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Ponte Morandi, Genova e le istituzioni hanno ricordato le 43 vittime

Alle 11,36 Genova si è fermata e in tutte le chiese hanno suonato le campane. Gli interventi della presidente del comitato delle vittime e delle autorità alla commemorazione delle 43 persone morte un anno fa nel crollo del Ponte Morandi. Bucci (sindaco Genova), «la città ha dato un segnale molto forte di cosa voglia dire ricostruire. L'omelia di Bagnasco. Il messaggio di Mattarella.

Il Ponte Morandi come appariva dopo il crollo di un anno fa (Foto Sir)

Alle 11.36, nell’ora in cui un anno fa crollò il Ponte Morandi, la città di Genova si è fermata per ricordare e rendere omaggio alle 43 vittime della tragedia. In tutte le chiese della città le campane hanno suonato a lutto. Le navi ormeggiate in porto hanno suonato le sirene. Nello stesso istante i parenti delle vittime si sono abbracciati in lacrime. I presenti hanno fatto un lungo applauso mentre residenti e commercianti della zona hanno raggiunto il ponte delle Rattelle per liberare palloncini e gettare rose nel torrente.

Egle Possenti, presidente del comitato che unisce i parenti delle vittime, ha chiesto un «segnale concreto affinché i cittadini possano sentirsi tutelati» affermando che «i beni demaniali non possono essere la causa delle tragedie». Di «giustizia per le vittime che non dev’essere sommaria e di polemica, ma legata alla verità dei tribunali» ha parlato invece Giovanni Toti, governatore della Liguria. Ringraziando il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per la «cura, l’attenzione e l’affetto» con cui «ha seguito la nostra vicenda giorno dopo giorno», il presidente della Regione ha evidenziato che «il dolore dell’Italia si può lenire solo con la verità, quella verità che solo un tribunale può pronunciare con l’aiuto di tutti gli esperti». «La strage di Genova non può rimanere uno dei troppi avvenimenti italiani dove c’è poca verità». Continuando il suo intervento, Toti ha ribadito che «abbiamo bisogno di conoscere la verità». «Nei vostri cuori quel dolore non si sanerà mai, il dolore della Repubblica si sanerà quando sapremo la verità di cosa è successo e le responsabilità per le quali è successo».

Marco Bucci, sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione del viadotto sul Polcevera, dopo aver ricordato le vittime ha poi affermato che «non dobbiamo dimenticare chi ha perso la casa, il lavoro, la salute, li vogliamo ricordare lavorando duro». «In questo anno non ci siamo risparmiati e l’Italia e il mondo lo hanno riconosciuto», ha proseguito il sindaco, sottolineando che «la città coesa ha lavorato insieme, per lo stesso obiettivo». «L’amministrazione è impegnata a fare tutto il possibile», ha assicurato Bucci rivolgendosi ai parenti delle vittime. E ha chiesto a concittadini di continuare a lavorare insieme, visto che «tutti si sono impegnati per far sì che la situazione migliori». «La città di Genova – ha rivendicato il sindaco – ha dato un segnale moto forte all’Italia, all’Europa e al mondo. Tutti insieme abbiamo dato un segnale di cosa voglia dire ricostruire, di che cosa vuol dire lavorare uno vicino all’altro con un obiettivo comune, sapendo che il bene della città è il bene di tutti noi».

Tra quanti hanno preso la parola anche Alfredo Maiolese, presidente della Lega dei musulmani europei, il quale fra l’altro ha detto che «oggi siamo tutti fratelli. Il crollo del ponte ha diviso la città, ma non i nostri cuori. Non esiste un morto musulmano o un morto cristiano, sono tutti nostri cari. Se Dio l’altissimo ci concederà salute, percorreremo insieme il nuovo ponte». Nuovo ponte che, stando alle parole del sindaco di Genova, Bucci, «sono convinto che a fine aprile 2019 inaugureremo».

«Ai genovesi voglio dire che non vi abbiamo dimenticato». Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sostenendo che «Genova è simbolo di volontà di rinascita». Ricordando che poche ore dopo il crollo del Ponte Morandi si trovava nel capoluogo ligure, il premier ha evidenziato che in quell’occasione «lanciai un monito: non lasceremo sola Genova». «Da questa promessa siamo ripartiti. Quel monito, nato da un dolore collettivo, è diventato impegno e dopo pochi mesi un percorso di operosa responsabilità, intensa dedizione, che giorno dopo giorno ha spinto Genova sulla via della rinascita». Tra gli step indicati dal presidente del Consiglio, l’inizio della demolizione del ponte, lo scorso dicembre. «So che questi ultimi lavori si sono conclusi pochi giorni fa. Ciò che era rimasto di quel troncone del Ponte Morandi, simbolo della tragedia, non esiste più. Al suo posto sorgerà un ponte più sicuro nato dal progetto che Renzo Piano ha donato alla città». Guardando alla nuova costruzione, Conte ha evidenziato che «è cominciata» con la «gettata di cemento» per il primo pilastro nello scorso mese di giugno. «Il nuovo ponte dovrà essere percorribile, secondo le previsioni, nel mese di aprile dell’anno prossimo». Il premier ha poi segnalato l’apertura di un tavolo tecnico: «Stiamo lavorando per vedere come erogare degli anticipi per affrontare le spese di giudizio per coloro che vivranno questo percorso giudiziario. Non cesseremo mai di invocare giustizia. Ma oggi sentiamo che questo nuovo ponte rappresenterà il simbolo della rinascita».

Prima dell’inizio ufficiale della cerimonia non sono mancate le polemiche per la presenza di Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Atlantia, la società che controlla Autostrade per l’Italia. Dopo che alcuni parenti si erano lamentati della sua presenza, Castellucci si è allontanato dal capannone dove è stata celebrata la Messa in memoria delle vittime.

Intanto, nel pomeriggio è prevista una seconda cerimonia, in forma privata, alla quale saranno presenti le 15 famiglie che aderiscono al comitato dei parenti delle vittime. Alle 17 si ritroveranno vicino all’area dell’Ikea per deporre una corona in memoria delle 43 vittime del crollo e successivamente nella sede del Municipio Centro Ovest, dove consegneranno 30 targhe ai rappresentanti dei vari soggetti coinvolti nei soccorsi.

 L'omelia di BagnascoIl messaggio di Mattarella.

Fonte: Sir
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