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POLITICA: RICCARDI, «RIMETTERE LA CULTURA NELLA POLITICA»

Parole chiave: sant'egidio (84), andrea riccardi (8), politica (409), pace (326), dialogo interreligioso (276)

(Sarajevo, dagli inviati Sir Europa) - «Dobbiamo rimettere la cultura nella politica e nel dibattito, poiché c'è stato un divorzio tra politica e cultura. Spesso anche la nostra politica è fatta di fuochi di artificio, quelli dei teatrini di casa nostra ma anche di certi teatri tragici del mondo». Lo ha detto Andrea Riccardi, ministro per la Cooperazione internazionale e dell'integrazione, in una conferenza stampa in cui ha tracciato un primo bilancio dell'incontro mondiale della pace «Living Together is the Future. Religioni e Culture in Dialogo», promosso dalla Comunità di Sant'Egidio, che si chiude oggi a Sarajevo. «Il mondo contemporaneo - ha affermato Riccardi che è anche fondatore della Sant'Egidio - ha bisogno di cultura, che non è quella di pochi saggi, ma è una cultura che deve coinvolgere. Senza cultura e vivendo in modo emotivo saremmo tutti spaesati e ci lasceremmo tutti prendere da reazioni di pancia e di opposizione. Far rientrare la cultura sarebbe molto significativo per i nostri popoli europei». «La grande forza della nostra Europa, oltre all'economia - ha aggiunto - è la cultura e abbiamo una testimonianza antica da dare in questo senso».

Riferendo dell'incontro Riccardi ha parlato di un «bilancio estremamente ricco di dialogo, tavole rotonde, panel pieni di partecipazione, di domande, che hanno fatto crescere una cultura del vivere insieme su problemi molto differenti e su scenari dal Mediterraneo, al mondo arabo, dalla città, ai poveri, temi su cui si gioca la realtà del vivere insieme. Dall'Asia, al Mediterraneo, passando per i Balcani, il cui futuro è in Europa, abbiamo costatato come ci sia una nuova responsabilità delle religioni nel mondo globalizzato. Mi sento di poter dire - ha proseguito - che questo messaggio si va molto approfondendo».

«Il nostro dialogo - ha detto ancora Riccardi - non vuole essere politically correct mettendo insieme persone che vanno d'accordo. Ci sono difficoltà di dialogo nel campo ecumenico, nel campo interreligioso, pensiamo al dialogo con l'Islam, per esempio. Oggi è l'11 settembre e in questo decennio la cultura, la politica e le religioni sono state tentate dallo scontro o dalla benedizione dello scontro. Sono certo che ogni religione nei diversi scenari della storia, è tentata di sacralizzare i conflitti. Il valore di incontri come questo di Sarajevo è proprio quello di provare a capire insieme qual è il ruolo delle religioni nel mondo globalizzato. Il ruolo è quello dello spirito di Assisi e cioè che le religioni insegnano a vivere insieme. Non sono pessimista - ha concluso - perché quando si vedono insieme persone come mufti, imam, patriarchi, vescovi e rabbini si comprende che si sta diffondendo la cultura dell'essere insieme». (Sir)

 

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