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Rapporto Eurispes: il Sistema e il Paese «separati in casa»

È improprio continuare a parlare di «Sistema Paese». «Sarebbe più corretto parlare di Sistema e di Paese in maniera distinta» perché «il matrimonio si è sciolto e Sistema e Paese, separati in casa, convivono faticosamente sotto lo stesso tetto, spesso guardandosi in cagnesco» e scambiandosi accuse reciproche. Lo afferma il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara, presentando il Rapporto Italia 2018.

Percorsi: Economia - Famiglia - Immigrati - Italia
Parole chiave: Eurispes (10)
Italiani

Il Rapporto, giunto alla trentesima edizione, ruota attorno al concetto di responsabilità («Alla ricerca della responsabilità perduta», è il suo titolo), considerato essenziale, per la sua presenza o per la sua mancanza, nel tentativo di interpretare la società italiana. «Il Paese – osserva Fara – è confuso sul piano politico e ondeggia indeciso tra conservazione e cambiamento, tra desiderio di stabilità e spinte populiste». Si confrontano «due tendenze fondamentali: quella dell’etica della responsabilità e quella dell’etica della convinzione». Ma mentre «l’etica della responsabilità si affida alla testa, quella della convinzione alla pancia». Questa Italia divisa, pur avendo «enormi potenzialità», ha grandi difficoltà «a trasformare la sua potenza in energia», in particolare a causa della «disomogeneità della classe dirigente» che non riesce a perseguire obiettivi comuni. Per il presidente dell’Eurispes c’è bisogno di «ricucire Paese e Sistema» e questo lo si può fare a partire dalla Costituzione, che quest’anno compie settant’anni. «Pensiamola e condividiamola, senza retorica e conservatorismi sterili», sottolinea Fara, perché «una rilettura condivisa dei principi e valori costituzionali è la sola via per guidarci nel processo di discontinuità in atto nella società italiana».

Nonostante tutto la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni sta lentamente risalendo, ma si concentra su forze armate, forze di polizia e intelligence, da un lato, e su volontariato e protezione civile dall’altro, con un picco dell’86,6% per i vigili del fuoco. Si legge nel Rapporto Italia 2018 sulla base di un’indagine compiuta tra dicembre e il mese in corso su un campione rappresentativo di 1101 cittadini.

La rilevazione segnala che nel giro di un anno la quota che esprime un aumento di fiducia nelle istituzioni complessivamente intese è salita dal 7,7% al 13%. Sono soprattutto le istituzioni della politica ad arrancare. Il governo ha il gradimento di un italiano su cinque, i consensi nei confronti del Parlamento arrivano appena al 22,3%, ma gli sfiduciati sono il 20% in meno rispetto al 2013. L’elenco delle aspettative deluse dal governo comprende la lotta alla disoccupazione (80% contro il 20% di giudizi positivi), la coesione sociale e il sostegno alla natalità (77,2% contro 22,8%), la diminuzione della pressione fiscale (80,6% contro 19,4%), la riforma elettorale (79,5% contro 25,5%). Si attestano intorno al 24% i giudizi positivi su rilancio dei consumi e gestione dell’immigrazione. Va molto meglio per quanto riguarda il contrasto del terrorismo internazionale (50% di giudizi positivi), la lotta alla criminalità organizzata (44,1%) e il sostegno al made in Italy nel mondo (45,2%).

Ripartono i consumi ma 4 famiglie su 10 sono ancora in affanno. Per il 38,9% degli italiani l’economia del Paese è stabile e, mentre si segnala una ripresa dei consumi, 4 famiglie su 10 sono ancora costrette a intaccare i risparmi per poter arrivare alla fine del mese o a ricorrere all’aiuto dei nonni pensionati (72,7%). Rispetto all’andamento dell’economia, diminuiscono i pessimisti (-17,6% in un anno) e aumentano gli ottimisti (+3,2%). Così, nonostante le difficoltà di tante famiglie, per una parte della società i consumi tornano a crescere. Si spende di più per i prodotti alimentari (così il 43,7% del campione), si usa di più l’auto (35,7%), si va più spesso a mangiare fuori casa (27,8%) e si fanno più viaggi e vacanze (21,1%). Diminuisce anche il ricorso ai pagamenti rateizzati (-9,3%) mentre sfiora ormai la metà (47,8%) la quota di italiani che effettua acquisti sul web. Nelle famiglie resta in primo piano il problema del lavoro dei figli. Quattro persone su dieci trovano accettabile far raccomandare i propri figli da un amico/conoscente, il 23% si rivolgerebbe a un politico o a una persona influente e il 20,2% arriverebbe a uno scambio di favori. Un nucleo familiare su tre, rileva ancora l’indagine Eurispes, si trova a dover gestire un paziente anziano non del tutto autosufficiente che viene assistito in famiglia in circa la metà dei casi. Tra i dati rilevati nel Rapporto anche la quota di italiani che si dichiarano vegetariani o vegani, rispettivamente il 6,2% e lo 0,9%, senza significative variazioni negli ultimi cinque anni.

Paure e sicurezza, ancora pregiudizi sugli immigrati. Solo il 28,9% indica correttamente l’incidenza di persone straniere sulla popolazione, cioè l’8%. Per il 35% del campione la quota sarebbe esattamente il doppio e per il 25% addirittura un residente in Italia su quattro sarebbe non italiano. Il Rapporto Eurispes 2018 conferma l’errata percezione del fenomeno migratorio da parte della maggioranza degli italiani. Ancora un esempio: il 27,4% individua nel Nord Africa la principale terra di origine degli immigrati, mentre da quell’area proviene soltanto il 12,9% degli stranieri arrivati in Italia. I due terzi del campione sovrastimano anche la presenza di immigrati di religione islamica. Peraltro l’indagine ha rilevato molta ignoranza anche rispetto alla mancata legge sullo ius soli: per una netta maggioranza (56,9%) secondo le nuove norme sarebbe bastato nascere in Italia per avere la cittadinanza. Un terzo del campione ammette di guardare con sospetto le persone dai tratti mediorientali.

Più in generale, le minacce avvertite con più forza sono: corruzione (87,7%), politici incompetenti (86,2%), organizzazioni mafiose (85,6%), inquinamento dell’aria (81,1%), attentati terroristici (78%) e crisi dell’acqua (74,1%). Il 56,2% dichiara che userebbe un arma contro estranei in casa di notte e il 32% conosce qualcuno che ha subito stalking.

L’indagine rileva anche che per il 67,7% del campione i social network favoriscono comportamenti aggressivi e offensivi grazie all’anonimato, ma il 75,5% li usa per stare in contatto con i propri amici e il 70,3% per essere sempre informati sull’attualità.

Fonte: Sir
Rapporto Eurispes: il Sistema e il Paese «separati in casa»
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