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Dal n. 18 del 9 maggio 2004

La nuova Europa ha bisogno di un'anima

Anche la Toscana ha i colori dell'Europa: sabato 8 maggio, per festeggiare la nuova Unione Europea allargata ai popoli dell'Est e del Sud del Continente, la città di Firenze accoglierà nel Palasport di Campo di Marte «Insieme per l'Europa», in contemporanea con altre 140 città d'Europa e in collegamento satellitare con l'evento centrale che si terrà a Stoccarda, dove 10.000 rappresentanti di 150 tra movimenti, comunità e gruppi cristiani d'Europa (cattolici, evangelici, anglicani, ortodossi) per la prima volta nella storia, si incontrano a livello continentale per portare un contributo all'Europa che si sta costruendo. Andrea Riccardi: «Le radici culturali non sono una memoria del passato, rappresentano il futuro».
DI MICHELE BRANCALE

La nuova Europa ha bisogno di un'anima

di Michele Brancale
Quando parlavamo di Europa, fino a qualche anno fa, facevamo riferimento a una grammatica ampiamente e profondamente condivisa, le cui regole erano state costruite pazientemente con il contributo non secondario della politica estera italiana, inaugurata da un uomo di frontiera in tutti i sensi, come Alcide De Gasperi (e i suoi contemporanei Schumann e Adenauer).

L'Unione Europea rappresenta la concretizzazione istituzionale e politica di un lungo percorso, da strumento di collaborazione nelle economie a organo legislativo e di governo. Ora che si sta definendone l'architettura costituzionale, però, si sente che la bozza di legge fondamentale è un po' «fredda», poco intrisa di passioni. A quest'Europa che si avvia ad un'unità sostanziale il Papa ha ricordato, anche recentemente, che le radici cristiane «non sono una memoria di esclusivismo religioso, ma un fondamento di libertà, perché rendono l'Europa un crogiuolo di culture e di esperienze differenti». «Il testo della convenzione europea ha dimenticato le radici spirituali cristiane - spiega Andrea Riccardi, storico e iniziatore della Comunità di Sant'Egidio - e non fa alcun cenno al dramma europeo della Shoa». Riccardi è tornato sul tema nel presentare l'incontro internazionale di Stoccarda «Insieme per l´Europa», maturato come una «polifonia di identità» per dire che «noi sentiamo l'Europa, che le frontiere sono finite e che Europa vuole dire pace».

«Sentiamo un'Europa che non si deve chiudere in se stessa - continua Riccardi - Le sue frontiere non devono diventare muri. Il continente invece deve continuare a costruire ponti, come quello sul Bosforo, tra Europa e Asia. C'è un grande bisogno di Europa, di cultura europea, e non solo di politica europea, nel mondo e non a caso a Stoccarda ci sarà molta attenzione per l'Africa». Questa proiezione verso l'esterno deve innestarsi sulle radici culturali dell'Europa «che non sono una memoria del passato, ma rappresentano il futuro», eppure non sono state inserite nella nuova costituzione. Riccardi ha lamentato in sede europea che non solo «siano state omesse le radici cristiane, ma anche il fatto che l'Europa moderna, l'Unione di oggi, nasca dal fallimento dell'aberrazione di Auschwitz. L'Europa di oggi nasce con il rifiuto dell'antisemitismo. Dico questo perché sono convinto che la memoria del Cristianesimo così come la memoria del male vissuto sia alla base di ciò che l'Europa è chiamata ad essere».

Da Stoccarda vengono indicazioni concrete. Non siamo davanti a una sorta di «cartello» di movimenti cristiani, ma ad un metodo. «L'identità europea è dialogo ed apertura: non è un messaggio univoco quello che vogliamo mandare, ma esprimere tanti tasselli di un unico mosaico che compongono l'Europa: continente della pluralità delle religioni, delle Nazioni, delle esperienze storiche. La pace dell'Europa è un'offerta che rivolgiamo al resto mondo». E nel resto del mondo, oltre che in Europa, siamo prossimi all'Islam. A questo riguardo «non bisogna confondere un miliardo di musulmani con un gruppo di terroristi». Troppe sono state le semplificazioni: «Non credo che dobbiamo regalare i musulmani ad un'immagine di terrorismo. Conosco il mondo musulmano. L'islam è vario e ricco e conserva una grande civiltà e una grande saggezza, anche se l'Islam deve cercare una strada verso la democrazia. Il mio amico tunisino Mohamed Talbi mi dice sempre: quando si impedisce alle penne di scrivere, quando si spezzano le penne, viene l'ora dei coltelli. C'è bisogno forse di più libertà e questa è una storia di democrazia, che il mondo arabo percorrerà».

Anche la Toscana fa festa: il raduno al Palasport di Firenze
Anche la Toscana ha i colori dell'Europa: sabato 8 maggio, per festeggiare la nuova Unione Europea allargata ai popoli dell'Est e del Sud del Continente, la città di Firenze accoglierà nel Palasport di Campo di Marte «Insieme per l'Europa». L'iniziativa, patrocinata dal Comune di Firenze, dalla Provincia e dalla Regione, è organizzata da un ampio cartello di movimenti, associazioni e gruppi presenti in Toscana (in tutto circa 50).

Il grande raduno fiorentino, aperto a quanti vorranno partecipare, si svolgerà, mattina e pomeriggio, in contemporanea con altre 140 città d'Europa e in collegamento satellitare con l'evento centrale che si terrà a Stoccarda, dove 10.000 rappresentanti di 150 tra movimenti, comunità e gruppi cristiani d'Europa (cattolici, evangelici, anglicani, ortodossi) per la prima volta nella storia, si incontrano a livello continentale per portare un contributo all'Europa che si sta costruendo.
A Stoccarda intervengono il cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per l'unità dei cristiani, il vescovo luterano Johannes Friedrich, il patriarca ortodosso Heikki Huttunen oltre ai responsabili di numerosi movimenti, tra cui Chiara Lubich (Focolari) e Andrea Riccardi (Comunità di Sant'Egidio). Ci saranno anche personalità istituzionali, da Romano Prodi al ministro Enrico La Loggia. A Firenze parlano il Cardinale Ennio Antonelli e i rappresentanti delle istituzioni civili e religiose. Non mancherà il contributo dei giovani, che esprimeranno le loro aspettative sul futuro dell'Europa e mostreranno i loro percorsi operativi di impegno. Momenti artistici si alterneranno nelle varie fasi del programma. Sarà allestita anche una mostra sul tema «Insieme per l'Europa - Uniti nella diversità».

«Stiamo lavorando da più di un anno - spiega Gianni Avogadri, del Movimento dei Focolari - al grande progetto di dare un'anima all'unità europea. Possiamo dire di aver scoperto la forza e la bellezza di lavorare in profonda unità di intenti con uomini e donne di tutti i paesi europei e di molte chiese cristiane, il che è una testimonianza evidente che l'Europa non è solo quella dell'euro, ma che nel “vecchio continente” c'è davvero qualcosa di nuovo, ci sono persone, movimenti, gruppi che hanno trovato nel Vangelo vissuto una nuova spinta e nuove risposte per le sfide poste da un mondo che è si globalizzato ma non è ancora spazio di fraternità e solidarietà. Dobbiamo riattingere al Vangelo per riscoprire un ruolo politico di pace e di sviluppo per l'Europa nel mondo».

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