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Informazione amputata, la risposta di Napolitano

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha immediatamente risposto alla lettera dei direttori di centinaia di giornali, compreso Andrea Fagioli per Toscana Oggi, preoccupati per il taglio “lineare” al Fondo per l'editoria. “Condivido la preoccupazione - scrive il Capo dello Stato - per i rischi che ne potrebbero derivare di mortificazione del pluralismo dell'informazione. E non mancherò di manifestare questo mio punto di vista al governo". «Tagli» ai giornali, il problema è politico

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Informazione amputata, la risposta di Napolitano

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha immediatamente risposto alla lettera dei direttori di centinaia di giornali, compreso Andrea Fagioli per Toscana Oggi, preoccupati per il taglio “lineare” al Fondo per l'editoria. “Condivido la preoccupazione - scrive il Capo dello Stato - per i rischi che ne potrebbero derivare di mortificazione del pluralismo dell'informazione. E non mancherò di manifestare questo mio punto di vista al governo". Pubblichiamo il testo integrale che appare anche su www.quirinale.it.

"Cari amici, ho letto con attenzione la vostra lettera e mi rendo ben conto dell'importanza degli argomenti che mi avete illustrato in polemica con l'annunciato taglio 'lineare' al Fondo per l'editoria. Condivido la preoccupazione per i rischi che ne potrebbero derivare di mortificazione del pluralismo dell'informazione. E non mancherò di manifestare questo mio punto di vista al governo". Lo ha scritto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nella risposta alla "lettera aperta" inviatagli dai direttori di testate non profit, di partito e cooperative, sul taglio del Fondo per l'editoria, pubblicata oggi da numerosi quotidiani. "Ho, nello stesso tempo, trovato - continua il Capo del Stato - altamente apprezzabile, nella vostra lettera, la sensibilità per l'urgenza di 'un'opera di bonifica' in questo settore e la disponibilità 'a proporre ulteriori criteri per consentire da un lato risparmi e dall'altro una più rigorosa selezione nell'accesso alle risorse'. Credo che quanto più darete seguito concreto a questi vostri intendimenti, tanto più ne guadagnerà in efficacia la sollecitazione, che faccio mia, per una riconsiderazione delle decisioni del governo".
Il commento: No al taglio della libertà (di Francesco Zanotti)
«Tagli» ai giornali, il problema è politico
Questa la lettera aperta che era stata inviata al Presidente della Repubblica dai direttori di molte testate locali, compresi i settimanali diocesani aderenti alla Fisc e tra questi Toscana Oggi.

Signor Presidente,

ci rivolgiamo a Lei, nella Sua qualità di più autorevole rappresentante e custode della democrazia costituzionale per significarLe il rischio imminente di chiusura che coinvolge un centinaio di giornali politici, cooperativi, non profit e di idee e la conseguente perdita del lavoro per svariate migliaia di giornalisti e poligrafici.
Questo gravissimo evento sarà la conseguenza inesorabile del taglio del Fondo per l'editoria deciso dal Governo, se non interverranno immediate misure atte a ripristinarlo, sia pure nell'entità – peraltro assai modesta e nel tempo già considerevolmente ridotta – stabilita per gli anni precedenti. Chi Le scrive è perfettamente consapevole dei problemi di bilancio dello Stato e della necessità di ridurre la spesa pubblica, eliminando ogni fonte di spreco. Anche nel mondo dell'editoria, dove è indispensabile un'opera di bonifica per distinguere, sulla base di rigorosi criteri, i giornali «veri» dalle testate inventate a bella posta per lucrare sulle erogazioni pubbliche. Abbiamo da anni indicato soluzioni di maggior rigore e trasparenza, idonee ad evitare lo sperpero di denaro pubblico. Il recente Regolamento solo in parte le ha recepite, pertanto mentre chiediamo l'adeguamento del Fondo torniamo a proporre ulteriori criteri per consentire da un lato risparmi o e dall'altro una più rigorosa selezione nell'accesso alle risorse.
Senza questo intervento, il taglio “lineare” prodotto sortirà il risultato di buttare il bambino con l'acqua sporca.
Siamo certi, Signor Presidente, che comprenderà quale vulnerazione democratica si determinerebbe se il pluralismo dell'informazione subisse un'amputazione delle proporzioni annunciate.
In edicola rimarrebbero i giornali che hanno alle spalle editori potenti, che drenano pressoché tutta la pubblicità, compresa quella degli inserzionisti istituzionali. Il perimetro dell'informazione si comprimerebbe drasticamente, rimanendo appannaggio di pochi gruppi privilegiati.
Il tempo a disposizione per evitare il tracollo è talmente breve che già domani sarebbe troppo tardi. Per questo, Signor Presidente, noi che rappresentiamo testate del più diverso orientamento culturale e politico, Le chiediamo un intervento utile a scongiurare un epilogo disastroso.
Nella nostra qualità di direttori dei giornali sottoscrittori della presente, Le chiediamo anche di volerci incontrare, in modo da rendere vieppiù chiari i termini delle nostre valutazioni e delle nostre proposte. Con stima.

Il presidente della Fisc, Francesco Zanotti, commenta con queste parole la risposta che il presidente della Repubblica.

“Esprimo un immenso grazie a nome mio personale e di tutti i direttori dei giornali che aderiscono alla Fisc al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per la tempestiva risposta all'appello contro i tagli ai fondi per l'editoria firmato anche dagli stessi direttori. Oltre alla gratitudine per l'attenzione riservata, ringraziamo per la condivisione circa 'la preoccupazione per i rischi che ne potrebbero derivare (dai tagli lineari, ndr) di mortificazione del pluralismo dell'informazione'. Il Presidente ha aggiunto che non mancherà di manifestare il suo punto di vista al governo.
Con il suo intervento il presidente Napolitano ha dato notevole risalto alla nostra richiesta che non mira a conservare alcun privilegio, ma solo a garantire il pluralismo informativo. Inoltre abbiamo appreso con favore che lo stesso Presidente ha apprezzato la sensibilità che i firmatari hanno manifestato in merito all'urgenza di 'un'opera di bonifica' nel settore e anche 'la disponibilità a proporre ulteriori criteri per consentire da un lato risparmi e dall'altro una più rigorosa selezione nell'accesso alle risorse'. Tutto ciò conferma la linea che la Fisc da tempo porta avanti e che si riassume nelle due parole 'rigore ed equità' che nelle sedi istituzionali e no abbiamo proposto come principi da mettere in campo per il riordino dell'intero comprato dei fondi all'editoria”.

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