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Misericordie, uno statuto per ritrovare unità

Il movimento delle Misericordie è a uno snodo delicato. L'assemblea della Confederazione nazionale, (convocata per venerdì 10 e sabato 11 febbraio, ma rinviata al 16-17 marzo), al «First Hotel» di Calenzano (Fi), potrebbe chiudere una stagione di litigiosità e di ricorsi. I rappresentanti delle oltre 700 confraternite associate sono infatti chiamati ad approvare il nuovo Statuto, portando a termine, finalmente, un processo durato quasi dieci anni. Ma anche a questo appuntamento il movimento arriva diviso...
DI CLAUDIO TURRINI
ULTIM'ORA: ASSEMBLEA RINVIATA PER IL MALTEMPO

Parole chiave: giuseppe betori (204), misericordie (157), volontariato (316)
Misericordie, uno statuto per ritrovare unità

ULTIM'ORA: ASSEMBLEA RINVIATA PER IL MALTEMPO

di Claudio Turrini

Il movimento delle Misericordie è a uno snodo delicato. L'assemblea della Confederazione nazionale, convocata per venerdì 10 e sabato 11 febbraio (RINVIATA al 16-17 marzo), al «First Hotel» di Calenzano (Fi), potrebbe chiudere una stagione di litigiosità e di ricorsi. I rappresentanti delle oltre 700 confraternite associate sono infatti chiamati ad approvare il nuovo Statuto, portando a termine, finalmente, un processo durato quasi dieci anni.

Ma anche su questo passaggio si addensano le nubi dei ricorsi. Lo scorso sabato il Collegio dei probiviri, ridotto a soli quattro membri, dopo due dimissioni, si è spaccato sul quesito di legittimità avanzato dal consigliere nazionale Anna Rita Casini. Sembra che alla fine abbia prevalso il «no» all'assemblea, in quanto il testo delle modifiche statutarie trasmesso alle Misericordie sarebbe diverso da quello originario.

La Confederazione rischia così di «annodarsi» su un paradosso. Gli attuali organi statutari sono in regime di proroga, in attesa dell'assemblea elettiva fissata già a Roma per il 23 giugno. E secondo i ricorrenti non sarebbero perciò legittimati a convocare un'assemblea per approvare il nuovo Statuto. Ma che senso avrebbe eleggere il nuovo Consiglio, prima di modificare lo Statuto? E poi il collegio dei probiviri aveva già annullato un'assemblea elettiva, prevista per l'ottobre scorso. Insomma, un bel «guazzabuglio» che può essere sciolto solo con tanta responsabilità e un briciolo di buon senso. Continuare a farsi questa «guerra» associativa porta poco lontano. E rischia anche di vanificare i risultati della «Commissione Giovannelli», fortemente voluta dalla Conferenza episcopale toscana e in particolare dal suo presidente, l'arcivescovo di Firenze, Giuseppe Betori. L'ultimo appello è solo di pochi giorni fa, quando Betori ha celebrato la Messa per il patrono della Misericordia di Firenze: «Esorto tutti – ebbe a dire in quell'occasione – ad assumere, ciascuno per la sua parte, il proprio frammento di sacrificio, pur di non compromettere un meritorio cammino di riavvicinamento».

Di commissioni «Giovannelli» – dal nome dell'avvocato pratese, Mauro Giovannelli, chiamato a presiederle – ce ne sono state due. La prima, di sette membri aveva concluso il suo lavoro il 7 dicembre 2010, dando le linee generali per ritrovare l'unità del movimento. Poi il Consiglio nazionale del 15 aprile 2011 aveva varato una nuova commissione, allargata a 13 membri che, con l'aiuto di due tecnici, redigesse l'articolato del nuovo Statuto. Che è stato poi approvato, con pochissimi aggiustamenti, dal Consiglio nazionale del 18 novembre e quindi inviato alle oltre 700 Confraternite. Il primo risultato di questo lavoro è stato il rientro in Confederazione della «casa madre», ratificato quello stesso 18 novembre, durante «l'adunanza del Corpo generale della Misericordia di Firenze», alla presenza di mons. Betori.

L'assemblea di Calenzano si farà comunque, ci conferma il presidente della Confederazione Roberto Trucchi (nella foto), che lancia un appello alle Confraternite ad essere presenti perché «un'assenza in questo momento sarebbe un segnale di scarsa responsabilità». Un appello teso anche ad approvare il testo «con il minor numero possibile di modifiche, almeno nella struttura», perché «è il frutto di un lavoro lungo, importante. E ha già portato al ritorno in Confederazione della Misericordia di Firenze, che lo ha approvato e ha dato mandato al provveditore Ceccherini di fare richiesta di rientro in Confederazione, al momento in cui questo statuto venga approvato». E c'è la speranza che anche la Misericordia di Rifredi, altra «grande» che si era staccata, possa un domani rientrare in Confederazione.

A parte il ricorso procedurale (sul quale c'è sempre la possibilità di ricorrere ad un arbitrato), per il presidente le impressioni fin qui raccolte sul testo sono positive. Diverse conferenze regionali o coordinamenti provinciali hanno dato l'«ok». «Poi naturalmente ci sarà anche chi canta fuori dal coro. Questo è normale», ammette Trucchi. «Si tratta di una bozza di Statuto che sicuramente non è perfetto. Se lo andiamo ad analizzare ciascuna delle 750 Misericordie in Italia, potrebbe dire qualcosa di diverso su taluni aspetti. Riteniamo comunque sia lo statuto migliore da mettere in campo per rilanciare il movimento delle Misericordie e ritornare all'unità».

