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MIGRAZIONI: DOCUMENTO DELLA COMMISSIONE UE. MALMSTRÖM, «PROBLEMA COMUNITARIO»

Parole chiave: immigrati (728), sbarchi immigrati (119), profughi (189), ue (389)

Solidarietà e sicurezza: sono le due parole chiave che la Commissione Ue utilizza per affrontare la questione migratoria, la quale presenta aspetti di urgenza, legati soprattutto agli avvenimenti nordafricani, e altri elementi di medio-lungo periodo. “È chiaro che l'Unione ha bisogno di una politica comune forte in materia di asilo e migrazione”, spiega Cecilia Malmström, commissaria responsabile degli affari interni. Le iniziative indicate dall'Esecutivo sono orientate a creare “una strategia globale più strutturata e in grado di garantire una risposta rapida dell'Ue alle sfide e alle opportunità derivanti dalla migrazione, non da ultimo in considerazione degli avvenimenti attualmente in corso nel Mediterraneo”. Le proposte della Commissione spaziano in diversi ambiti, fra cui i “controlli rafforzati alle frontiere e la governance Schengen, il completamento del sistema comune di asilo, una migrazione legale più mirata, lo scambio delle migliori prassi per garantire un'integrazione riuscita dei migranti” e “un approccio strategico per i rapporti con i paesi terzi in materia di migrazione”. Il documento che la Commissione pone ora in discussione fra le diverse istituzioni Ue riconosce che “alcuni Stati sono esposti più direttamente degli altri agli arrivi massicci di migranti, ma questo fenomeno non può essere affrontato solo a livello nazionale: è necessaria una mobilitazione” comunitaria.
Nel presentare le proposte della Commissione sulla questione migratoria, Cecilia Malmström, sottolinea: “L'Unione europea deve rispettare la propria vocazione a rappresentare un rifugio per coloro che necessitano di protezione e, al tempo stesso, dimostrare solidarietà sia ai paesi nordafricani che stanno accogliendo la maggior parte dei migranti provenienti dalla Libia” (quindi Tunisia ed Egitto), sia “a quegli Stati membri Ue che si trovano ad affrontare i flussi più intensi di migranti via mare”. Il riferimento va soprattutto a Italia e Malta. “È altrettanto evidente che un'immigrazione mirata di forza lavoro sarebbe vantaggiosa per l'Ue, contribuendo a colmare le carenze di manodopera previste in vari settori e a riequilibrare il declino demografico della popolazione attiva europea”. Al contempo, afferma la commissaria svedese, “è necessario gestire la migrazione in modo corretto, il che significa garantire controlli efficaci alle frontiere e il rimpatrio dei migranti in posizione irregolare. Questo vuol dire inoltre che non dovremmo lasciare solo agli Stati membri situati lungo le frontiere esterne il compito di affrontare situazioni migratorie eccezionali”. Tutto ciò comporta, infine, che “occorre realizzare partenariati in materia di mobilità con paesi non comunitari in modo da collaborare”.
Tra le iniziative che la Commissione propone all'Ue per affrontare il problema delle migrazioni, figura il “completamento del sistema europeo comune di asilo entro il 2012, in linea con i valori fondamentali e gli obblighi internazionali dell'Unione”. A questo si aggiungono la proposta di “controlli rafforzati alle frontiere e governance Schengen per affrontare l'immigrazione irregolare” e l'idea secondo cui servirebbe “un'immigrazione legale più mirata, volta a facilitare l'arrivo di persone dotate delle competenze necessarie per contribuire a colmare le previste carenze di manodopera e di personale qualificato”. L'Esecutivo indica inoltre l'obiettivo di condividere “le migliori pratiche nelle strategie adottate dagli Stati membri per l'integrazione degli immigranti legali”; non da ultimo, “un approccio strategico ai rapporti con i paesi terzi sulle questioni relative alla migrazione, allo scopo di facilitare il movimento delle persone grazie a migliori possibilità di mobilità legale, unitamente a misure volte a prevenire la migrazione irregolare”. Il documento odierno servirà da base per la riunione del Consiglio straordinario giustizia e affari interni del 12 maggio, “cui seguiranno le discussioni in materia di migrazione nell'ambito del Consiglio europeo del 24 giugno”.
Sir

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