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Montevarchi, una festa sobria per il ritorno di Eugenio Vagni

Finalmente libero. Dopo 178 giorni di prigionia in mano ai fondamentalisti islamici ed il rilascio avvenuto sabato scorso, Eugenio Vagni è atteso a Montevarchi. La liberazione del volontario della Croce Rossa, rapito lo scorso 15 gennaio nell'isola di Jolo nelle Filippine, è stata accolta con grande gioia nella sua città natale e ora non si aspetta altro che poter festeggiare il suo ritorno a casa.
DI EMANUELE RAPPA

Parole chiave: filippine (30), cooperazione (178)

di Emanuele Rappa

Finalmente libero. Dopo 178 giorni di prigionia in mano ai fondamentalisti islamici ed il rilascio avvenuto sabato scorso, Eugenio Vagni è atteso a Montevarchi. La liberazione del volontario della Croce Rossa, rapito lo scorso 15 gennaio nell'isola di Jolo nelle Filippine, è stata accolta con grande gioia nella sua città natale e ora non si aspetta altro che poter festeggiare il suo ritorno a casa. «Provo veramente una grande felicità e con me tutta la comunità di Montevarchi« ha detto il sindaco Giorgio Valentini alla notizia del rilascio. In questi mesi di angoscia l'amministrazione comunale ha rispettato la volontà dei familiari di Vagni di mantenere il silenzio stampa sul rapimento e sulle trattative per il rilascio. Pur nel silenzio, non sono mancati i contatti costanti di palazzo Varchi con il governo (nelle persone del sottosegretario Letta e del ministro Frattini) e con il Quirinale, che hanno svolto un lungo lavoro silenzioso per la positiva soluzione della vicenda. Per ben due volte papa Benedetto XVI è intervenuto pubblicamente per sollecitare il rilascio dell'ostaggio.

Nei mesi di attesa le autorità locali sono state vicine, pur nella discrezione, alla moglie Kwan, alla figlia e agli altri familiari. L'unico momento «pubblico» è stata la marcia silenziosa, chiesta dalla famiglia, che si svolse il 28 marzo e vide tutta la cittadinanza scendere in strada per sollecitare la liberazione del tecnico montevarchino. In questi mesi i manifesti con la foto di Vagni e la scritta «Eugenio la città ti è vicina» sono rimasti esposti di fronte al comune, alle chiese, nei luoghi pubblici, per manifestare vicinanza alla famiglia e non dimenticare che un concittadino era ancora nelle mani dei rapitori.

Ma ora è il momento della gioia e in città già fervono i preparativi per l'accoglienza di Vagni da parte della popolazione. Il sindaco Valentini sarà a Roma per attenderlo all'aeroporto e riportarlo a Montevarchi. Poi sarà il momento della festa in piazza, un bentornato da parte della comunità, un modo per esprimere la vicinanza a un concittadino e la contentezza per la felice soluzione della sua vicenda. Sarà una festa sobria, dicono in comune, come sobrio è stato il comportamento della famiglia Vagni in tutta la vicenda. Si parla di una grande torta, della banda cittadina, di un brindisi. Anche le associazioni di volontariato si stanno organizzando per manifestare la partecipazione con cui la città ha vissuto questi mesi di prigionia. Comunque sarà una festa breve, per poi lasciare Eugenio Vagni al riposo, alla famiglia, alla libertà.

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