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Referendum, in Toscana grande affluenza

Quorum raggiunto, nonostante il «pasticcio» del voto estero, e plebiscito per i «sì». In Italia i dati definitivi del Viminale parlano di un'affluenza del 54,8% con la vittoria dei «sì» intorno al 95%. La Toscana ha dato il suo contributo alla vittoria dei «sì». È la terza regione per affluenza, dopo il Trentino (64,6%) e l'Emilia Romagna (64,1), ma distanziata di pochi decimali. Complessivamente si sono recati alle urne oltre un milione e ottocentomila toscani, pari al 63,6% degli aventi diritto, una percentuale davvero ragguardevole. Basta pensare che un anno fa, per le elezioni «regionali» ci si era fermati al 60,7%. STRUMENTO DA CAMBIARE? VAI AL SONDAGGIO
DI CLAUDIO TURRINI

Parole chiave: acqua (83), servizi (142), referendum (50), nucleare (80), giustizia (59)
Referendum, in Toscana grande affluenza

di Claudio Turrini

Quorum raggiunto, nonostante il «pasticcio» del voto estero, e plebiscito per i «sì». In Italia i dati definitivi del Viminale parlano di un'affluenza del 54,8% con la vittoria dei «sì» intorno al 95%.

In particolare, sul primo quesito, «Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica», l'affluenza è stata del 54,81% e il «sì» ha vinto con il 95,35% contro il 4,65% del «no». Sul secondo quesito, «Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito», l'affluenza è stata leggermente superiore, con il 54,82% e i «sì» hanno vinto con il 95,80%.

Sul terzo quesito, quello modificato in extremis dalla Corte di Cassazione, e che riguardava il nucleare, l'affluenza è stata del 54,79% e i «no», seppur sempre largamente minoritari, hanno raggiunto il livello più alto fra i quattro quesiti, con il 5,95%. Infine, sul quarto referendum, quello che chiedeva di abrogare la legge sul «legittimo impedimento, già modificata sostanzialmente dalla sentenza n. 23 del 2011 della Corte costituzionale, l'affluenza è stata del 54,78% e il «sì» ha prevalso con il 94,62%. L'affluenza complessiva è più bassa di qualche punto percentuale, rispetto al dato nazionale (attorno al 57%), a causa del voto degli italiani all'estero. Voto che si era tenuto nelle scorse settimane e – per quanto riguarda il terzo referendum – con il «vecchio» quesito. Solo il 23,07% dei nostri connazionali all'estero, hanno preso parte alla consultazione. E sarebbe da vedere se è dipeso solo dalla libera scelta degli elettori – del tutto legittima, ovviamente – oppure anche dal malfunzionamento della macchina organizzativa, con schede mai arrivate o consegnate ad indirizzi sbagliati, così come denunciato da diverse associazioni di italiani all'estero.

La Toscana ha dato il suo contributo alla vittoria dei «sì». È la terza regione per affluenza, dopo il Trentino (64,6%) e l'Emilia Romagna (64,1), ma distanziata di pochi decimali. Che in Toscana il quorum potesse scattare lo pensavano in molti. Successe anche nel 1999, quando a livello nazionale si sfiorò soltanto il 50%. Ma era difficile prevedere che l'affluenza raggiungesse questi livelli. Complessivamente si sono recati alle urne oltre un milione e ottocentomila toscani, pari al 63,6% degli aventi diritto, una percentuale davvero ragguardevole. Basta pensare che un anno fa, per le elezioni «regionali» ci si era fermati al 60,7%. E anche a Lucca, dove in maggio i cittadini erano stati chiamati ad eleggere il presidente della Provincia, l'affluenza era stata inferiore di un paio di punti percentuali. Il record di affluenza spetta a Radicondoli con il 76,89% (i dati si riferiscono al primo quesito), seguito da Monterotondo Marittimo (76,63%), Trequanda (74,10%) e Montieri (73,33%). Molto alta l'affluenza anche a Pontassieve (73,20%), Pomarance (72,95%), Cavriglia (72,80%), Sesto Fiorentino (72,47%) e Certaldo (72,27%). Sul fronte opposto, spicca il 41,56% di Capraia Isola e il 42,57% di Isola del Giglio. Sotto al quorum anche Capoliveri (47,59%), Bagnone (48,01%),  Marciana (49,39%) e Montecatini Terme (49,79%).

Tra i quattro quesiti si registrano solo piccole differenze sia per l'affluenza (l'elettore poteva scegliere di non ritirare una o più schede) che per la vottoria dei «sì». Per il primo quesito l'affluenza oscilla tra il 67,52% della provincia di Firenze e il 58,58% di quella di Lucca, dimostrando anche come il voto sia stato «trasversale» ai partiti e che molti elettori del centrodestra abbiano scelto di non disertare le urne. Abbastanza omogeneo il dato delle città capoluogo di provincia: si va dal 68,43% di Livorno  al 55,93% di Arezzo, con Firenze al 64,95%, Grosseto al 59,81%, Lucca al 57,88%, Massa al 62,21%, Carrara al 60,29%, Pisa al 64,60%, Pistoia al 62,39%, Siena al 62,61% e Prato al 59,57%.

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