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PARLAMENTO UE, CONTROVERSA RELAZIONE SUI SISTEMI SANITARI IN AFRICA

Parole chiave: ue (389), parlamento europeo (78), africa (788)

(Bruxelles) – Gli sviluppi della politica regionale comunitaria, il futuro del Fondo sociale europeo, il problema della biodiversità: sono fra i temi all'ordine del giorno della sessione plenaria dell'Europarlamento (6-7 ottobre) che si apre oggi, nella capitale belga, con una allocuzione di José Ramos-Horta, presidente della Repubblica democratica del Timor orientale. Durante i lavori è prevista una dichiarazione sulla Giornata mondiale contro la pena di morte e una seduta speciale, dedicata al ventesimo anniversario della riunificazione della Germania, con l'intervento in aula di Lothar de Maizière e Jacques Delors. Sta invece facendo discutere la relazione, presentata dalla deputata Véronique De Keyser sui “Sistemi sanitari nell'Africa subsahariana e sanità nel mondo”. Amplissimo lo spettro dei temi affrontati, fra cui il diritto alla salute delle popolazioni africane, il funzionamento dei sistemi pubblici di base per la salute, le grandi malattie che colpiscono il continente. Nel testo si legge fra l'altro: “I problemi sanitari dell'Africa subsahariana mettono alla prova il modello solidaristico tra Nord e Sud. Il fatto che l'aspettativa di vita tra un africano e un europeo possa differire di trenta o quarant'anni non può che lasciare interdetti. Questo scarto traduce la difficoltà di decollare di tutto un continente, a tutt'oggi marchiato dal suo passato di colonia”.
 Nella relazione De Keyser , che sarà presentata oggi nell'emiciclo del Parlamento Ue, si afferma ancora: “Il cattivo modo di governare di certi paesi, le conseguenze drammatiche della crisi finanziaria, il cambiamento climatico, le calamità naturali, la povertà estrema, le guerre”, i conflitti etnici, “la brama suscitata dalle straordinarie risorse naturali”, le grandi epidemie come l'Aids, sono tutti fattori che messi insieme e in interrelazione creano una situazione complessa”. Diversi i punti controversi nel testo, il più problematico dei quali ricorda “il diritto delle donne di controllare senza remore le questioni relative alla loro sanità genetica, che si tratti di procreazione, di contraccezione, di aborto o di malattie sessualmente trasmissibili”. Il testo più avanti segnala invece che “questi ultimi decenni hanno visto l'escalation dei fondi sanitari cosiddetti verticali, orientati cioè verso precise patologie come l'Aids, la tubercolosi, la malaria, la poliomielite…”. I risultati vengono giudicati “notevoli, ma l'effetto perverso che è stato registrato è quello di un indebolimento dell'aiuto ai sistemi sanitari di base” che “riguardano la salute in generale”: accesso alle cure per tutta la popolazione, lotta alla mortalità infantile e materna, malattie più comuni che mietono ancora numerose vittime.
Sir

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