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Napolitano: l'Italia può farcela: occorre fiducia

Un'Italia a rischio, ma piena di potenzialità e di grandi energie. Un'Italia che può farcela e che può anche aiutare l'Europa a uscire dalla crisi Questo in estrema sintesi il messaggio di fine anno che il Capo dello Stato ha rivolto agli italiani assieme all'invito pressante ad avere “fiducia in noi stessi, per quel che possiamo sprigionare e far valere dinanzi alle avversità“. Ecco una sintesi del suo lungo messaggio.

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Napolitano: l'Italia può farcela: occorre fiducia

Indiscusso protagonista politico-istituzionale del 2011, il presidente Napolitano ha ribadito nel suo intenso messaggio di fine anno, i tratti salienti di un momento inedito e delicatissimo. È stato deciso e puntuale fin nei dettagli nel descrivere la situazione, facendo appello a tutti gli attori perché prendano una sempre più chiara consapevolezza che “il mondo è cambiato”. Questo comporta la necessità di un solido ancoraggio europeo, proprio, e lo ripete, “in un quadro mondiale radicalmente mutato”.
Ne consegue, ribadisce, la necessità di “una fase di stabilità e di serenità politica”, che si augura porti il governo Monti, di cui sottoscrive l'agenda. Alle forze politiche già di maggioranza e già di opposizione, che lo sostengono, riserva il compito di lavorare alle riforme istituzionali, così da rafforzare, ribadisce il presidente, la democrazia dell'alternanza. Sono decenni che si afferma che sono urgenti. Oggi appaiono veramente indifferibili, anche perché i cittadini reclamano fatti e buoni esempi.
Usa in questo parole impegnative il Capo dello Stato, tracciando l'obiettivo della “rigenerazione della politica e della fiducia nella politica”. Questo in fondo è il vero punto, da cui partire e cui arrivare. La crisi complessiva, di cui la crisi della politica è un capitolo, si può superare proprio a partire dalla “fiducia in noi stessi”, che rappresenta “il solido fondamento su cui possiamo costruire”.
L'anno delle celebrazioni dell'Unità si conclude con uno scenario interno ed internazionale inedito, da affrontare con strumenti nuovi, di cui peraltro il paese è in possesso. Di qui il tono impegnato e comunque fiducioso del messaggio presidenziale.
L'anno prossimo sarà un anno elettorale molto importante in Occidente, tra Francia, Germania e Stati Uniti. Per l'Italia le scadenze naturali della legislatura e del settennato sono invece alla primavera 2013. Un periodo medio – lungo, nella storia accelerata di questi mesi, da utilizzare al meglio.Un'Italia a rischio, ma piena di potenzialità e di grandi energie.
Ecco una sintesi del suo lungo messaggio.

150° Unità: Napolitano, da celebrazioni fiducia per futuro Italia
Le celebrazioni del 150° dell'Unità del nostro paese hanno avuto “un successo per quantità e qualità superiore anche alle previsioni più ottimistiche”. Di fronte a tutto questo “il mio è un grazie per avermi trasmesso nuovi e più forti motivi di fiducia nel futuro dell'Italia”.

Emergenza resta grave ma sacrifici utili
“É un fatto che l'emergenza” generata dalla crisi economica e finanziaria “resti grave”. Ma “siamo convinti che i frutti non mancheranno, i sacrifici non risulteranno inutili”. Napolitano è consapevole che nell'animo degli italiani in questo momento alberghino “interrogativi angosciosi” e “dubbi che possono tradursi in scoraggiamento e indurre al pessimismo”. Certo, ammette il capo dello Stato, “è un fatto che l'emergenza resti grave. è faticoso riguadagnare credibilità“, i nostri buoni del Tesoro “restano sotto attacco nei mercati finanziari”, il debito pubblico accumulato “pesa come un macigno”. Di fronte a tutto questo “lo sforzo di risanamento del bilancio - dice Napolitano - deve perciò essere portato avanti con rigore. Nessuna illusione possiamo farci a questo riguardo. Ma - aggiunge - siamo convinti che i frutti non mancheranno. I sacrifici non risulteranno inutili, specie se l'economia riprenderà a crescere: il che dipende da adeguate scelte politiche e imprenditoriali, come da comportamenti diffusi, improntanti alla laboriosità e al dinamismo”.

Conti pubblici: nessuno può sottrarsi a risanamento
 “Nessuno oggi - nessun gruppo sociale - può sottrarsi all'impegno di contribuire al risanamento dei conti pubblici per evitare il collasso finanziario dell'Italia”, ha detto Napolitano, aggiungendo che “dobbiamo comprendere tutti che per lungo tempo lo Stato, in tutte le sue espressioni è cresciuto troppo e ha speso troppo, finendo per imporre tasse pesanti ai contribuenti onesti e per porre una gravosa ipoteca sulle spalle delle generazioni successive”. E' negli anni Ottanta, ricorda il capo dello Stato, che “la spesa pubblica è cresciuta in modo sempre più incontrollato, e ormai insostenibile. E c'é anche chi - aggiunge - ne ha tratto e continua a trarne indebito profitto: a ciò si legano strettamente fenomeni di dilagante corruzione e parassitismo, di diffusa illegalità e anche di inquinamento criminale”.

