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Regolamentazione azzardo: don Zappolini, «non siamo ingenui, il momento della verità sarà dopo il voto

Sono già diverse decine i candidati alle prossime elezioni politiche che hanno sottoscritto l’appello lanciato ieri per regolamentare il gioco d'azzardo e limitare questo «flagello». Ma don Zappolini, coordinatore della campagna «Mettiamoci in gioco», non si fa illusioni: adesso i candidati  firmano, poi bisognerà vedere se mantengono le promesse.

Gioco d'azzardo (Foto Sir)

Sono già diverse decine i candidati alle prossime elezioni politiche che hanno sottoscritto l’appello lanciato ieri dalla campagna «Mettiamoci in gioco» affinché, nella prossima legislatura, parta subito l’iter di approvazione di una rigorosa legge di regolamentazione del gioco d’azzardo. Lo dice al Sir don Armando Zappolini, coordinatore di «Mettiamoci in gioco», ricordando i quattro punti fondamentali che secondo la campagna dovrebbero essere contenuti nella nuova legge: «Il primo è il divieto assoluto della pubblicità, perché pensiamo che sia questa la chiave attraverso la quale le persone più fragili cadono nella trappola, vittime di messaggi pericolosi. Chiediamo di vietare completamente questa pubblicità, come è stato fatto anni fa con il fumo, eliminando anche quei cartelli che riportano vincite di migliaia di euro, mentre non si ricordano le persone che si sono suicidate per aver perso tutto al gioco».

Il secondo punto è «la riduzione di un terzo dell’offerta complessiva del gioco, quindi di tutto: dal gratta e vinci ai giochi on line e alle macchinette. Lo Stato deve prevedere un minor introito di quello che ottiene ora dal sistema dell’azzardo». Il terzo nodo cruciale «è che ci sia come principio ispiratore di una legge quadro la salvaguardia della salute dei cittadini e delle fasce più deboli della popolazione. Questo significa difendere il diritto di Regioni ed enti locali a regolamentare l’offerta del gioco d’azzardo sul proprio territorio, senza annullarla ma senza nemmeno essere vincolati all’intoccabilità degli interessi già esistenti». Il quarto punto è «l’aumento delle risorse destinate al sistema dei servizi per garantire cura e assistenza gratuite alle persone affette da disturbo da gioco d’azzardo. Quindi, vogliamo che il diritto alla cura, riconosciuto recentemente nei Lea, sia effettivamente esigibile. Siamo contrari ai privati che sfruttano i problemi delle persone: la presa in carico sia pubblica e gratuita. Chiediamo che le persone con questi disturbi possano avere le stesse agevolazioni di chi ha dipendenze da sostanze».

«Mettiamoci in gioco» ha chiesto ai candidati alle prossime politiche di sottoscrivere quattro punti per la regolamentazione del gioco d’azzardo: «Divieto assoluto della pubblicità; riduzione di un terzo dell’offerta complessiva del gioco; diritto di Regioni ed enti locali a regolamentare l’offerta del gioco d’azzardo sul proprio territorio; aumento delle risorse destinate al sistema dei servizi per garantire cura e assistenza gratuite alle persone affette da disturbo da gioco d’azzardo». Le adesioni finora giunte sono tante, ma, ammette don Armando Zappolini, «in fase elettorale tutti firmano gli appelli, non siamo ingenui. Il problema sarà dopo: noi li andremo a cercare! Non è un impegno, è una minaccia», avverte il coordinatore della campagna, scherzando. «Dopo il voto – racconta don Zappolini -, convocheremo, tra gli eletti, quelli che hanno firmato presentando la nostra proposta di legge completa. Chiederemo, quindi, di avviare un iter parlamentare».

Don Armando riconosce che rispetto a quando è nata la campagna «Mettiamoci in gioco» la situazione è migliorata: «Oggi non posso dire che le lobby del gioco d’azzardo hanno occupato la politica, come era cinque o sei anni fa, ma resta un interesse forte del Ministero delle Finanze e del Governo di raccogliere soldi e delle lobby, che sono sempre influenti. Indubbiamente oggi c’è una sensibilità verso questi temi e nell’ultima legislatura passi sono stati compiuti, come abbiamo riconosciuto. Adesso occorre cambiare passo». Guardando ai quattro punti centrali proposti da «Mettiamoci in gioco» sono due, secondo il coordinatore, i punti più difficili da far passare: «Il divieto assoluto di pubblicità, considerati gli interessi milionari in gioco, e la riduzione consistente dell’offerta di gioco. Ci vorrebbe una politica forte e coraggiosa. Noi, però, siamo dolcemente ostinati, guardiamo fissi verso l’obiettivo».

Regolamentazione azzardo: don Zappolini, «non siamo ingenui, il momento della verità sarà dopo il voto
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