Di nuovo, nel testo in esame, c'è soprattutto una «forte propensione ad una strutturazione su base regionale, dando una maggiore autonomia al territorio, rispetto a quanto non fosse fino ad oggi». Attualmente le conferenze regionali avevano come presidente quello nazionale e un «vice» regionale. La nuova struttura regionale avrà invece una sua organizzazione propria, autonoma, con un suo presidente eletto. Questo era uno dei «nodi» da risolvere, visti i ricorsi che erano partiti contro la Federazione regionale delle Misericordie della Toscana, nata nel dicembre 2009, per interfacciarsi più efficacemente con l'ente Regione. «Non era solo una questione toscana», ci spiega Trucchi. «Ci sono pervenute forti spinte anche da altre regioni, come dalla Campania che addirittura aveva un'idea ancora più decentrata rispetto a quella che è passata nel nuovo Statuto». Del resto «la Toscana nel movimento delle Misericordie fa sempre un po' da apripista. Tutti guardano a lei come un riferimento importante».

Uscire dalla due giorni di Calenzano con questo nuovo statuto, faciliterebbe – per l'attuale presidente – anche il percorso per il rinnovo delle cariche sociali, a giugno. «In caso contrario – commenta – vedo qualche preoccupazione per il futuro della Confederazione». Da parte sua Roberto Trucchi, 51 anni, di Albinia, non pensa ad un secondo mandato. «Mi sono trovato a traghettare le Misericordie con molta apprensione, anche perché ero alla prima esperienza in Consiglio nazionale. Mi sono ritrovato vicepresidente e poi a sostituire il presidente dopo le sue dimissioni. Vengo da lontano e le cose da fare sono tante… Ci sarà un presidente più preparato e più adatto…».

La scheda
La Confederazione nazionale delle Misericordie nasce a Pistoia nel 1899. Ne facevano parte 45 confraternite. Oggi sono oltre 700. Nel tempo nascono le Conferenze regionali, presiedute dal presidente nazionale e con un vice regionale.

Il 28 luglio 2008 si costituisce a Firenze la «Compagnia delle Misericordie». A fondarla, con caratteristiche federative, la Misericordia di Firenze e quella di Rifredi, che escono dalla Confederazione nazionale. Iscritta al registro regionale del volontariato, comprende oggi una quindicina di confraternite dell'area fiorentina che, a parte le fondatrici, fanno tutte parte anche della Confederazione nazionale.

Il Consiglio nazionale del 17 e 18 luglio 2009, decide di dar vita alla Federazione toscana delle Misericordie. L'8 agosto 2009 la Conferenza Toscana delle Misericordie chiede un parere sulla nascita della Federazione regionale al Collegio dei probiviri che il 15 settembre 2009 la boccia, ritenendola possibile solo dopo l'approvazione di un nuovo Statuto. Il consiglio nazionale del 6-8 novembre 2009, incontrandosi con i probiviri, prese in esame questo parere negativo ma decise di andare avanti comunque, dato che da lì a poco (31 dicembre) sarebbe scaduto l'Accordo quadro con la Regione per il trasporto sanitario. L'atto di costituzione dal notaio è del 5 dicembre 2009. La prima assemblea è a Bagno a Ripoli il 6 marzo 2010, con l'elezione a presidente di Alberto Corsinovi, vicepresidente della Conferenza regionale. Nel consiglio nazionale del 12-13 marzo 2010 viene approvata una delibera con cui si trasferiscono fondi e competenze dalla Confederazione nazionale alla Federazione Toscana. Ne scaturiscono una serie di ricorsi ai probiviri.

Su sollecitazione del presidente della Cet, mons. Giuseppe Betori, per superare queste divisioni nasce una commissione congiunta, presieduta da Mauro Giovannelli, con membri indicati dalla Confederazione nazionale (Maria Pia Bertolucci, Paolo Sanchini, Filippo Toccafondi e Alceste Santuari), dalla Misericordia di Firenze (Alvise Revedin) e dalla Misericordia di Rifredi (Emanuele Spina). Termina i lavori il 7 dicembre 2010 con una relazione unitaria che individua il cammino da seguire. Nel febbraio 2011 si dimette il presidente Gabriele Brunini, per presentarsi come candidato alle elezioni comunali. Gli subentra il vice-presidente Roberto Trucchi. Il consiglio nazionale del 15 aprile 2011 dà vita ad una seconda Commissione, composta da 13 persone: Mauro Giovannelli (presidente), Maria Pia Bertolucci, Paolo Sanchini, Andrea Del Bianco, Alvise Revedin, Maria Grazia Scatà, Filippo Toccafondi, Andrea Cavaciocchi, Giuseppe De Stefano, Pasquale Ribecco, Israel De Vito, Stefano Ragghianti, Roberto Monciatti. Il testo del nuovo statuto viene approvato, con piccole modifiche, dal consiglio nazionale del 18 novembre 2011.

Comunicato sui lavori della Cet (30-31 gennaio 2012) (con appello alla partecipazione all'Assemblea)

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