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LA PIRA, MOSTRA DOCUMENTARIA IN PALAZZO VECCHIO

"Anche se non si dovrebbe fare per una persona che non c'è più, mi chiedo cosa farebbe oggi Giorgio La Pira?". La domanda se l'è posta il sindaco Leonardo Domenici durante l'inaugurazione della mostra "Giorgio La Pira. La forza della speranza", avvenuta ieri nella Sala d'Arme di Palazzo Vecchio. Alla cerimonia erano presenti anche il vicesindaco Giuseppe Matulli, l'assessore Eugenio Giani, il presidente del comitato per il centenario della nascita di La Pira, Mario Primicerio e il curatore della mostra, lo storico Pier Luigi Ballini. "La Pira - ha aggiunto il sindaco Domenici ricordandolo attraverso alcuni documenti esposti nella mostra - aveva principi, valori, obiettivi di fondo e aspirazioni che parlavano in maniera diretta. Sicuramente si sarebbe entusiasmato per la spinta successiva alla nascita dei movimenti e per le battaglie per la pace e la convivenza. Così come si sarebbe molto rattristato per le guerre e per certi comportamenti nella vita politica e istituzionale. Ecco, rivivere attraverso questa mostra, le mille sfaccettature del personaggio La Pira sia molto importante per i giovani, per le scuole e per tutti i cittadini di Firenze che, sono certo, non vorranno perdere questa opportunità per conoscere più da vicino un personaggio che ha fatto la storia della nostra città e della nostra nazione. Per questo sono grato e ringrazio pubblicamente coloro che si sono adoperati per la realizzazione di questo evento".

"Questo appuntamento - ha concluso il sindaco Domenici - cade alla fine delle celebrazioni per il centenario della nascita di La Pira, ma nel 2005, nel mese di ottobre, verrà solennemente ricordato il cinquantesimo anniversario del convegno dei sindaci delle capitali per la pace. In quell'occasione potremo, una volta di più, vedere quale e quanta sia stata la presenza di La Pira, in un contesto politico e sociale diverso, ma per certi versi con idee che possono essere ancora attuali".

La vita di Giorgio La Pira viene raccontata in 70 pannelli raccoglie fotografie, manifesti, lettere, articoli di giornali e riviste per documentare le molteplici attività del "sindaco santo". In esposizione anche molto materiale inedito: i pannelli riproducono lettere dai carteggi che La Pira ha avuto con i protagonisti della storia italiana e mondiale: Kennedy e Krusciov, Togliatti e De Gasperi, e ancora Arafat, De Gaulle, re Hussein di Giordania, il re del Marocco Maometto V, don Sturzo, Andreotti. I visitatori potranno vedere anche alcuni video che ricostruiscono l'attività di La Pira come membro dell'Assemblea Costituente e come amministratore di Firenze, il suo impegno in difesa dei lavoratori, le sue iniziative per la pace. Sono stati riprodotti anche articoli dai giornali d'epoca su cui La Pira scrisse, o che si occuparono di lui: da "La Nazione" al "Corriere della Sera", da "L'Unità" a "L'Osservatore Romano". Un percorso biografico che ricostruisce la vita di La Pira dalla nascita (1904) alla morte (1977) e che comprende anche riferimenti all'intensa spiritualità: sui pannelli infatti sono riportate anche frasi con riferimenti religiosi tipici del linguaggio lapiriano.

La mostra, che sarà aperta fino al 6 febbraio (ingresso gratuito, orario 10-18, lunedì chiuso), fa parte delle iniziative organizzate in occasione del centenario della nascita di Giorgio La Pira: l'anno centenario si chiuderà il prossimo 9 gennaio quando il Cardinale Ennio Antonelli, arcivescovo di Firenze, proclamerà la chiusura della fase diocesana della causa di beatificazione.(cs-fd)

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