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Misericordie, il candidato nazionale Domenico Giani incontra le confraternite fiorentine

Domenica 30 maggio alla Certosa Domenico Giani, candidato alla presidenza nazionale della confederazione delle Misericordie d'Italia, incontra le Misericordie fiorentine per un confronto sui programmi. Alla messa, presieduta dal reverendo don Massimo Ammazzini, assisterà anche il cardinale Ernest Simoni

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Meno di un mese alle urne. Il prossimo 19 giugno si terranno le elezioni della Confederazione Nazionale Misericordie d’Italia allo Spazio Reale a San Donnino. In vista dell'appuntamento, questa domenica 30 maggio i Provveditori delle Confraternite Fiorentine incontreranno il candidato presidente, Domenico Giani. L'appuntamento è alla Certosa di Firenze, dove si svolgerà la Santa Messa alle ore 9.30 che sarà presieduta dal reverendo Don Massimo Ammazzini, sacrista della Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Firenze e cappellano militare della guardia di finanza della Regione Toscana. Al rito assisterà il cardinale Ernest Simoni. Dopo la messa, in una sala della Certosa, il candidato presidente si confronterà sul suo programma con i Provveditori fiorentini.

è nato ad Arezzo il 16 agosto 1962. Poliziotto, è stato per tre anni (dal 3 giugno 2006 al 14 ottobre 2019) direttore dei Servizi di sicurezza e protezione civile dello Città del Vaticano, nonché comandante del corpo della gendarmeria, guidata sotto tre diversi Pontefici: Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco. Il 30 ottobre 2019 è stato insignito del titolo pontificio di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Piano, uno degli ultimi riconoscimenti di una carriera prestigiosa, contraddistinta da apprezzamenti e numerose onorificenze. Dall'1 ottobre 2020 è inoltre presidente della Eni Foundation, attiva da tempo in progetti umanitari.

Il cardinale Ernest Simoni, originario di Troshan il 18 ottobre 1928, durante il regime dittatoriale albanese di Enver Hoxha per la sua attività pastorale fu definito un “nemico del popolo”. Nel 1963 venne rinchiuso per 18 anni in una cella d’isolamento e in seguito fu condannato a morte. Tuttavia, la pena venne poi commutata in venticinque anni di lavori forzati nelle gallerie buie delle miniere di Spac. Venne poi liberato nel 1981. Nell'ottobre del 2018 ha ricevuto la nomina dall'Arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori, di canonico onorario del capitolo della Cattedrale di Santa Maria del Fiore.

Fonte: Comunicato stampa
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