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Dal n. 15 del 16 aprile 2006

Le reazioni al voto in Toscana

La Toscana ha mandato un messaggio di unità al centrosinistra. Così il presidente della giunta regionale della Toscana Claudio Martini legge i risultati dell'Unione che in Toscana ha ottenuto il suo massimo con il 61,7%. «L'Ulivo da solo alla Camera – ha spiegato Martini – ottiene più della somma delle singole componenti al Senato. Si tratta di oltre 176 mila voti in più. Questo mi fa pensare che sarebbe convenuto presentarlo anche al Senato». Forte è stata anche l'affermazione di Rifondazione comunista – all'opposizione in Regione – che però, secondo il presidente, «non toglie e non aggiunge nulla al dialogo già attivo in Toscana: la verifica deve essere fatta sull'intesa rispetto ai punti fondamentali del programma e non tanto sui risultati elettorali». Per Martini la nascita del governo Prodi porterà «un miglioramento dello scenario dei rapporti con la Regione Toscana, che ha più confidenza e capacità di dialogo con il centrosinistra».

Subito un'accelerazione verso il Partito democratico, magari anche con gruppi unici in consiglio regionale. Questa la linea su cui puntano, all'indomani delle elezioni politiche, i coordinatori regionali dei Ds Marco Filippeschi e della Margherita Antonello Giacomelli . «Alla Camera – ha spiegato Giacomelli – l'Ulivo ha conquistato 180 mila voti in più rispetto alla somma delle liste che lo compongono al Senato. È chiaro come le generazioni più giovani individuano nel progetto del partito democratico il soggetto politico capace di raccogliere le loro attese. Ecco perché è necessario procedere anche in Toscana senza esitazioni su questa strada prima delle amministrative». Sul calo della Margherita Giacomelli sottolinea che «non si possono fare paragoni con le politiche del 2001, quando c'era Francesco Rutelli candidato premier».

Per Matteo Renzi , presidente della provincia di Firenze ed esponente della Margherita, la priorità che il centrosinistra deve affrontare subito è quella di «tornare a dare speranza a tutti i cittadini, operando per unire anziché dividere. Un lavoro che va fatto comprendendo anche le inquietudini di quanti, esprimendo i loro dubbi e paure, hanno di fatto ridotto il margine di vantaggio della nostra coalizione». Ma per Matteo Renzi la sfida principale è il rinnovamento e il rafforzamento dell'Ulivo «luogo politico del futuro. Spero che dai gruppi delle assemblee elettive parta un percorso unitario e condiviso».

Un invito ad «andare avanti con il Partito democratico» arriva anche dai coordinatori provinciale e cittadino della Margherita fiorentina, Riccardo Clementi e Enrico Ricci, che lanciano anche una frecciata alla Rosa nel Pugno perché «dal loro scarso risultato si deduce un dato politico inconfutabile: il laicismo non paga». Avviare un rapido processo per la costruzione del Partito democratico lo chiede anche Nicola Perini , capogruppo della Margherita in consiglio comunale a Firenze, che propone inoltre di costituire nell'assemblea di Palazzo Vecchio «un portavoce unico dell'Ulivo».

Il capogruppo dei Verdi in consiglio regionale, Mario Lupi , non vuole sentire parlare di «grande coalizione con la Casa delle Libertà» e di «inciucio neocentrista» e rivendica, per il suo partito, «eguale dignità nella coalizione che sostiene il presidente della Regione Martini».

«I numeri non sono stati quelli che ci aspettavamo – ammette Pieraldo Ciucchi , consigliere regionale Sdi e coordinatore della Rosa nel Pugno – ma il nostro resta comunque un risultato importante. La Rosa nel Pugno era l'unica novità di queste elezioni e, nonostante il fatto che nell'ultima settimana di campagna elettorale sia stata “oscurata” da tv e giornali, si è dimostrata determinante per il successo dell'Unione».

«Anche nella “rossa” Toscana l'Udc cresce e dalle prime valutazioni emerge che in molti casi questa crescita corrisponde al calo della Margherita», sottolinea Marco Carraresi , capogruppo del partito in consiglio regionale. «Rispetto alle precedenti politiche, quando l'Udc era al 2,3%, i cristiano-democratici toscani crescono del 3,7% – dice Carraresi – alle europee si era giunti al 3,3% e alle regionali al 3,7%. Ora l'aumento è ben più considerevole, con 147.576 voti complessivi. È molto buono il risultato di Arezzo, con il partito che sale all'8%, e a Firenze, dove sfiora il 7%». «Gli elettori centristi», secondo Carraresi, «si sono fidati più di Casini che di una Margherita che si appresta a scomparire nel contenitore del futuro partito democratico e che soprattutto appare sempre più stretta e a disagio tra le istanze più laiciste, peraltro non premiate dalle urne, della Rosa nel pugno, e il crescente peso nell'Unione della sinistra estrema».

«Il nostro successo è il successo dei valori, delle radici cristiane e dei punti cardine di famiglia, lavoro e solidarietà da cui siamo voluti ripartire», commenta il consigliere provinciale fiorentino dell'Udc Federico Tondi . «È difficile non constatare – continua – la delusione della lista unitaria dell'Ulivo che nell'ultimo anno si è vista impoverita di 10 punti percentuali, una vera bocciatura per quello che doveva essere considerato l'embrione del partito democratico. La perdita della Margherita di oltre 4,5 punti ha portato a un rafforzamento della matrice più estremista della sinistra».

«Quasi un milione di Toscani hanno votato per il Centrodestra. Esprimiamo soddisfazione per un radicamento profondo che rende possibile in prospettiva l'alternativa all'egemonia della Sinistra e contribuisce in modo determinante al recupero della Casa della Libertà». Lo ha detto l' on. Riccardo Migliori , coordinatore Regionale di Alleanza Nazionale. «Alleanza Nazionale – prosegue Migliori – conquista per la prima volta tre Senatori ed aumenta la propria rappresentanza alla Camera dei Deputati».

Dopo la vittoria dell'Unione, «non sarà più possibile alla sinistra toscana nascondere le proprie insufficienze dietro le presunte inadempienze del governo nazionale. Sarebbe finita la ricreazione: Martini e la sua Giunta non avrebbero più alibi e slogan dietro cui nascondere la loro incapacità di governo». È il commento di Alessandro Antichi, portavoce della Cdl in consiglio regionale, che ha voluto ringraziare Berlusconi «per la titanica battaglia che ha combattuto, giganteggiando su amici e avversari».

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