Italia

Minacce no vax a medici e giornalisti: Verna (Odg) e Anelli (Fnomceo), nascono da “banalizzazione competenze professionali” che genera idea di “sanità da supermarket”

L’appuntamento, il primo in previsione di una serie di iniziative congiunte, “è stato organizzato per dare una risposta comune all’escalation di minacce e aggressioni verso rappresentanti delle due figure professionali, da parte di contestatori dei vaccini e del green pass”, spiega un comunicato. Una violenza che, a detta dei due presidenti, “assume forme inedite, ideologiche, rivolte a medici e giornalisti in quanto rappresentanti di una categoria e non quale reazione, ovviamente sbagliata e condannabile, a un fatto specifico”. La violenza e le fake news hanno, secondo Verna e Anelli, “una radice comune, che nasce dalla banalizzazione delle competenze professionali”: la disponibilità di una quantità enorme di informazioni, non tutte “certificate”, genera l’illusione che non servano una preparazione e una professionalità specifiche a fare da filtro e produce la chimera di una “scienza da scaffale” e di una “sanità da supermarket”. Ma, secondo i presidenti, sono proprio le competenze dei professionisti a marcare il confine: “Una comunicazione della medicina e della salute al riparo dalle false notizie è un passo fondamentale per fornire a tutti gli strumenti per scelte consapevolmente fiduciose”. “La salute e la libertà di informazione sono due diritti dei cittadini e due pilastri della società, protetti anche dalla nostra Costituzione: se vengono banalizzati, se sono erosi alle fondamenta perché aggrediamo, per prossimità, chi li rappresenta, crolla tutto il tessuto sociale – hanno concluso -. Il presupposto di ogni diritto è il dovere etico, deontologico, giuridico, sociale di chi è chiamato, per ruolo, a garantirlo. È da qui che dobbiamo ripartire: dalla valorizzazione delle competenze e del ruolo delle professioni quali garanti dei diritti alla base della società civile”.