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SANITA'. 370 MILA GLI AFFETTI DA DIABETE IN TOSCANA; LA REGIONE AVRA' UN RUOLO CHIAVE NELLA RICERCA «LEADER» SUL RISCHIO CARDIOVASCOLARE

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Si stima che siano circa 370.000 le persone che in Toscana soffrono di diabete, approssimativamente una persona su dieci, e la prevalenza tende ad aumentare con l'età: tra gli over 65, più di una persona ogni dieci risulta essere diabetica. Questi numeri sono ancora più allarmanti se si pensa che circa il 30% delle persone è affetta da diabete senza saperlo. Nel complesso l'incidenza del diabete nella regione Toscana, in continuo aumento, risulta essere in linea con quella delle altre regioni italiane. Importante è evidenziare come tra i soggetti con diabete tipo 2 la maggioranza presenti anche comorbidità quali l'obesità, l'ipertensione e la dislipidemia. Questa concomitanza di patologie, associata all'iperglicemia, rappresenta un probabile fattore che contribuisce ad incrementare il rischio di complicanze cardiovascolari negli adulti con diabete tipo 2. Tuttavia solo il 10% dei pazienti riesce a tenere sotto controllo i valori della glicemia, dell'ipertensione e delle dislipidemie.
Se ne è parlato a Firenze lo scorso 18 novembre in occasione della presentazione delllo studio clinico internazionale “LEADER” (Liraglutide Effect and Action in Diabetes: Evaluation of Cardiovascular Outcome Results) volto a valutare gli outcomes cardiovascolari di Liraglutide nel trattamento delle persone con diabete tipo 2. L'Italia parteciperà con 10 centri dislocati su tutto il territorio nazionale. La regione Toscana avrà un ruolo di primo piano rappresentando un punto di riferimento per l'Italia. Sarà affidato al dottor Edoardo Mannucci, Direttore dell'Agenzia di Diabetologia dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi di Firenze, il coordinamento dello studio a livello nazionale, affiancato dal professor Gianfranco Gensini, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia, Professore Ordinario di Cardiologia e di Medicina Interna dell'Università di Firenze, che sarà responsabile della gestione di tutti gli aspetti cardiologici.
“Consideriamo il nostro coinvolgimento come un importante riconoscimento della qualità della Diabetologia e della Sanità toscana in generale” ha spiegato il dottor Mannucci, Coordinatore nazionale dello studio LEADER™ “La partecipazione a studi multinazionali come il LEADER dà la possibilità alla nostra regione, e all'Italia in generale, di invertire la tendenza registrata negli ultimi anni che ha visto il nostro Paese avere un ruolo sempre più marginale nella ricerca scientifica.”
“E' ormai ampiamente riconosciuto come il diabete tipo 2 sia associato ad alcuni fattori di rischio, quali l'iperglicemia, l'ipertensione, il sovrappeso e alti livelli di colesterolo, che contribuiscono ad aumentare il rischio di complicanze cardiovascolari in questi pazienti” continua il dottor Edoardo Mannucci, “A fronte di questa profonda correlazione si evidenzia una forte esigenza, finora disattesa, di studi clinici di lungo termine che si pongano l'obiettivo di studiare l'effetto dei trattamenti per il diabete tipo 2 sul miglioramento del profilo di rischio cardiovascolare dei pazienti”.
In aggiunta alla relazione dimostrata tra patologie cardiovascolari e diabete tipo 2, è stato ipotizzato che alcune terapie impiegate per il trattamento del diabete tipo 2 siano potenzialmente associate all'aumentato rischio cardiovascolare. Sulla base di queste conoscenze le autorità regolatorie hanno richiesto l'effettuazione di ulteriori studi sulle terapie del diabete tipo 2 al fine di accertare che i nuovi farmaci non aumentino, oltre un limite accettabile, il rischio cardiovascolare.

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