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Dall'Unità d'Italia a oggi, tra tutti i Paesi industrializzati, il nostro è stato quello che ha dato il maggior apporto di emigrati

Migrantes: gli italiani nel mondo sono 4,2 milioni

Presentata in Consiglio regionale la VII edizione del Rapporto redatto dalla Fondazione Migrantes. Saluto iniziale del vicepresidente del Consiglio Regionale Giuliano Fedeli e conclusioni del vescovo eletto di Prato e delegato della Conferenza episcopale toscana per i migranti mons. Franco Agostinelli

Emigranti in Usa ai primi del '900

Si emigrava in passato per cercare lavoro all'estero ma si è disposti a farlo anche oggi, come risposta alla mancanza di opportunità. Dall'Unità d'Italia a oggi, tra tutti i Paesi industrializzati, il nostro è stato quello che ha dato il maggior apporto ai flussi internazionali con quasi 30 milioni di emigrati, e oggi, secondo i dati della loro, apposita anagrafe, gli italiani residenti all'estero al 1° gennaio 2012 erano circa 4 milioni e 200 mila, pari al 6,8% della popolazione italiana, 93 mila in più rispetto a un anno prima. Ma a colpire maggiormente è un recente sondaggio Eurispes secondo cui quasi il 60% dei giovani tra i 18 e i 24 anni si dichiara disposto a intraprendere un progetto di vita fuori dai confini nazionali. Un atteggiamento che riguarda però classi sociali e regioni totalmente diverse rispetto al passato: non più proletariato meridionale o comunque di aree povere e marginali ma laureati del Centro-Nord.

Sono questi alcuni dei dati principali che emergono dal settimo Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes, presentato oggi a Firenze nella Sala del Gonfalone di Palazzo Panciatichi dalla curatrice Delfina Licata e da Ilaria Del Bianco del Comitato Direttivo Toscana nel Mondo, dopo il saluto iniziale del vicepresidente del Consiglio Regionale Giuliano Fedeli e prima delle conclusioni del vescovo eletto di Prato e delegato della Conferenza episcopale toscana per i migranti mons. Franco Agostinelli. I primi cinque Paesi per numero di residenti italiani all'estero – nell'ordine Argentina, Germania, Svizzera, Francia e Brasile – sono tutto sommato ancora quelli tradizionali, forse con l'eccezione degli Stati Uniti, mentre tra le regioni di provenienza troviamo in testa la Sicilia, seguita dalla Campania quindi il Lazio, la Calabria e la Lombardia, ma se si vanno a considerare le percentuali sulla popolazione a prevalere è il Molise con ben il 24,7% mentre in coda c'è l'Emilia Romagna (3,2%) preceduta da Umbria (3,3) nonché dalla stessa Lombardia e dalla Toscana con il 3,4.

http://youtu.be/DW2yx2fieeA

Ancora a proposito della nostra regione, in termini numerici il primo gennaio 2012 i nostri conterranei residenti all'estero erano 127.885, un quarto dei quali lucchesi. Notevole anche l'apporto di Massa-Carrara, al quarto posto nella distribuzione per provincia nonostante la scarsità di popolazione residente. Ancora oggi sono queste le terre dell'emigrazione toscana, anche se i flussi ovviamente non sono più quelli del passato. Argentina, Brasile, Svizzera, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Germania sono invece nell'ordine i paesi di destinazione. In rapporto alla popolazione residente, tra i comuni di provenienza restano ai primi posti Bagni di Lucca (38,3%), Pontremoli (32,4), Coreglia Antelminelli (17,7), Castelnuovo Garfagnana (16,5), mentre tra i capoluoghi troviamo in testa Lucca (9,2) e Livorno (6,6) e in coda Grosseto (1,2), Prato (1,4) e Arezzo (1,9). Infine, un'occhiata ai flussi degli ultimi 10 anni, con un andamento piuttosto altalenante ma un trend emigratorio sostanziale crescita: i dati più recenti disponibili (2008 e 2009) hanno infatti raggiunto per la prima volta dal 2000 le 3000 cancellazioni in Toscana e le 60 mila in Italia, con un picco in entrambi i casi nell'ultimo anno, 3.725 nella nostra regione e 64.921 nell'intero Paese. Un segno ulteriore a dimostrazione che, in tempi di crisi, l'emigrazione riprende.

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