani, danno la colpa al governo nazionale, ai tagli di bilancio. Da Roma si ribatte che non è vero e che molti fondi affidati alle regioni non sono stati spesi o spesi male. Si torna ad aprire i cassetti e a promettere: domani tutto sarà in regola per fissare i tamponi, viene assicurato.

Come diceva mia nonna, però, «il diavolo fa le pentole ma non i coperchi» e infatti sono bastati due giorni per mandare in tilt tutto il sistema. Persino il governatore della Toscana per salvare se stesso ha iniziato ad accusare il Governo e la politica dei tagli. Nel mezzo continuano purtroppo a stare i cittadini che passano le loro nottate a cercare di prenotare un tampone per tornare a lavoro. Ora bastano i test rapidi in farmacia. Peccato che anche questi non si trovino e il cittadino deve stare a casa perché a lavoro senza super green pass è sempre più difficile andare. Ma questi test non davano risultati incerti? Non più, ci dicono. Il tutto mentre medici e infermieri lanciano l’allarme, quasi come un anno fa, in vista di ciò che saranno i reparti nelle prossime due settimane. No, fermi tutti, assicurano i politici, saremo pronti. Intanto molti sono costretti nelle loro mura domestiche: il tampone rapido ha rivelato tutta la sua insicurezza.

Ma allora perché li hanno autorizzati? «Elementare...», direbbe sempre il nostro detective, dovevano provare a distogliere l’attenzione sui tamponi molecolari ormai davvero introvabili. A noi questo metodo non sembra giusto ma magari qualche politico riuscirà a convincerci. Forse servirebbe più impegno nello spingere verso un obbligo che sembra essere l’unica strada sicura. Speriamo che il 2022 porti consigli a loro e aiuti tutti noi.

Fonte: Tog
Il nuovo anno come il gioco dell'oca. Senza obbligo vaccinale si va indietro
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