L'evasione fiscale è una patologia
Quando si parla in Italia di conti pubblici “da raddrizzare non si può fare a meno di mettere nel mirino” una “grande patologia italiana: una massiccia, distorsiva e ingiustificabile evasione fiscale”. Secondo il capo dello Stato “é fuori discussione che ci si debba impegnare a fondo per colpire corruzione ed evasione fiscale. Sapendo - continua - che è un'opera di lunga lena, che richiede accurata preparazione di strumenti efficaci e continuità: ed è quanto si richiede egualmente per un impegno di riduzione delle diseguaglianze, di censimento delle forme di ricchezza da sottoporre a più severa disciplina, di intervento incisivo su posizioni di rendita e di privilegio”. Mentre è giusto, “anzi sacrosanto fare appello perché si agisca in queste direzioni”, dice il presidente della Repubblica, è necessario riconoscere come si debba “senza indugio” procedere alla “puntuale revisione e alla riduzione della spesa pubblica corrente”. Per fare questo, chiude il suo ragionamento il presidente della Repubblica, è necessario “procedere con equità“, stando “innanzitutto attenti a non incidere su già preoccupanti situazioni di povertà“.

Welfare: definire nuove forme di sicurezza sociale
 “Occorre definire nuove forme di sicurezza sociale che sono state finora trascurate a favore di una copertura pensionistica più alta che in altri paesi o anche di provvidenze generatrici di sprechi”.  Napolitano ha colto l'occasione del suo discorso di fine anno per tornare a parlare di welfare. Il capo dello Stato ribadisce che bisogna “ripensare e rinnovare le politiche sociali e anche, muovendo dall'esigenza pressante di un elevamento della produttività le politiche del lavoro”. Tutto questo, spiega, “per la fondamentale ragione che il mondo è cambiato” e che l'epicentro della crescita economica “si è spostato lontano dall'Europa, e non solo il nostro Paese, ma il nostro Continente vedono ridursi il loro peso e i loro mezzi”.

Decisivo al Paese slancio costruttivo lavoratori e sindacati
Giorgio Napolitano assicura di comprendere in questo momento “le difficoltà di chi lavora e di chi rischia di perdere il lavoro”. Ma “non dimentico come nel passato, in più occasioni, sia stata decisiva per la salvezza e il progresso dell'Italia la capacità dei lavoratori e delle loro organizzazioni di esprimere slancio costruttivo, nel confronto con ogni realtà in via di cambiamento e anche di fare sacrifici, affermando in tal modo, nello stesso tempo, la loro visione nazionale, il loro ruolo nazionale”. “Non è stato forse così negli anni della ricostruzione industriale dopo la liberazione del Paese? – si è chiesto il Capo dello Stato - Non è stato forse così in quel terribile 1977 quando c'era da debellare un'inflazione che galoppava oltre il 20 per cento e da sconfiggere l'attacco criminale quotidiano e l'insidia politica del terrorismo brigatista?”. Per Napolitano bisogna guardare “con questa consapevolezza alle grandi prove che abbiamo avanti: come superare i rischi più gravi di crisi finanziaria per il nostro paese e come reagire alle minacce incombenti di recessione”.
Il governo di Mario Monti ha annunciato di voler lavorare a misure per la crescita. Un lavoro che va fatto “nel dialogo con le parti sociali e in un rapporto aperto col Parlamento”.

Crisi: società deve uscirne più giusta e coesa
 “L'Italia può e deve farcela” ad uscire dalla crisi, “la nostra società deve uscirne più severa e più giusta, più dinamica, moralmente e civilmente più viva, più aperta e più coesa”, ha affermato il presidente della Repubblica parlando di “rigore finanziario e crescita” necessari. Crescita, sottolinea, “più intensa e unitaria, nel nord e nel sud, da mettere in moto con misure finalizzate alla competitività del sistema produttivo, all'invistemento in ricerca e innovazione nelle infrastrutture”.

Crisi: serve sforzo coerente a livello europeo
 “É impossibile uscire dalle difficoltà in cui non solo noi ci troviamo senza un più coerente sforzo congiunto a livello europeo”. E ha agggiunto: “é comprensibile che anche in Italia si manifesti oggi insoddisfazione per il quadro che presenta l'Europa unita, ma ciò non deve mai tradursi in sfiducia verso l'integrazione europea”. Oggi, a ben più di 50 anni da quando nacque l'Europa unita, “solo uniti potremo ancora progredire e contare come europei in un quadro mondiale radicalmente cambiato. All'Italia - esorta quindi Napolitano - tocca perciò levare la sua voce perché si vada avanti verso una più conseguente integrazione europea e non indietro, verso anacronistiche chiusure e arroganze nazionali”.

