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LEGGE GASPARRI: DON V.RINI (SETTIMANALI CATTOLICI), «ORA UNA NUOVA LEGGE SENZA POSSIBILITÀ DI POSIZIONI DOMINANTI»

"Una decisione in linea con le precedenti dichiarazioni, in particolare con il messaggio alle Camere del 23 luglio 2002". Così don Vincenzo Rini, presidente delle Federazione italiana dei settimanali cattolici (140 testate con oltre un milione di copie tirate) commenta la decisione del Presidente Ciampi di non firmare la legge Gasparri, ma di rinviarla alle Camere chiedendo modifiche su digitale, Sic e pubblicità. "Ciampi - scrive Rini in una nota pubblicata dall'Agenzia Sir - non è uomo di parte o di partito; è più che mai ed esclusivamente tutore della Costituzione: per questo, volendo svolgere il suo ruolo con coerenza, chiede che scompaia dalla legge qualsiasi ombra di interessi particolari o di possibile diminuzione del pluralismo nell'informazione". Per il presidente della Fisc adesso "l'auspicio è che questo fatto non venga strumentalizzato da nessuna parte e, soprattutto, che non diventi occasione per uno scontro istituzionale. Oggi di tutto può avere bisogno il nostro Paese meno che di uno scontro tra le istituzioni". Per questo "è da sperare che il Parlamento tenga conto delle indicazioni del Presidente della Repubblica e si prepari a varare al più presto una nuova legge che tolga al sistema integrato delle comunicazioni ogni possibilità di ‘posizioni dominanti' e, garantisca, a servizio di tutti i cittadini, una informazione libera e pluralista, nel pieno rispetto del dettato dell'articolo 21 della Costituzione".
Sir

Legge sul riassetto tv: il messaggio di Ciampi per il rinvio alle Camere

LEGGE GASPARRI: DON V.RINI (SETTIMANALI CATTOLICI), «ORA UNA NUOVA LEGGE SENZA POSSIBILITÀ DI POSIZIONI DOMINANTI»
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