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PALIO DI SIENA, CORRETTORE DELLA TORRE SU DRAPPELLONE: UNA PROVOCAZIONE DA RACCOGLIERE

Parole chiave: siena (86), palio di siena (25), diocesi di siena (6), islam (208)

La scelta dell'Amministrazione Comunale di Siena di affidare la realizzazione del Drappellone del palio del 2 luglio prossimo, dedicato alla Madonna di Provenzano, all'artista libanese Alì Hassoun ha dato vita ad un ampio dibattito che è andato ben oltre le storiche mura della città del palio. Sull'argomento, in sintonia con il pensiero di altri sacerdoti Correttori di Contrada (assistenti spirituali dei diciassette Rioni) interviene don Andrea Bechi della Contrada della Torre.
Non poteva che suscitare un ampio dibattito la scelta del Comune di Siena, che ha affidato ad un pittore di fede musulmana la pittura del Drappellone, ambito premio della Carriera del Palio. L'Arcivescovo che al termine della cerimonia di presentazione del dipinto ha ricordato, con molta semplicità, che l'essenziale è che sia rispettata l'iconografia tradizionale, perché questa è la sola garanzia che l'immagine possa richiamare ai fedeli la Madonna, che invocano con “tenera fede”, come recita un bel canto mariano. E, a dir la verità, il volto tracciato dalla mano di Hassoun è facilmente individuabile, ad un rapido sguardo, come una Madonna, con il volto leggermente addolorato e lo sguardo rivolto in basso verso al popolo che chiede la sua protezione. Anche il guerriero sottostante non può che far pensare a San Giorgio che uccide il Drago – satana, riallacciandosi al ruolo di Maria quale personaggio chiave nella vittoria sul male.
Tuttavia è una sorpresa non da poco vedere la corona di Maria ornata non solo della Croce di Cristo, ma anche della mezzaluna e della stella di Davide, simboli delle religioni musulmana ed ebraica. Come non può che colpire l'iscrizione di un verso del Corano sopra la raffigurazione. Vorrei però andare oltre la sorpresa che questa singolare contaminazione interreligiosa suscita, per cogliere sino in fondo la provocazione offerta dall'opera di Hassoun.
Nell'intervista all'Osservatore Romano, il pittore ricorda di aver riscoperto la spiritualità dell'Islam in Italia: da qui nasce la provocazione che questo Palio “interreligioso” lancia ai cristiani senesi. E' tuttavia comprensibile il pensiero di chi manifesta il proprio sdegno, perché la sura coranica citata sul cencio celebra Maria non come “Madre di Dio”, ma semplicemente come madre di un profeta.
E' un ridimensionamento della figura della Vergine Maria, che sminuisce la figura del Salvatore e il potere della Madre, venerata a Siena come Advocata Senensium. È davvero diverso avere come protettrice la madre di un profeta, anziché la Madre di Dio!
Eppure, bisogna dirlo, quanti autori di Pali in questi anni hanno espresso una religiosità così profonda e meditata, con una ricchezza di richiami alla tradizione e all''immaginario religioso pari a quella manifestata da questo pittore di fede musulmana? Spesso sul Palio si discuteva più sui colori, che presagivano la vittoria di questa o quella contrada, o sulla tecnica esecutiva, o sulle forme. Ma quante volte, negli ultimi anni, un Palio ha destato una discussione iconografica, sui valori espressi dalle immagini, pari a ciò che sta accadendo adesso? Erano forse maggiormente degni di benedizione altri drappelloni, che erano spesso chiara espressione di quel pensiero debole, di quel relativismo, di quel secolarismo che svuota le forme e i significati della fede?
Hanno ragione coloro , che sostengono che il Palio, deve esprimere un messaggio all'altezza (per quanto è umanamente possibile) della fede cristiana, perché è un oggetto di devozione, è un'espressione di fede che non deve esprimere solo la sensibilità dell'autore, ma quella fede immutata che è la stessa dei nostri antenati di Montaperti. Anni fa il Comune indisse una commissione per la scelta del drappellone, in cui era presente un rappresentante della Diocesi, a garanzia proprio dei valori espressi nel dipinto… poi più niente. E quando si arriva al dunque, se il Palio non piace, si chiede al Vescovo di non benedire.
Direi che, forse, i musulmani sono mandati dalla Provvidenza a farci riflettere e scegliere: in cosa crediamo? Se Hassoun ha riscoperto la spiritualità musulmana venendo in Italia, auguriamoci che questo suo nuovo soggiorno a Siena sia l'occasione per una nostra riscoperta della fede cattolica!

Don Andrea Bechi, correttore della Contrada della Torre

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