Lavoro: più occupazione qualificata per giovani e donne
L'obiettivo di fondo delle misure sulle quali il governo sta lavorando per favorire la crescita del paese è quello di dare “più occupazione qualificata per i giovani e per le donne”. Napolitano spiega che “si è diffusa ormai la convinzione che dei sacrifici siano inevitabili per tutti: ma la preoccupazione maggiore che emerge tra i cittadini è quella di assicurare un futuro ai figli, ai giovani. è questo obiettivo che può meglio motivare gli sforzi da compiere - conclude Napolitano - è questo l'impegno cui non possiamo sottrarci”.

Crisi: Ue apprezzi quanto fatto dall'Italia
L'Italia sta lavorando bene per uscire fuori dalla crisi e per aiutare l'intera Unione europea a venirne fuori e di questo l'intera Europa deve essere consapevole. “É tempo che da parte di tutti in Europa - dice Napolitano - si prendano sul serio e si apprezzino le dimostrazioni che il nostro paese ha dato e si appresta a dare, pagando prezzi non lievi, della sua adesione a principi di stabilità finanziaria e di disciplina di bilancio, nonché del suo impegno per riforme strutturali volte a suscitare una libera e intensa crescita economica”. Per Napolitano “abbiamo solo da procedere nel cammino intrapreso, anche per far meglio sentire, in seno alle istituzioni europee - in condizioni di parità - il nostro contributo a nuove, meditate decisioni ed evoluzioni dell'Unione”.

Elezioni erano azzardo, ora stabilità politica
Andare alle elezioni anticipate dopo la crisi del governo guidato da Silvio Berlusconi “avrebbe rappresentato un azzardo pesante dal punto di vista dell'interesse generale del paese”. E partendo proprio dall'interesse generale del paese, ricorda il capo dello Stato, che “é venuto quel largo sostegno in Parlamento al momento della fiducia al governo, con una scelta a cui va dato merito a forze già di maggioranza e già di opposizione”. Ora, continua Napolitano, “é importante che l'Italia possa contare su una fase di stabilità e di serenità politica. Ciò non toglie - continua - che ogni partito mantenga la sua fisionomia e si caratterizzi in Parlamento con le sue proposte rispetto all'azione che l'esecutivo deve portare avanti”.

Lavoro Monti per far sentire nostro peso in Europa
Il presidente del Consiglio Mario Monti “sta svolgendo il suo mandato anche per far meglio sentire” il contributo dell'Italia “a nuove, meditate decisioni ed evoluzioni dell'Unione europea”, in particolare in questo momento di grave difficoltà economica mondiale.

Accordo partiti per riforme istituzionali mature
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano chiede che i partiti lavorino “per la ricerca di intese tra loro sul terreno di riforme istituzionali da tempo mature”, spiegando che queste riforme “sono necessarie anche per creare condizioni migliori in vista di un più costruttivo ed efficace svolgimento della democrazia dell'alternanza nello scenario della nuova legislatura dopo il ritorno alle urne”.

Carceri: è emergenza per condizioni disumane
Il sistema penitenziario italiano rappresenta “un'emergenza”, considerando “la condizione disumana delle carceri e dei carcerati”. Lo afferma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo intervento di fine anno. Il capo dello Stato coglie l'occasione per parlare anche di altre emergenze come “quella del dissesto idrogeologico che espone a ricorrenti disastri il nostro territorio o quella di una crescente presenza di immigrati, con i loro bambini, che restano stranieri senza potersi, nei modi giusti, pienamente integrare”.

Non c'é futuro per l'Italia senza fiducia in politica
 “Non c'é futuro per l'Italia senza rigenerazione della politica e della fiducia nella politica”. Per Napolitano “solo così ci porteremo, nei prossimi anni, all'altezza di quei problemi di fondo che sono ardui e complessi e vanno al di là di pur sconttanti emergenze”.

Sguardo rivolto con speranza fondata verso futuro
Il Paese ha davanti a sé “acute necessità di scelte immediate e di visioni lungimiranti. Occorre una nuova 'forza motivante' perché si sprigioni e operi la volontà collettiva indispensabile; occorrono coraggio civile e sguardo rivolto 'con speranza fondata verso il futuro'. Questo ci hanno detto nei giorni natalizi alte voci spirituali”. Nel suo discorso di fine anno Napolitano ha fatto, tra l'altro riferimento, alle parole di Papa Benedetto XVI. Esse - continua - si sono più volte rivolte al più vasto mondo in cui si collocano i travagli della nostra Italia e della nostra Europa”.

2012 sarà per Italia grande banco prova e grande occasione
Il 2012 sarà per l'Italia non solo un grande banco di prova legato alle difficoltà che si stanno attraversando ma anche “una grande occasione”. Conclude così il suo discorso di fine anno il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “La fiducia in noi stessi - dice il capo dello Stato - è il solido fondamento su cui possiamo costruire, con spirito di coesione, con senso dello stare insieme di fronte alle difficoltà, dello stare insieme nella comunità nazionale come nella famiglia. E allora - conclude il capo dello Stato - apriamoci così al nuovo anno: facciamone una grande occasione, un grande banco di prova, per il cambiamento e il nuovo balzo in avanti di cui ha bisogno l'Italia”.

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