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MASSA, ISTITUITO REGISTRO TESTAMENTI BIOLOGICI; LA DIOCESI:

Parole chiave: testamento biologico (30), fine vita (45), firenze (398), massa (66), diocesi di massa carrara (9)

Pubblichiamo il testo integrale della nota emessa oggi dalla Diocesi di Massa Carrara - Pontremoli dopo l'approvazione da parte del consiglio comunale di Massa di una delibera per l'istituzione di un registro comunale dei testamenti biologici.
La Diocesi di Massa Carrara - Pontremoli esprime viva preoccupazione per la decisione assunta dal consiglio comunale di Massa di istituire un registro dei testamenti biologici. L'atto di indirizzo, approvato venerdì sera, palesemente simile alle delibere ratificate nelle scorse settimane da altri comuni della Toscana, a cominciare dal capoluogo regionale, induce a pensare che in alcune forze politiche, sia operante una pervicace volontà di scavalcare le competenze del legislatore nazionale, compiendo atti illegittimi e privi di effetti concreti, dettati più da ragioni ideologiche e partitiche che dalle reali necessità dei cittadini.
Nel testo in questione è presente un'indebita e tendenziosa confusione terminologica tra “dichiarazioni anticipate di trattamento” e “testamento biologico”; inoltre il peso attribuito alla figura del “fiduciario”, indicato come colui al quale viene “affidato l'esecuzione della propria volontà”, provoca, di fatto, una cancellazione del ruolo del medico, che, in questi casi, è invece assolutamente determinante.
Come Chiesa Apuana, ci sentiamo di deplorare il tentativo di introdurre l“eutanasia passiva” mascherandola con una presunta affermazione di libertà: la libertà del soggetto di lasciarsi morire decidendo di non attivare le terapie necessarie è ben diversa dall'ipotesi di lasciare morire, non attivando o non proseguendo le necessarie terapie, un soggetto incapace di intendere e di volere sulla base di una sua precedente dichiarazione. Schierata, da sempre, dalla parte dei più deboli, la chiesa che vive in Massa Carrara – Pontremoli fa presente che certe dichiarazioni di trattamento terapeutico a fine vita potrebbero essere fonte di pressioni psicologiche su malati e anziani da parte di familiari o affini senza scrupoli e che quelle dichiarazioni “volontarie” possano essere strumentalizzate per secondi fini. Pertanto, come comunità credente, disapproviamo l'inutile lavoro del Consiglio Comunale e nello stesso tempo invitiamo i cattolici impegnati in politica ad essere sempre coerenti con i valori fondamentali della visione antropologica illuminata dal Vangelo.

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